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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - RIDARE I COLORI A UN PAESAGGIO SCOLORITO DALL'INCURIA

Scritto da Pierangelo Garella


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Verbania mi appare in questi ultimi anni addormentata e in evidente declino. Sono forse incupito da pessimismo senile, faccio forse deprimenti confronti con le speranze e i fervori di gioventù?


Chiusure e dismissioni industriali, sciatterie di manutenzione, diffusa maleducazione nei rapporti umani sono segnali oggettivi.

Quali impegni e da chi assunti o guidati potrebbero risvegliare una comunità che pare avere perduto poli di attrazione e con ciò appartenenza e identità?


I singoli sembrano agire più per sé che nella prospettiva comune, benché gruppi di volontariato si prodighino in ben altro senso e in alcune occasioni collettive riemerga qualche scintilla di coinvolgimento comunitario.


Un articolo di Roberto Esposito ed Ernesto Galli Della Loggia ("Le buone ragioni per istituire un vero ministero della Cultura", Corriere della Sera, 25 gennaio 2013) offre uno spunto proponendo nella cultura il motore di sviluppo adatto al patrimonio italiano.


Quale patrimonio produttivo resta in particolare ai verbanesi nella desertificazione industriale e nella contrazione della sanità?


Quello del paesaggio (i beni ambientali) e delle ville storiche. In tutti i modi ci si dovrebbe impegnare - in virtuosa collaborazione tra enti pubblici e proprietari privati - a mantenere al meglio, a riportare nelle migliori condizioni e a ridotare non solo villa Taranto (attiva nel bilancio benché non ne siano sfruttate al massimo le risorse) ma anche villa San Remigio, il cui piano di ripristino è stato dimenticato così da lasciar cadere un contributo bancario.


Ora la Provincia ha avviato con la CCIAA uno studio e un progetto di valorizzazione delle risorse culturali del territorio (Paesaggio a colori) che si spera sarà coerentemente svolto e troverà risorse finanziarie e umane per realizzarsi.


Quale ruolo potrebbe avere il Comune?


Le grandi imprese di portata ambiziosa sono lente nel realizzarsi, impegnative e gravose nella gestione, tarde a produrre 'ricadute' fruttuose; insomma, sono destinate perlopiù a produrre debito per un tempo assai lungo o addirittura per sempre, come di solito accade a fondazioni teatrali e musicali.


Occorre contemporaneamente avviare anche altre iniziative di ambito meno ampio ma atte a muovere interesse, partecipazione e correlate attività terziarie.


Occorre dunque una mobilitazione dei soggetti culturali, cioè di persone e associazioni convinte del valore delle proposte di arte, di musica, di letteratura come vitalizzatrici delle relazioni umane e dell'aggregarsi intorno a esperienze diverse dal 'consumo' passivo.


Da un assessorato guidato da un'insegnante ci si aspetta questa sensibilità e dunque una pugnace attività di recupero e di sollecitazione, di 'rianimazione' della giunta stessa.


Un esempio concreto (continua)





1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Silvia Nerini concordo
Silvia Nerini
9 Febbraio 2013 - 13:24
 
Grazie per aver parlato di cultura e bellezza, due cose di cui c\'è un enorme bisogno. silvia



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