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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

UN VENTO NUOVO (o piccole idee per il futuro)

 


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Le proposte espresse da Renato Brignone in ordine alle modalità di conduzione della prossima campagna elettorale, pubblicate di recente sul nostro sito, stimolano e inducono una mia personalissima riflessione.


Evidenzio da subito che, volutamente, non entrerò "nel merito" delle singole proposte, ritenendo che un'attenta e puntuale discussione vada più correttamente rimandata e condivisa a/da un tavolo allargato nonché rappresentativo degli attuali gruppi di minoranza: dagli spunti menzionati sulla propedeutica elettorale, però, traggo utile occasione per condurre una breve analisi di metodo su "quale campagna elettorale e quale azione di governo" possa offrirsi, nel prossimo futuro, alla nostra città.

Partiamo col dire e l'osservare che, oggi più che mai, è d'obbligo "saper leggere i tempi"; in altri termini, la campagna elettorale e la susseguente azione di governo, che dovrebbero/devono rappresentare un binomio indissolubile in una stretta relazione di causa/effetto, andrebbero/vanno progettati in ragione del momento storico vissuto: in tal senso, nella fattispecie, credo siano due gli indicatori, le spie, da tenere in debita considerazione: la (ancora) lunga crisi economica e la disaffezione crescente dei cittadini verso la politica. L'analisi e la riflessione che segue nasce proprio tenendo sempre bene a mente questi due imprescindibili tasselli, senza seguir deviazione alcuna.



SULLA CAMPAGNA ELETTORALE


 Lo sappiamo, ed è un leit-motiv che continuiamo a sentire a iosa: la gente s'allontana sempre più dai fatti e dai momenti della politica, locale e non: cresce la disaffezione, cresce il disinteresse, cresce il divario e la forbice tra cittadino e candidato/amministratore. Cosa si fa per invertire la tendenza? Cosa si fa per "recuperare" il cittadino non solo al momento elettorale ma anche e soprattutto alla partecipazione attiva della cosa pubblica cittadina? Una, cento, mille ricette: chissà. Di certo è/sarebbe bene fissare da subito la filosofia d'approccio, il principio ispiratore, i cardini intoccabili di ogni inizio di trattativa/mediazione/proposta politica che verrà: c'è bisogno di un linguaggio nuovo, di uno stile politico nuovo, di regole del gioco nuove, di segni, modi e momenti di forte discontinuità, quasi di "rottura" con i metodi e il fare "classici e tradizionali", non più tollerati o tollerabili da moltissimi cittadini: una svolta, un'inversione di tendenza. O un vento nuovo, forse.


In ordine ad una "diversa" campagna elettorale che potremmo condurre e offrire agli elettori, per esempio, mi piace pensare e lanciare alcune idee che, da cittadino qualunque, troverebbero certamente il mio grande plauso e gradimento:


- stesura di un programma elettorale partecipato, ovverosia redazione "congiunta" del programma elettorale tra le forze politiche e gli elettori/cittadini, attraverso momenti di ascolto, confronto, condivisione, compartecipazione, da avviarsi anzitempo rispetto al momento elettorale;


- stesura di un programma elettorale credibile e sostenibile: basta programmi faraonici e inattuabili, ma spazio a mirate ed essenziali linee-guida di crescita e sviluppo della città, coerenti con le risorse economiche di cui si dispone e si disporrà; una sorta di "manifesto elettorale per la città" che sia "leale, onesto e corretto" con gli elettori, e, dunque, davvero "attuabile e riscontrabile" durante il quinquennio amministrativo;


- definizione di una rosa di potenziali amministratori, per "far scegliere al cittadino", sin dal momento del voto, le persone che ritiene migliori, preparate, affidabili, che andranno poi a rappresentarlo: archiviamo la stagione delle deleghe in bianco consegnate ai gruppi politici, basta all'indecorosa logica di rincorsa/spartizione dei posti di governo, cui s'assiste all'indomani dell'avvenuta competizione elettorale.



SULL'AZIONE DI GOVERNO


Il mandato amministrativo deve essere legato da un vincolo di indissolubile fedeltà e coerenza al mandato elettivo, ricevuto in forza del programma elettorale presentato ai cittadini. L'azione amministrativa che caratterizzerà il governo della città dovrà scaturire da un preciso impegno/patto da "siglarsi" con i cittadini sin dalla fase della campagna elettorale. Anche qui, servono coraggio e scelte innovative; per fare qualche esempio:


- riduzione del numero di Assessorati;


- conferimento di incarichi amministrativi a carattere univoco (no ai doppi e tripli incarichi);


- redazione del bilancio annuale di previsione partecipato, all'interno del quale si affida ai cittadini la scelta di come spendere una quota parte della spesa annuale;


- verifica annuale partecipata di attuazione del programma elettorale, quale momento di confronto con i cittadini ed eventuale "ridisegno e correzione" dell'azione di governo;


- conferimento di maggiori e reali poteri consultivi ai quartieri, quali organi-filtro delle istanze della cittadinanza sul territorio.


Chissà, forse è l'ora, o forse sarebbe davvero molto bello, d'avere il coraggio e la forza di cambiare metodi. Di esplorare nuovi percorsi. Di parlare lingue diverse. Di provare nuove prove. Di sperare nuove speranze. Di comprendere che "non c'è più tempo", e "non è più tempo", per ciò che sinora è stato. Ma ci vuole davvero coraggio: come quello di lasciarsi andare, a un vento nuovo, forse. Ce l'avremo?


 




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