Banner: 71

riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

PIANO REGOLATORE OBSOLETO

 Scritto da Bernardini - Mantero


Immagine 1


 


Gli interventi edilizi previsti nelle aree ex San Luigi a Intra ed ex Ardizzoia a Pallanza, di attualità in questi tempi, ma anche la destinazione d'uso di altre importanti spazi di Verbania, come ad esempio le ex Bianchi e Hillebrand, ci inducono ancora una volta a ritornare su alcune riflessioni di carattere urbanistico.


Innanzitutto ci chiediamo se certi cantieri vengono aperti per corrispondere a reali e motivate esigenze del territorio, o se si giustificano soprattutto in rapporto alla prassi tecnico-burocratica finalizzata all'ottenimento dei finanziamenti che diversamente svanirebbero; se così fosse rischiamo di avere dei cantieri annosi che paralizzano delle aree in una logica di inutile spreco del nostro, ormai scarso, territorio disponibile.


Se poi è vero che certe ditte interessate agli interventi si trovano in condizioni fallimentari, si pone il problema della gestione degli appalti e di formule di lavoro intermediarie che si evolvono in modo tale da individuare soluzioni solo valide nell'immediato, ma sostanzialmente precarie e non certo destinate a creare occupazione reale.


Non riusciamo poi a giustificare questa inarrestabile pressione edificatoria alla luce dell'attuale situazione socio economica: da un lato abbiamo la popolazione di Verbania che non cresce da almeno cinque anni, come confermato anche dall'analisi degli ultimi dati demografici; dall'altro siamo al blocco del mercato immobiliare che condiziona pesantemente il comparto dell'edilizia, aggravatosi ulteriormente nell'ultimo trimestre, secondo i dati forniti dall'Ufficio Studi della Cisl.


Senza considerare inoltre la contrazione del numero di richieste di mutui da parte delle famiglie italiane, che anche nell'anno 2012 fa registrare un calo di oltre il -40%  confermando il costante calo che perdura ormai da 14 mesi.


A rendere ingiustificata la continua espansione concorre anche la probabile futura soppressione della nostra Provincia che fa venire meno anche quella fluttuazione abitativa che aveva accompagnato invece la sua istituzione.


Aggiungiamo le numerose palazzine in itinere e quelle già sul mercato con parecchio invenduto e  la quantità di immobili sfitti o non utilizzati, come testimoniano gli innumerevoli cartelli di "vendesi" e "affittasi" che costellano la città come mai ci è capitato di vedere in passato,  per sottolineare come l'offerta sia sproporzionata rispetto alla domanda.


Citiamo altresì la sorte di porzioni di centri storici fatiscenti e di numerose aree industriali e artigianali dismesse la cui funzione andrebbe invece ricollocata all'interno di un disegno urbanistico futuro ispirato dal desiderio di rivisitare l'immagine cittadina dal punto di vista della vivibilità, della qualità della vita, della sostenibilità edilizia, dell'equilibrio tra abitanti/edificato/servizi/aree verdi.


Non dimenticandoci, poi, che la questione dell'urbanistica deve essere valutata anche alla luce della situazione nei comuni limitrofi: non basta condividere qualche servizio per parlare di integrazione dei comuni; i settori da coinvolgere sono anche in altri, tra cui appunto quello urbanistico, per evitare squilibri favorevoli a calcoli speculativi.


Riteniamo importante, allora, rilanciare la proposta di procedere ad un censimento di tutto il patrimonio edilizio passivo, come richiesto ai Comuni del Forum Italiano "Salviamo il Paesaggio-Difendiamo i Territori", non solo per corrispondere ad un segnale innovativo a livello nazionale, ma soprattutto per una quantificazione complessiva della nostra situazione da cui ripartire in termini di programmazione. L'assessore Paracchini, di fronte a questa proposta, aveva espresso perplessità sui tempi e la complessità operativa, ma noi ribattiamo di nuovo che ne vale la pena vista la posta in gioco che è il futuro della città, un futuro si spera migliore rispetto all'evoluzione che abbiamo registrato finora. Abbiamo la fortuna di avere in Verbania un Istituto Ferrini con la specializzazione per Geometri: nulla vieterebbe di instaurare un' efficace integrazione a tal fine che potrebbe risultare costruttiva per entrambe le parti. Oltre che rivelarsi un progetto significativo per il rapporto scuola-territorio.


Concludiamo con la constatazione che la conformazione attuale della nostra città è il frutto di politiche urbanistiche, protrattesi nel tempo, che hanno prodotto dei Piani Regolatori ormai superati, con previsioni sovradimensionate circa il rapporto volumi/abitanti, che si sono rivelati inadeguati rispetto all'evoluzione socio - economica e che al momento risultano del tutto azzardati.


Con ciò, riteniamo giunto il momento di auspicare una moratoria dell'attuale PRG in vista di una riformulazione più adeguata e consona alle reali previsioni e alle effettive necessità del territorio. Un piano regolatore che non deve essere necessariamente totalizzato sull'espansione/edificazione, ma che potrebbe contemplare anche avanguardistiche previsioni di demolizione/ricostruzione o liberazione/creazione di nuovi spazi vitali, aree verdi, standard in favore di un ripopolamento/riqualificazione dei centri storici.




0 commenti  Aggiungi il tuo



Aggiungi il tuo commento

Prima di pubblicare un tuo commento assicurati che:

• sia in tema e contribuisca alla discussione
• non abbia contenuto razzista o sessista
• non sia offensivo, calunnioso o diffamante

La redazione si riserva di cancellare qualsiasi contenuto ingiurioso, volgare, illegale o contrario alla policy.

Commenti Se accedi o ti Registri potrai visualizzare il tuo nome e ricevere aggiornamenti quando ci saranno altri commenti



captcha
CAPTCHA: Scrivi il valore visualizzato

×
Ricevi gratuitamente i nostri aggiornamenti