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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

CINQUANTA SFUMATURE DI BUIO, ASSOLUTO

 


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L'ultima seduta del Consiglio Comunale, tenutosi la sera dello scorso 25 settembre, la dice lunga sulla situazione "della politica" cittadina e non. Sia chiaro, non è mia né nostra intenzione seminare "polemiche sterili", contrapposizioni fini a sé stesse, barricate ideologiche o chiacchiere e lessici zuppi di politichese insensato. I tre Consiglieri della lista civica "cittadiniconVoi", infatti, hanno sempre voluto, vogliamo e vorremmo, pur consci che non sempre ci siamo riusciti o ci riusciremo, vivere quest'esperienza politica come un'esperienza di "volontariato socio-politico", ponendoci al servizio della comunità senza secondi fini alcuni (poltrone, incarichi, emolumenti), cercando così di riscoprire il volto più puro, genuino e verace del vero "senso della politica": quello di servire il cittadino, scevri da giochi e manovre di partito, intrighi di Palazzo, accordi sottobanco. Alla luce dell'ultima seduta di Consiglio Comunale, però, non posso esimermi dal riportare alcune semplici considerazioni:



1. i lavori del Consiglio, da molti mesi ormai, sono di fatto paralizzati, con evidenti riflessi e ricadute su tutta la città: 70 e passa punti all'ordine del giorno, alcuni risalenti al gennaio di quest'anno, altri aventi "poca attinenza" con i problemi cittadini (leggasi mozione nei confronti del governo Monti: che riflessi concreti ha per la città discutere decine e decine di minuti e poi votare un argomento così lontano dalla nostra realtà? Non si ruba forse tempo utile a discussioni più importanti e nostrane?). Si vuole definitivamente trovare una soluzione o andremo avanti così sino a fine mandato amministrativo? C'è un modo per "sfoltire", "snellire", "semplificare" e "accelerare" i lavori del Consiglio, dando così impulso vitale alle questioni davvero serie? In tal senso, vorrei chiedere al nostro Sindaco: c'è un modo per "risolvere" internamente e serenamente le questioni che, con pieno diritto, il Consigliere Tambolla e il gruppo del Popolari per l'Italia di Domani hanno portato nell'ultimo Consiglio Comunale, congestionandone di fatto i lavori per quasi due ore? Perché non riuscite a parlarvi al di fuori dei Consigli Comunali? Perché non provare a risolvere i problemi davanti a uno schiumoso cappuccino fronte lago, un fresco aperitivo di mezzodì, un sano thé delle cinque o un happy hour delle otto? Per quanto tempo ancora, noi e i cittadini che assistono ai lavori dei Consigli, dobbiamo assistere a "simili spettacoli"? Al fine di risolvere la problematica esposta, perché non pensare ad una modifica del Regolamento del Consiglio Comunale, tesa a limitare il numero massimo di interpellanze/interrogazioni/ordini del giorno/mozioni presentabili da ogni Consigliere? Per un'ottimizzazione dei lavori, infatti, le sedute consiliari dovrebbero poter rappresentare un "momento di sintesi" degli approfondimenti da eseguirsi preventivamente nelle sedute delle Conferenze dei Capigruppo e delle Commissioni Consiliari.


2. E' stato davvero triste e deplorevole vedere molti Consiglieri lasciare l'aula a margine di una discussione, importante o no che fosse, che coinvolgeva direttamente alcuni cittadini e lavoratori della nostra città presenti al Consiglio Comunale: questi ultimi, dopo essersi "sciroppati" con pazienza e diligenza cinque ore di Consiglio, assistendo alle già menzionate interminabili orazioni di alcuni esponenti della maggioranza volte a screditare la Giunta (andando a ritroso con la memoria, si rielaborano le seguenti missive: "devo tirare le orecchie al Sindaco", "questo Sindaco e la sua Giunta sono incoerenti", "l'Assessore non può parlare: deve rispondermi il Sindaco in persona!"), hanno dovuto assistere alla ritirata, o meglio al fuggi-fuggi, messa in scena da molti Consiglieri del PdL e della Lega Nord (riandando a ritroso con la memoria, ricordo l'annuncio sibillino di uno di loro: "il Consiglio è finito: buonanotte!"). Caro Sindaco, in tutta onestà: ritieni che l'abbandono dell'aula da parte della tua maggioranza sia da ritenersi corretta, onesta, leale, democratica, elegante, sostenibile, replicabile, avallabile, ancorché perdonabile? Noi riteniamo che quanto accaduto sia assolutamente censurabile, ancorché irriguardoso e irrispettoso nei confronti di quei cittadini presenti all'interno dell'aula consiliare.


3. Litigiosità: è un termine semplice, che ben si addice ai bambini, ma, purtroppo, anche alla politica dei nostri tempi. Ormai non si dialoga più: si litiga. Qualunque cosa dica l'uno, l'altro dissente, senza ascoltar neppure: ma questa è davvero ancora politica? Ma questa è davvero ancora democrazia? Quante volte, nei nostri Consigli Comunali, assistiamo a prese di posizione dettate esclusivamente da una contrapposizione partitica? Quante volte siamo prigionieri di "lotte intestine", vecchi rancori, "sassolini da levare", fini a sé stessi? Vogliamo comprendere che la "politica partitica delle alte sfere" dovrebbe stare definitivamente fuori dal nostro piccolo e modesto Consiglio Comunale? Non è forse anche la "politica partitica delle alte sfere" che, molte volte, blocca, rallenta o congestiona i lavori consiliari?


Ci attendono tempi duri, per affrontare i quali servono serietà, semplicità, e senso di responsabilità politica. Da parte di tutti.




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