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SEGNALI PRIORITARI

 


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E' una di quelle rare notiziole che danno un po' di sollievo in mezzo alla raffica di indecenze massmediatiche che ci crivellano ogni giorno e al carosello dei creativi spot elettorali di ipotetica attendibilità.


Una iniziativa concreta, senza troppi fronzoli.

Il direttore dell'Ulss1 di Belluno ha messo in liquidazione una Mercedes di rappresentanza (auto blu) acquistata dal suo predecessore e il ricavato della vendita sarà impiegato per l'acquisto di due monitor defibrillatori destinati all'ospedale. Ha annunciato inoltre una linea di rigore per la lotta quotidiana agli sprechi. Pur nella consapevolezza che queste azioni non saranno sufficienti per risanare un deficit di 15 milioni di euro, ha comunque iniziato col piede giusto.


Vogliamo illuderci che questo piccolo segnale sia l'inizio di un nuovo stile gestionale e che sia notato dall'opinione pubblica in un momento in cui gravano sulle spalle dei cittadini i più svariati sacrifici.


Un segnale analogo, di assoluta categoricità e priorità, avremmo voluto averlo già da tempo da molti nostri politici, ma non riusciamo ad averlo chiaro nemmeno adesso sotto elezioni. Solo timide avance, qualche aggiustamento, qualche enunciazione, ma di concreto nulla.


Ma vogliamo dire chiaro e netto che i soldi dei cittadini non li diamo più in pasto alla corruzione politica? Che cosa ci stanno a fare, tanto per dire, più di 300 senatori, più quelli a vita, nel Parlamento italiano a fronte dei 100 colleghi americani? Che cosa ci stanno a fare pensioni doppie e triple a fronte di 600 euro al mese? Ma perché nessuno parla di fissare un unico rimborso netto con un decente tetto massimo e stop?


Potremmo andare avanti a elencare tutti privilegi scandalosi e oltraggiosi che la casta si ritaglia e di cui tutti parlano, tranne i politici che se ne stanno ben abbottonati, come se niente fosse.


Ci invadono di chiacchiere e chiacchiere, di impersonali "occorre" "si deve" "bisogna", di intenzioni infarcite di genericità, ma ci dicessero una volta per tutte che il rimborso di un politico non può superare, che so, i 3000/5000 euro: che sono già uno stralusso rispetto agli attuali 1000, se ci arriva, anche di un giovane laureato.


Niente da fare. Fino a questi giorni. Quando un secco annuncio populistico circa la riduzione dei costi della politica è arrivato dal personaggio che più si caratterizza come un pericoloso istrionico illusionista. L'ultimo da cui avrei voluto sentirmelo dire.


Non ci siamo. Gira e rigira gli ingredienti, ma la frittata avrà sempre lo stesso gusto.




1 commento  Aggiungi il tuo

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livio
6 Febbraio 2013 - 08:05
 
Gettare il sasso nello stagno serve eccome!Sono uno di quelli che NON ha la memoria corta e mi sovviene che il segretario di un partito che è attualmente fuori dal Parlamento aveva proposto, avendo contro praticamente tutti, di dimezzare i parlamentari, i loro benefit e che, sia i politici come i manager pubblici,non potessero guadagnare più di dieci volte lo stipendio di in operaio.Nel marasma dell\'attuale \"campagna elettorale\"credo che ce ne sia uno solo a proporlo e, guarda caso, fa il comico!!!



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