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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

PER RIFLETTERE

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Pubblichiamo volentieri  l' intervento del  Dr. Mauro Begozzi, in occasione della manifestazione del 25 aprile, per gli spunti di riflessione a cui si presta


 

Autorità civili, religiose, militari, partigiani, ex combattenti, ex internati militari ed ex deportati, giovani, donne e uomini cittadini di Verbania: Buon 25 Aprile!


Buon 25 aprile, un augurio non formale il mio, ma sincero per tutto quanto significa questa data per il popolo italiano: per voi, partigiani e resistenti, che viveste quei giorni di liberazione non solo come conclusione vittoriosa della lotta, ma come speranza, inizio di un'era nuova e diversa; e per tutti noi che del senso e degli effetti di quella data beneficiamo, spesso però con troppa distrazione, senza spirito di riconoscenza, senza voglia di verità.


Grazie di essere qui, di aver scelto di partecipare a questa tradizionale manifestazione che ha il significato civile di comunione e condivisione di un sentimento comune: il sentimento della libertà unito al sentimento della pace.


Perché il 25 aprile è la festa della pace riconquistata e della libertà, l'unica festa della libertà che noi italiani celebriamo, non festa di vittoria, non esibizione di armi e stendardi, ma festa civile nel vero senso della parola. Festa di libertà e al contempo festa di ricordo. Nessuno, che abbia a cuore questi valori, che viva e abbia coscienza di questi beni, deve sentirsi escluso.


Ad una condizione però, che non si attribuiscano alle parole significati diversi da quelli che hanno. E libertà non significa fare quello che si vuole, non significa esclusione, contrapposizione, privilegio: significa, come ci suggeriva un indimenticato cantautore, partecipazione e solidarietà.


Ricordo!


Uso questo termine e non rievocazione o commemorazione, perché ricordare è un verbo che mi è sempre piaciuto per il suo etimo, per la sua provenienza. Ricordare, dal latino, denominale di cor-cordis, che significa "rimettere nel cuore" (per gli antichi sede appunto della memoria). Ed io oggi, insieme con voi, vorrei festeggiare la libertà rimettendo nel cuore quanto questa libertà sia costata.


Ora, ci sono molti modi per  (segue)





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