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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - CATTIVA COSCIENZA?

 


 


Immagine 1


Foto 1


Immagine 2


 Foto 2


Speravo che i lavori "botanici" a Villa Bauer fossero terminati con l'abbattimento del grande faggio.


Ma l'esperto dal pollice verde non poteva sopportare la vista di quell'orribile ceppo così ingombrante ed allora, per togliere di mezzo ogni traccia, cosa c'è di meglio se non una bella fresatura? Seppur costosa anche l'estetica ha il suo prezzo (foto 1).

Ma l'esteta non si è nemmeno accorto che a pochi passi da quell'esteso tappeto di segatura che copriva ogni magagna erano  ben presenti un "morto" in piedi e nei dintorni, in bella vista, altri ceppi, frutto di recenti lavori di abbattimento (foto 2). Se si comincia bisogna pur finire l'opera o no?


Meno male che i propugnatori del "Cambiare Verbania" si sono sradicati da soli, e quei danni che purtroppo gli eventi naturali, come la tromba d'aria dello scorso agosto, hanno provocato non avrebbero dovuto dare la stura ad ingiustificati e continui attacchi al patrimonio verde della città. Speriamo che ora tutto si fermi qui.


Vittorio Libera




3 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di guido lucchini commento
guido lucchini
27 Maggio 2013 - 07:39
 
Ma chi è lo scienziato? Agise autonomamente o dietro di lui c'è qualcuno pagato per pensare? Ma dietro ad entrambi (ammesso che siano solo due) c'è qualcuno attezzato per prenderli a pedate nel sedere?
gl
Vedi il profilo di Maria Grazia Reami Verbania ha cambiato aspetto
Maria Grazia Reami
27 Maggio 2013 - 08:07
 
Sembrerebbe solo un'impressione vaga, quasi un malessere, ma è realtà: l'aspetto della Città è cambiato; si scorgono prospettive prima mai viste, angoli di paesaggio urbano che rimanevano celati, in parte a causa del tornado, molto perché le persone hanno avuto paura e hanno approfittato dell'occasione per abbattere gli alberi più importanti dei loro (nostri) giardini. Ora quelle persone sono certe che non potranno più creare grane.
Naturalmente il Comune ha dato l'esempio a tutti, dimostrando di non avere a cuore il verde pubblico come elemento fondamentale del paesaggio di una bella città lacustre e insostituibile elemento determinante della qualità e dello stile di vita. E il depauperamento prosegue senza sosta.
Come sia possibile permettere l'abbattimento continuo dei nostri alberi mi è oscuro, perché non conosco il regolamento comunale. Sono certa però che la scappatoia sia il mantra che dopo il tornado erano diventati instabili e pericolantissimi. Di fatto questa pericolosità, seguita da sacrosanto taglio,
andrebbe certificata dall'esperto perché, se qualche albero rimasto in piedi ha avuto le radici smosse dalla furia del vento, altri sono (erano) ancora ben saldi sul terreno e andrebbero tenuti (sarebbero dovuti essere tenuti) carissimi. Così non è (non è stato. Purtroppo anche questo drastico mutamento del paesaggio va annoverato tra le brutture dell'orrido momento che stiamo attraversando. Quanto lontani sono i tempi in cui si faceva a gara tra le amministrazioni e i cittadini a chi introduceva nei parchi e nei giardini pubblici e privati gli alberi più belli, più rari, più interessanti.... Si dirà che non è più un clima da alberi alti: tranquilli, me l'hanno già detto i due boscaioli che volevano abbattere la mia povera magnolia e il mio povero platano adesso strapelati, ma ancora saldi sulle loro strepitose fondamenta. Invece sono stati sradicati, sempre qui da me, altri dieci alberi più giovani e meno nobili, ma assai più adatti a piccoli giardini.




Vedi il profilo di Silvia Nerini alberi
Silvia Nerini
31 Maggio 2013 - 20:07
 
Purtroppo sembra una tendenza in via di espansione. Anche a Bée sono stati tagliati numerosi alberi sani, e parecchi residui dei tagli sono stati abbandonati in posizioni pericolose. Sembra che non importi niente a nessuno, ma i terreni privati degli alberi sono a rischio di frane.
silvia



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