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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

Bregenz o non Bregenz: questo non è il mio problema

Scritto da Carlo Bava

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Non ho turbamenti di sorta, nonostante quanto scritto da un giornalista de La Stampa che ... " il dr Bava si era già cercato un altro impegno ". Non ho dovuto inventare nulla per defilarmi dalla nota GITA DI STUDIO: credo di essere abbastanza libero per non dovermi giustificare con nessuno. Purtroppo, ho capito dopo che una banale telefonata era un'intervista; così qualcuno si è sentito libero di raccontare i fatti miei.


Siccome, però, Bregenz sta diventando il tormentone della vita politica verbanese esprimerò anch' io qualche considerazione.


E' la cruda realtà: quindici-venti anni di berlusconismo hanno appiattito le coscienze ed esasperato gli istinti in modo deteriore. Il solo fatto di uscire dall' Italia a sentire che aria diversa si respira, sarebbe terapeutico per ogni Italiano. In questo sono pienamente d'accordo col nostro Sindaco. Nello specifico, invece, il pellegrinaggio a Bregenz non mi affascina in alcun modo.


Avevo la remota speranza che Sindaco e collaboratori avessero fatto questi " viaggi di istruzione " prima di proporsi e di proporci di CAMBIARE VERBANIA. Evidentemente no. L'aver condotto una campagna elettorale e aver vinto le elezioni al grido di NO AL NUOVO TEATRO, crea probabilmente loro qualche incertezza adesso che hanno investito tutta una stagione amministrativa e hanno ipotecato il futuro sul NUOVO TEATRO. L' incertezza induce desiderio di compagnia e di condivisione. A me questo modello di condivisione non interessa.


Perché andare così lontano per capire cosa serva a Verbania ?


Ribalto la proposta. Invito io gli amministratori ( il mio furgone ha sette posti ) ad una scampagnata cultural-amministrativo-conoscitiva con destinazione Cannobio per imparare cosa deve fare una comunità per rilanciarsi dal punto di vista turistico; Cannero, una domenica pomeriggio in inverno per assaporare la gioia di passeggiare su un lungolago degno di questo nome, curato, ordinato senza auto e arricchito di idee nuove (es il parco degli agrumi) incontrando un sacco di verbanesi; Stresa in un week end di primavera quando le viuzze alle spalle del lungolago pullulano di turisti e di attività, mentre a Pallanza non c'è anima viva e le stradine del centro storico non sono altro che il retro di alberghi e ristoranti affollate solo di bidoni della spazzatura. Interessa ?


Pensateci.


Ah, dimenticavo ... sul mio furgone non si fuma e ... pranzo al sacco.




2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di marco zacchera CORRETTEZZA ?
marco zacchera
1 Ottobre 2012 - 16:24
 
Non fumo e mangio volentieri al sacco, ma di fondo c\'è anche un problema di correttezza formale:
- ho mandato foto su Bregenz e non sono state pubblicate
- hoi mandato note su Lucerna, idem
- si è ironizzato sulla proposta di andare a vedere la realtà di Bregenz e si è risposto di no
- si è scritto \"Il sindaco vada a vedere a Ravello\"
ORA SUI DA\' IL CASO CHE IL SINDACO DI RAVELLO MI HA SCRITTO UN PO\' INDIGNATO, COPIA E\' STATA DATA A MANO DEI CONSIGLIERI COMUNALI MA NULLA E\' QUI RIPORTATO.
Questa sarebbe completezza di informazione?
Ecco cosa scrive quel sindaco:
...............................................
Gentile Sindaco
Del Comune di Verbania
On. Marco Zacchera

Gentile Direttore
Del settimanale Ecorisveglio
Andrea Dalla pina
Andrea.dellapina@ecorisveglio.it

Redazione La Stampa
verbania@lastampa.it

Sono chiamato in causa dalla querelle nata attorno alla realizzazione di un Centro Eventi nel comune di Verbania che tira in ballo il Comune di Ravello, adombrando l’inutilità del nostro Auditorium firmato dal famoso architetto brasiliano Oscar Niemeyer. Nulla di più falso e fuorviante! Per toccare con mano quanta ricaduta non solo sull’economia del paese ma anche sul nostro tessuto sociale (scuole, giovani aggregazione, cultura) sta realizzando la disponibilità di una sala polivalente di ca 400 posti in un comune con 2.500,00 abitanti e con una ricettività alberghiera di altissima qualità, basta leggere le cronache o concedersi qualche ora a Ravello e constatarne le enorme potenzialità.
La struttura, oggi divenuta fiore all’occhiello del patrimonio del Comune che ho l’onore di guidare, è stata l’oggetto di dieci anni di polemiche e contrapposizioni che hanno avuto come unico risultato rallentarne la realizzazione e l’utilizzo, con incommensurabili danni all’economia del paese e la perdita di importanti finanziamenti regionali.
L’Auditorium Oscar Niemeyer inaugurato nel gennaio 2011, ha cominciato sin da subito ad ospitare eventi, concerti, convegni e manifestazioni di vario tipo: nei mesi estivi è stato, assieme a Villa Rufolo, uno delle location principali del Ravello Festival. Da aprile 2012 la programmazione della Fondazione Ravello (della quale il Comune di Ravello è socio fondatore) si è arricchita di un progetto di destagionalizzazione, il “Ravello Dieci\\12” imperniata sull’Auditorium. Tale progetto è partito il 1°Aprile 2012 e andrà avanti per tutto l’autunno e l’inverno e sarà replicato nel 2013. Tantissimi gli artisti che si sono esibiti nell’Auditorium Niemeyer, da Martha Argerich ai Virtuosi dei Berliner, dall’Orchestra Giovanile di Caracas, accompagnata a Ravello da Josè Antonio Abreu che è stato insignito del Premio Ravello per i valori della cultura proprio nell’Auditorium Oscar Niemeyer, a Philip Glass fino ai Neri per Caso e Max Gazzè. Già questi nomi sottolineano la polifunzionalità e la versatilità di una struttura nata per essere un volano economico non solo per il Comune ma per tutta la Costiera Amalfitana e la Provincia di Salerno. Polifunzionalità e versatilità confermata dalla rassegna cinematografica che la mia amministrazione ha promosso da dicembre 2011 fino ad aprile 2012 e che sta per ricominciare, (nei 13 comuni della Costa D’Amalfi non esiste una sala

cinematografica), dalle aziende che sempre più spesso scelgono Ravello e il suo Auditorium per organizzare meeting e convegni.
Grazie alla sinergia con gli enti che operano sul territorio, l’Auditorium Niemeyer sta accelerando quel processo di destagionalizzazione dei flussi turistici che solo qualche anno fa sembrava impossibile e, migliorare e qualificare ancor più l’offerta turistica nei periodi di alta stagione. Molti dei detrattori dell’opera hanno dovuto ricredersi, accettando la lungimiranza di chi ha combattuto per la sua realizzazione.
Come sempre sarà il tempo il giudice delle cose.
Negare ad una comunità un’opportunità di sviluppo, di occupazione, di crescita culturale quello sarebbe un reato per il quale primo
Vedi il profilo di Flavio Marchetto restando alla lettera del Sindaco di Ravello...
Flavio Marchetto
8 Ottobre 2012 - 15:08
 
...perchè nulla posso dire della mancata pubblicazione di quanto lamenta l\'Egr. Sig. Sindaco (se non che le cose da Lui dette non sono state pubblicate), mi viene la pelle d\'oca leggendo poche parole: \"La struttura, oggi divenuta fiore all’occhiello del patrimonio del Comune che ho l’onore di guidare, è stata l’oggetto di [b]dieci anni[/b] di polemiche e contrapposizioni che hanno avuto come unico risultato [b]rallentarne la realizzazione[/b] e l’utilizzo, con incommensurabili danni all’economia del paese e la [b]perdita di importanti finanziamenti regionali[/b].\". Considerando che il CEM dovrà essere terminato entro la fine del 2014 (pena il ritiro dei fondi PISU), il rischio di vedersi ritirati i fondi e quindi di dover pagare per intero l\'opera, è abbastanza reale.
Non mi pronuncio sulle attività svolte nell\'auditorium di Ravello (mi fa piacere però sapere che i \"neri per caso\" siano ancora attivi, dopo anni che non li sentivo più nominare) mentre mi preme sottolineare una frase del Sindaco di Ravello: \"nei 13 comuni della Costa D’Amalfi non esiste una sala cinematografica\". Questo significa che l\'auditoruim di Ravello è stato costruito in un trritorio dove veramente c\'era la necessità di una struttura del genere, mentre se analizziamo la situazione di Verbania, il contesto è nettamente differente... basta spostarsi per pochi kilometri per trovare palazzo o sale congressi (a Stresa o all\'hotel Dino a Baveno), sale cinematografiche (adesso a Intra il cinema c\'è, finalmente, per non parlare del multisala di Castelletto), insomma, basta spostarsi di poco da Verbania per trovare quello che serve e che il CEM darebbe. E quindi vien da dire: ma che lo costruiamo a fare? Inolte una domanda giace ancora senza risposta: se il teatro di Zacchera è uguale al teatro di Zanotti (almeno così ha dichiarato l\'attuale sindaco), c\'era proprio bisogno di \"spostarlo\", con conseguente allungamento dei tempi, lievitazione dei costi (si parla di 6/7 MILIONI DI EURO che graveranno sui bilanci comunali da qui agli anni a venire), la distruzione dell\'Arena (costruita con fondi europei!!!), la mancata riqualificazione di piazza fratelli Bandiera, la mancata ristrutturazione della ex camera di commercio... insomma, perchè il teatro di Zanotti, che costava meno e aveva dei vantaggi, non andava bene e il teatro di Zacchera, che costa di più e ha degli svantaggi, invece si??? Perchè l\'idea di Zanotti non andava bene e invece quella di Zacchera (uguale nella logica ma più costosa e meno \"riqualificante\") invece si? Egr. Sig. Sindaco, se per caso legge questo post, gradirei una risposta, grazie.



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