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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

VORREI NON FOSSE UN ANNO CHE...

 

Scritto da Felice Iracà




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Succederà a tanti di chiedersi "che anno sarà": la crisi che ancora incombe incessante, il lavoro che non c'è, i finanziamenti statali ridotti ai minimi termini, le incertezze di un futuro che non possiamo leggere né prevedere. Sovente mi accorgo, lontano dalla mia città e immerso in questa ricca esperienza romana che mi vede impegnato al Viminale da oltre un mese, di pensare, vedere e immaginare "che anno sarà" per la nostra Verbania. Nell'esercizio minuto di questi pensieri, che scopro poi essere attimi e aliti di speranza, fiducia e aspirazione, mi trovo di colpo senza risposta, alcuna, rapito e avvinghiato dalla morsa dell'ansia d'un periodo che, ahimè, pare non finire mai. Ed è così, nel vuoto di queste certezze e risposte, che si fa largo a tentoni una forte convinzione, penso, forse, l'unica ad oggi possibile: non so "che anno sarà", è vero, ma so per certo "che anno vorrei non fosse".


Vorrei non fosse un anno, un altro ancora, di promesse politiche vane, insostenibili, inimmaginabili, sleali, non più raccontabili: è l'ora di metter i piedi per terra, e costruire a piccoli passi, quelli veramente percorribili, il nostro futuro che verrà.


Vorrei non fosse un anno, un altro ancora, di scelte politiche unilaterali, calate dall'alto, come quelle che hanno caratterizzato, fino ad oggi, il rapporto fra chi amministra ed è amministrato: la sfida più importante che davvero ci attende, e la conseguente vittoria più bella che si deve e si può ottenere, è quella di far re-innamorare i cittadini alle politiche della città, facendoli ridiventare parte attiva delle scelte che condizioneranno il loro futuro: in tante piccole e grandi realtà si è già avviata, con evidente successo, l'esperienza del bilancio partecipato: perché da noi no?


Vorrei non fosse un anno, un atro ancora, di bizze, litigi e cattiverie politiche, messe in scena solo per (continua)





3 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Anonimo A.A.A. CERCASI...
Anonimo
10 Gennaio 2013 - 01:07
 
... [b]DISPERATAMENTE IDEE[/b] (di qualunque genere esse siano).
Sono ben accette.
E\' sufficiente un veloce sguardo a 360° di Verbania e capire che gli intenti politici locali si sono soffermati solo su quei pochi progetti, numerabili con le dita di una sola mano, e niente piu\'.
Purtroppo, se spuntano idee qua e là, si traducono in reformatio in peius.
Da qualche tempo a questa parte guardo la mia città e fatico a riconoscerla.
Sarà la sindrome post-tornado che ha messo in evidenza \"brutture\" coperte sapientemente dagli alberi sradicati che riempivano il nostro patrimonio o sarà una serie di fattori che, lungi da cause puramente estetiche; sommati fra loro stanno portando Verbania ad essere un\'altra di quelle città spesso definite \"dormitorio\".
I giovani scappano nelle grandi città, i nostri genitori vanno oltre confine a cercar lavoro, i nostri nonni non sanno come passare un pomeriggio diverso se non riempiendo qualche piazza o qualche circolo di paese, offerte di divertimento stentano a decollare ove sono presenti.
Eppure, mi permetto di parlare al plurale, qui c\'è ancora qualcuno che ha SETE! Abbiamo sete di tante cose.
Ci siamo fatti passare fra le mani un\'imponente cifra che sarebbe potuta servire a risanare piu\' parti, comprese le aree dimenticate da anni, della nostra città. Potevamo raggiungere quell\'utopica perfezione di città ideale che tutti desideriamo trovare dietro ad ogni angolo.
Invece ci troviamo a sperare la realizzazione di un unico monolite che ci serva da svago. E nel mentre cantieri spuntano come funghi e realizzazioni di opere che non c\'entrano nulla con la nostra identità!
Ma questo non ci basta. Non dobbiamo farcelo bastare.
In un pezzo riguardante la pista di pattinaggio mi ha colpito l\'inciso in cui si consiglia spudoratamente il \"[i]copiare[/i][u][/u]\" dalla vicina Svizzera in concomitanza alla pessima collocazione che quest\'anno ha trovato lo svago invernale per eccellenza.
Vista la disperazione che la frase contiene, prendendo spunto da realtà piu\' simili alla nostra; dato che la Svizzera per sua fortuna ha ancora una bella struttura economica, perchè no, Lei consigliere Iracà oltre al suo personale bagaglio d\'esperienza romana non ci porta nuovi spunti e nuove idee che potrebbero calzare a pennello anche per la nostra bella Verbania?
Il Sindaco poco tempo fa Vi fece un invito per quanto riguarda un\'altra località straniera in relazione al futuro teatro.
Unendo la Sua poltrona in consiglio comunale al Suo aver assaporato la capitale, perchè ogni fine settimana non infila in valigia un pezzettino di realtà romana e torna a proporcela?
Semmai proprio dovessimo arrivare a \"copiare\" da qualcuno almeno che siano idee autoctone.
Chissà mai che fra cent\'anni anche per Verbania ci sarà una simile citazione: \"[i]Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall\'idea di stabilirvisi[/i]\" .





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10 Gennaio 2013 - 18:14
 
Nessuno, nè tantomeno chi scrive, ha soluzioni magiche per risolvere i problemi strutturali che investono anche la nostra città, primo fra tutti la perdita dei posti di lavoro. Quello che invece può e deve farsi è un cambio radicale di mentalità, cultura e approccio nella gestione della cosa pubblica, nell\'amministrazione del bene comune, nella vita della politica cittadina; rileggendo le tante pagine del nostro sito possono già trovarsi moltissime indicazioni che abbiamo fornito, nel corso di questi anni, per invertire la rotta. Si tratta di molteplici piccole proposte concrete, che sommate le une alle altre possono dar luogo a un percorso lungo ma decisamente nuovo: stop totale a nuove costruzioni e introduzione di premialità per il recupero edilizio dell\'esistente; adozione del bilancio partecipato, con coinvolgimento attivo dei cittadini su una quota parte dello stesso; re-introduzione di libero bus e avvio di forme di mobilità a impatto zero (bike sharing, pedonalizzazione dei centri storici, almeno nei giorni festivi); manutenzione e valorizzazione costante del verde e dei parchi pubblici; implementazione degli spazi comunali, sportivi e non, a servizio delle attività giovanili e di ogni forma aggregativa. Sono solo alcune cose concrete, che possono però attuarsi solo se si ha una certa visione della realtà, della politica e della vita in senso lato. Anche il governo di una città è figlia del tuo essere, di ciò che chiedi e ti aspetti dalla vita. L\'esperienza romana mi ha già insegnato quanto possa essere complesso, se non immane, governare una metropoli: l\'esperienza romana acuisce la mia \"rabbia\" nel vedere, in modo ancora più accecante, come la nostra città sia amministrata e spinta in una direzione diversa da quella che noi auspichiamo.
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Anonimo
10 Gennaio 2013 - 18:42
 
Quello che non riesco a capire è l\'ostinazione di quest\'amministrazione a chiudere gli occhi su proposte ed idee che non hanno e non dovrebbero essere prese con colore politico.
Infatti, a parte determinate concretizzazioni presenti, tutti i pezzi che su questo sito abbiamo potuto leggere sono scopi che ogni buon padre di famiglia aspirerebbe per i propri figli. Chi non vorrebbe piu\' verde in città? Chi non vorrebbe forme di attivismo cittadino per dar voce ai problemi? etc etc. Queste cose non dovrebbero avere un colore politico! Ma \"ahinoi\" oggigiorno lo hanno.
Mi auspico vivamente un cambio alle poltrone alle prossime elezioni di modo che almeno queste essenziali doti Verbania le possa avere il prima possibile!



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