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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Non diamo ragione a mia moglie

 Scritto da Diego Brignoli   (22 gennaio 2013)



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"Torna; vedrai che torna". Suonano come una minaccia, un incubo, le parole che mia moglie, dileggiando le mie dotte letture, le sapienti analisi politiche, i puntigliosi sondaggi, mi ripete da quando Berlusconi uscì da Palazzo Chigi tra i fischi della gente accorsa a certificare la fine di una storia durata troppo a lungo. Un anno a dire "è finito" e l'altro ieri Luca Ricolfi su La Stampa scrive "E se vincesse ancora Berlusconi?".


Ragazzi calma. Ora passi per mia moglie e le sue provocazioni, ma che anche gli analisti politici si facciano cogliere da questi dubbi! Difficile, improbabile, forse impossibile e irrealizzabile e voglio credere che tutto andrà per il verso giusto con una buona affermazione del centro sinistra, ma intanto nei sondaggi (dobbiamo crederci?) le distanze si assottigliano.


Le antiche propensioni autolesionistiche riprendono vigore, inossidabili giornalisti televisivi di provata fede di sinistra sacrificano sull'altare dello share il recupero di qualche punto offrendo al pifferaio di Hamlin una platea da finale dei mondiali e un palco sul quale sfoggiare tutte le sue arti di ammaliatore (e per fortuna il programma si chiama "servizio pubblico").


Intanto Monti dopo aver salvato l'Italia (e gli Italiani?) scende, pardon, sale in politica e in nome del rinnovamento si allea con Fini e Casini. E chi li sente ora i tanti amici che per un anno mi hanno accusato di aver sostenuto il Professore e i suoi ministri, Fornero inclusa?


E poi ancora. Eccentrici giornalisti che fermano il declino, prodi magistrati che istigano alla rivoluzione (civile, ci mancherebbe), comici imbolsiti che organizzano tsunami, corpulenti parlamentari che si appropriamo dell'inno nazionale per dare un nome al nuovo (?!) partito, vegliardi paladini dei diritti civili che tentano ardite alleanze con fascisti....Un bel gruppo di contendenti che non corrono per vincere le elezioni (il che sarebbe legittimo) ma per evitare che altri le vincano o le vincano troppo.


E riparte il solito caravanserraglio di arruolamento di nani, ballerine, medaglie olimpiche, magistrati, uomini di poche parole (salga su quella nave, cazzo)... Razzi, Scilipoti, Capezzone....Cosentino che scappa con gli elenchi....Il tutto condito da un sistema elettorale che nonostante le promesse, le esortazioni di Napolitano, i 123 giorni di sciopero della fame dell'on Roberto Giachetti, è rimasto lo stesso Porcellum, la porcata di Calderoni. Una bella comodità per i giornali che già pubblicano l'elenco dei Parlamentari (non i probabili, quelli eletti).


Intanto, fuori, il Paese è alla canna del gas. Quattro anni di crisi si fanno sentire. La povertà (sì, proprio quella bestiaccia lì di cui non osiamo nemmeno pronunciare il nome) bussa alla porta di molti. La diseguaglianza ha raggiunto livelli insopportabili, le imprese soffrono per un'economia disastrata ma continuano ad essere soffocate da una burocrazia lunare, i servizi pubblici vengono quotidianamente falcidiati Alla politica si chiedono proposte concrete, risposte ai guai di tutti. Calcoli, tattiche, illusioni, "doppi forni", accordi, desistenze...che ce ne facciamo più?!


Sarà un mese faticoso ma vediamo di non dare ragione a mia moglie.




2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di renato b. commento
renato b.
25 Gennaio 2013 - 20:30
 
Il PD ha evidentemente fatto uno sforzo enorme di rinnovamento, dico così perché conosco l’Italia e il suo “medio cittadino” , in un paese del nord Europa quello sforzo lo chiamerebbero un “tardivo minimo sindacale”. Perché tua moglie potrebbe avere ragione? Perché in Italia chi ha il potere manca d’umiltá . Il PD avrebbe potuto aprire un tavolo per valorizzare ciò che unisce una coalizione anziché scegliere a tavolino delle alleanze. Avrebbe potuto fare una analisi seria di ciò che dice grillo anziché definirlo “antipolitica” . Invece , sentendosi già la vittoria in tasca ha fatto spallucce alle istanze di Ingroia, se ne é bellamente infischiato (come gli altri) dei temi etici di finanziamento pubblico dei partiti (dimezzare ciò che ha pezze giustificative per 1/4 non sta in piedi), sulla questione del “mega listino” cosa si potrebbe dire? Insomma il PD ha sí fatto passi enormi, ma é ancora lontano dal rappresentare davvero la parte debole del paese. Io sosterrò Ingroia , non sono contento del nome nel simbolo, non sono contento che alcuni personaggi politici si rifacciano un verginità grazie a lui e non sono contento di questa legge elettorale che consente queste porcate. Ma ci sono principi, che per me valgono più di tutto. Ricordi Fassino e D’Alema sul caso unipol? Abbiamo una banca? Le intercettazioni del presidente della repubblica che devono essere distrutte? e mille casi in cui la politica (anche di sinistra) ha dimostrato che la legge non é uguale per tutti? Beh, il conto arriva a tutti, anche al PD . Non fraintendermi io spero in un ottimo risultato del PD , spero però che sappia dove guardare quando si tratterà di capire quali sono non già gli “interessi in gioco” , ma i “valori” da preservare. La politica non deve essere una professione, ma un servizio! Non dico a caso questa cosa su queste pagine e rispondendo a te. Borghi é persona degnissima , ma é ora che il PD pretenda un sedere per una poltrona, solo così si farà crescere una classe dirigente nuova. Di sicuro, se avrà ragione tua moglie non prendertela con me , io mi sono sempre battuto (rimettendoci in prima persone) perché si sbagliasse , ma non venite (nello sventurato caso) a dare la colpa a me e a quelli come me che attendono solo che il centrosinistra smetta di strizzare l’occhio a banche e Vaticano e inizi a parlare laicamente di uguaglianza e diritti civili!
Vedi il profilo di Flavio Marchetto lui DEVE tornare.
Flavio Marchetto
28 Gennaio 2013 - 14:41
 
E\' l\'unico modo che ha per evitare i mille processi, le sentenze, rimandando per \"legittimo impedimento\" (vorrei vedere un poveraccio con veramente un impedimento legittimo, se riceverebbe le stesse attenzioni del grande B), accusando la magistratura di connivenza politica, i giornalisti, chiunque dica qualcosa che non è la stessa che pensa lui. Lui DEVE farsi sentire, perchè nel silenzio, rischierebbe di fare la fine di un imputato qualsiasi, e non se lo può permettere. E allora via, milioni su milioni di euro di campagna elettorale, comparsate a destra e a manca, come ieri alla giornata della memoria dove ha preteso di parlare sebbene non invitato (per dire poi delle boiate degne del peggior qualunquista filo-fascista), attacchi a tutti tranne che ai suoi fidi compagni di coalizione (che a me pare l\'armata Brancaleone...), qualsiasi cosa pur di farsi sentire. E i media, che dal canto loro gli danno eco. La cosa più pericolosa però, a mio avviso, è la credibilità che la gente gli dà ancora. Dopo un ventennio in cui ha governato per metà del tempo, dopo aver avuto il governo più longevo e quello con la più ampia base parlamentare, dopo aver promesso e ripromesso sempre le stesse cose, salvo poi fare quelle che interessavano lui direttamente (nessuno si ricorda più la modifica alla legge per la quale era imputato?...). Una persona così, all\'estero, non sarebbe nemmeno stata presa in considerazione dal proprio partito. Ma qui il partito è suo, nel vero senso della parola, lui è il padre padrone di quel popolo delle libertà che dovrebbe essere il popolo dellA libertà: la sua. E la gente non capisce, non si ricorda, crede sempre agli slogan che il burattinaio cresciuto facendo il pubblicitario gli propina con una scioltezza quasi allarmante. Perchè alla fin fine il problema non è lui, ma chi lo vota. Dopotutto viviamo in un Paese dove il 30% della popolazione non parla correttamente la propria lingua (e non sono tutti anziani che non sono potuti andare a scuola da bambini per ovvie ragioni). Insomma, la democrazia è bella ma secondo me ha un limite: funziona bene laddove il popolo elettore ha un livello culturale alto, altrimenti è come una pistola nelle mani di un bambino. Speriamo solo che questa volta il bambino sia cresciuto prima di fare altri disastri.



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