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DAL GOVERNO DISSENNATO AL GOVERNO MISURATO: IMPARARE A (DE)CRESCERE

 


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Se ci pensiamo bene, la nostra è una generazione ossessionata dal concetto di "crescita": in quasi tutti i settori della nostra vita quotidiana, dall'economia all'urbanistica, dalla mobilità alle nuove tecnologie, dai servizi a persino la cultura, siamo ormai inflazionati, e ancorché sottomessi, a questo miraggio assillante. Ma a cosa dovrebbe essere finalizzata la crescita?

Alla ricerca del benessere per il singolo individuo e per l'intera collettività, immagino. Sempre più frequentemente, di fatto, la crescita si traduce in una sovrapproduzione di beni e servizi più o meno effimeri, o quantomeno non essenziali o prioritari per la nostra quotidianità, atta ad arricchire lobby e produttori commerciali in un circolo divenuto oramai vizioso. L'equazione crescita=consumismo determina poi l'aumento di scarti e rifiuti, che debilitano sempre più la matrice terra-acqua-aria, richiedendo ingenti risorse finanziarie per il loro trattamento e/o smaltimento definitivo.

Ma adesso l'aria è cambiata, e non solo in termini di anidride carbonica e particelle sospese: la crisi economico-finanziaria morderà ancora, segnando così un necessario spartiacque tra una fase storica di governo dissennato e una nuova fase storica di governo "misurato".


Anche nella nostra città, a partire dal nuovo quinquennio amministrativo (2014/2019), occorrerà tener conto delle minori entrate derivanti dallo Stato, avviando così urgenti "pratiche di buon governo": la nuova Amministrazione, per fortuna, dovrà necessariamente compiere "piccoli passi per un grande progetto", muoversi con sobrietà e semplicità, trasparenza e feeling con i cittadini, serietà e senso di responsabilità, spirito di servizio disinteressato.


La nuova Amministrazione dovrà contraddistinguersi per i segni "meno", e non per i segni "più", per una de-crescita efficace più che per una crescita dissennata: meno spese pubbliche "inutili" o faraoniche, maggiore efficienza e produttività dell'azione politica, più risparmio nella gestione dei servizi pubblici, introduzione di premialità mirate per i cittadini virtuosi, eccetera eccetera.


Per fortuna, o per missione convinta (si spera!), la nuova Amministrazione sarà costretta a fare i conti col passato, attuando un cambio di passo, una cambio di mentalità, un cambio oramai necessario nella gestione della cosa pubblica. L'equazione de-crescita=benessere della comunità dovrà essere il concetto guida di tutte le scelte amministrative; giusto a mo' d'esempio:


- per le politiche urbanistiche: "stop al consumo del suolo", per dare priorità al recupero ed alla riqualificazione architettonica/energetica degli immobili esistenti, introducendo specifiche premialità per quei cittadini che operano secondo la mission dell'Amministrazione;


- nelle politiche ambientali: adozione di fonti energetiche "pulite" per gli edifici e i mezzi trasporti pubblici, sistema di mobilità alternativi (bike sharing, car sharing, libero bus), premialità per i cittadini virtuosi in tema di raccolta differenziata, progetti scolastici di educazione ambientale, ecc.;


- nelle politiche economiche: incentivazione ed implementazione di progetti di green-economy, rafforzare il risparmio nella gestione degli immobili pubblici (utenze, carta, ecc.);


- nelle politiche sociali: sviluppare progetti di educazione al risparmio nei consumi, alimentari e non, ed al riuso di alcuni beni riutilizzabili, ecc.


Sono solo alcuni d'innumerevoli temi che andrebbero urgentemente sviluppati, per tutelare il nostro territorio e fare i conti con le risorse economiche che abbiamo ed avremo effettivamente a disposizione. Serve però un cambio di passo, deciso, convinto e testardo. E serve fare i conti con un modo non più tollerabile di fare e intendere il governo della nostra città.


 




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