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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

FUTURO DEL VCO E BISOGNI DELLA GENTE

di Gianmariano Bernardini


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Le considerazioni in merito alla soppressione della nostra provincia sono state e sono ampiamente diffuse anche nel far rimarcare le condizioni di indifferenza in cui questa istituzione sta andando a morire.



E' recente la notizia che anche l'ultimo tentativo di salvare il Vco avanzato dal senatore Zanetta a livello parlamentare ha sortito esito negativo.


E così vengono a perdere di significato anche tutte quelle illazioni secondo le quali la nostra era una provincia diversa grazie alle sue peculiarità territoriali e morfologiche, al punto da poter ottenere benefici grazie a specifiche deroghe (uffici postali, parametri scolastici e ospedalieri), e quindi destinata a lunga vita.


Dobbiamo farcene una ragione, ma la provincia del Vco cesserà purtroppo di esistere per mancanza risorse vitali.


Col senno di poi, potremmo anche chiederci se era necessaria la sua istituzione e quella di tante altre, comprese le ultime molto recenti.


In un momento come questo, si tirano le somme e si devono assumere decisioni drastiche, però non è solo il costo dell'ente provincia che incide sulle disponibilità economiche, ma tutta quella pletora di enti e società associate private a capitale pubblico che sono il terreno fertile per l'infiltrazione di politici di professione che vengono eletti nei rispettivi consigli di amministrazione. Presidenti di provincia plurincaricati o amministratori pubblici eletti che, oltre ogni pudore etico, spopolano su più poltrone giustificandosi con la non incompatibilità delle loro cariche.


Tutto un sistema che sembra proprio architettato ad arte per consentire collocazioni vantaggiose e mirate, con buona pace di tutti quei cittadini che sudano per racimolare la busta paga.


Sudiamo freddo anche noi, nonostante l'afa, al pensiero che tutta questa spodestanda truppa di amministratori si stia magari già ingegnando con creatività per ritagliarsi futuri spazi istituzionali al di sopra di qualsiasi volontà della base elettorale


Data l'occasione, ci sembrerebbe una prassi illuminata quella di progettare il futuro del territorio mediante l'istituzione di confronti tecnici gestiti sì dalla politica, che alla fine dovrebbe fare sintesi, ma con il coinvolgimento di tutte quelle istituzioni, quegli organismi professionali e preposti ai servizi per ottimizzare la situazione residuale, razionalizzare le restanti possibili risorse e definire i servizi davvero funzionali ai bisogni della gente e alle caratteristiche ambientali peculiari. 


 Al di là di svariate ipotesi più o meno improvvisate o fantasiose di assemblaggi territoriali e di disfattistici  campanilismi che non ci sembrano utili in questi momenti di estrema debolezza.


A breve, interesserebbe davvero al cittadino conoscere quali servizi saranno mantenuti sul territorio e quali dovranno subire tagli o ridimensionamenti: non possiamo che esprimere preoccupazione per il rischio fondato di ridimensionamento di alcuni di essi essenziali per il cittadino, dalla sanità ai servizi sociali, dalla sicurezza al soccorso pubblico. La soppressione di alcuni uffici provinciali penalizzerà gli utenti del Vco che saranno costretti a una mobilità costosa per le tasche e per l'ambiente per soddisfare alcune pratiche burocratiche o a rivolgersi a non innocue parcelle professionali, dal momento che non tutto si potrà esaurire on line.


Ci vengono in mente anche la chiacchierata nuova questura e la prevista sede dell'agenzia delle Entrate a Fondotoce che sono già superate nel momento in cui dovrebbero divenire operative e che possono costituire esempi di sperpero di tempi, risorse ed energie.


Non possiamo esimerci dal denunciare una miopia politica che si protrae da tempo e che ha purtroppo orientato le situazioni di oggi.


Come non accarezzare l'idea che possa cambiare drasticamente questo stile autoreferenziale e predatorio di fare politica alla faccia del cittadino che è ora praticamente il solo ad essere chiamato in causa e a rivestire il ruolo di vittima sacrificale.




3 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di renato b. commento
renato b.
7 Agosto 2012 - 13:48
 
Che la politica, locale e non, sia lontanissima dal sentire delle persone comuni è cosa ormai evidente. Solo i politici si sprecano per difendere la politica, mi piace segnalare questo link per leggere una "discretamente acida" riflessione sul tema :-)
http://verbaniafocuson.wordpress.com/2012/07/27/ancora-parole-al-vento-di-politici-decotti-a-difesa-di-un-inutile-provincia/
Vedi il profilo di marco g Ma siete matti?
marco g
29 Agosto 2012 - 16:52
 
Noto con piacere che i toni di questo articolo sono abbastanza accesi e che il redattore tiri delle somme senza nemmeno citare un dato (questa si chiama argomentazione a vuoto, per la cronaca). Comunque, da cittadino della Provincia e non abitante in città ma in un piccolo paese della zona, le faccio presente che se la provincia dovesse venir meno, verranno meno alcune poltrone ma non solo. Si sposteranno gli uffici di Inps e Inail così come TUTTI gli ospedali perderebbero risorse. Anche se ero piccolo ricordo bene come era prima: pochi servizi, non esisteva una rete di bus facenti capo ad un unico ente (la provincia con VCO in bus), Verbania era una cittadina di poco conto, la strada del Sempione molto peggio di ora, per andare in Val Vigezzo la strada era strettissima e per Macugnaga un disastro. é stata poi la provincia a premere su Anas per il collegamento via tunnel per la Formazza e per il miglioramento (ancora in corso) del Sempione tra Crevola e Iselle. Per quanto riguarda l\'ospedale di Domo è stato appena diramato un comunicato in cui TUTTI in Provincia hanno chiesto fondi alla Regione. Inoltre credo che abolire quattro poltrone in una piccola provincia non porti a dei risparmi: il vero problema è Roma e la sua inefficienza...
Nobili da circa 3 anni chiede un vero status di autonomia oltre che per la specificità montana anche per il fatto che siamo distanti sia da Torino che da Novara (sia culturalmente che fisicamente) e da ultimo, anche per il fatto che molta gente è morta ormai 60 anni fa per la nostra libertà e io non voglio che mi venga portata via da un paese che non è il mio.
Caro redattore, scusi la lingua poco curata, non so siceramente cosa frulli nella testa di voi in città ma io non voglio che la mia montagna muoia perché lei e alcuni altri volete ucciderla in nome di una favola non vera.
Vedi il profilo di Flavio Marchetto caro sig. Marco
Flavio Marchetto
13 Settembre 2012 - 20:58
 
forse non ha ben capito, qua non si tratta del \"se\" ma del \"quando\"... ormai è cosa certa che la provincia del VCO non esisterà più. E\' vero, venendo meno la provincia, verranno meno tanti uffici e tanti servizi acquisiti negli anni dell\'esistenza del VCO. Colpa di Roma ladrona? forse si, forse no, resta comunque il fatto che a Roma ladrona, i politici ce li abbiamo mandati anche noi. Quindi, un po\' di autocritica credo che non guasti. Infine, le vorrei ricordare che il discorso autonomia del VCO viene da ben più lontano degli ultimi tre anni, e anzi, negli ultimi tre anni la situazione è rimasta sostanzialmente al palo, e forse ha fatto addirittura passi indietro (basti pensare allo sconto benzina che c\'era fino a inizio anno e ora non c\'è più in molti comuni).
Se poi la \"nostra\" libertà (ma nostra di chi???) rischia di essere portata via da un Paese che \"non è il mio\" (mi scusi, ma non abita in Italia?) e la \"sua\" montagna rischia di morire, non credo sia colpa dei \"cittadini\", ma credo sia colpa di chi, in questi 60 anni, non ha fatto nulla per migliorare la situazione. E qui la lista si fa kilometrica, e anche in questo caso un po\' di autocritica non guasta...



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