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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - L'agonia dei servizi sociali

di Mariano Bolognesi

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E' difficile trovare una motivazione logica nell'accanimento distruttivo dei servizi sociali piemontesi, che sta realizzando questa Giunta regionale.


Anche la scorsa settimana al "Chiostro" nel corso del dibattito, avente per tema questa problematica, abbiamo assistito all'intervento di un importante funzionario che, con una certa strafottenza ha difeso questa sciagurata strategia. Ma in cosa consiste questa strategia?


a- Addossare allo Stato la responsabilità di aver deciso con una legge specifica di abolire i Consorzi, senza stabilire cosa fare "dopo".


b- Assegnare ai Comuni la responsabilità di gestire i casi sul territorio.


c- Riservare alla regione la funzione di indirizzo e controllo.


Ciò significa un inqualificabile disimpegno dalle responsabilità, e il ritorno ad un passato, che speravamo ormai dimenticato, quando il peso economico dei servizi sociali gravava sulle singole comunità e sulle famiglie. Difficoltà non solo organizzative poi superate con la costituzione dei Consorzi intercomunali.


Certo, ci vuole una bella faccia tosta ad addebitare al Governo l'abolizione dei consorzi, quando in questo citato Governo la componente politica che oggi governa il Piemonte, non solo era presente, ma parte integrante ed attiva nella strategia.


Ma cosa sta succedendo nel nostro territorio provinciale?


In assenza di indicazioni, ciascuno si arrabatta come può, ipotizzando qualche soluzione. Nell'Ossola per esempio, c'è un accordo quasi generale per far coincidere il nuovo consorzio con il territorio della comunità montana, come strumento logico per realizzare una "Unione dei Comuni" che può essere lo strumento più idoneo per consorziare di nuovo le comunità locali. Nel Cusio, il problema è ben presente nelle amministrazioni locali, ancorché complicato dalla presenza nella ASL di alcuni Comuni fuori Provincia, ma qualche soluzione la si sta elaborando.


Nel Verbano invece tutto tace.


Verbania nella sua qualità di capoluogo provinciale, ma anche l'Amministrazione stessa della Provincia è assente. Li abbiamo visti tutti la scorsa settimana al Chiostro, seduti in prima fila Il Sindaco e il Presidente della Provincia.


Ci si aspettava un loro intervento, solo il Sindaco ha parlato, ma da lui nessuna proposta concreta. Il silenzioso Presidente della provincia forse non sapeva cosa dire, o magari forse non si è reso conto della situazione; certo che stando zitto, ha smentito se stesso, perché ce le ricordiamo tutti le sue dichiarazioni preoccupate quando la chiusura dei Consorzi dei servizi sociali era ormai certa: dichiarò che voleva gestire la fase di transizione. L'avete più visto né sentito?


Che dire del Verbano, nel cui territorio i piccoli Comuni, già strangolati dai tagli dei finanziamenti, si trovano a gestire una problematica più grande di loro. Si stanno avviando soluzioni pasticciate di Associazioni di piccoli Comuni, che non porteranno da nessuna parte. Certo, l'unione fa la forza, ma non così.


E' Verbania capoluogo che dovrebbe catalizzare queste proposte trasformandole, con la collaborazione, in una vera azione unificatrice come hanno fatto le altre componenti territoriali.


Invece l'Amministrazione verbanese che fa? Il presidente del Verbania Calcio, noto esponente della Lega Nord, estrae il cartellino rosso per espellere l'attuale Presidente del Consorzio dei servizi sociali del Verbano, reo di aver  partecipato, a Torino, ad una manifestazione di protesta contro i tagli ai finanziamenti a cui ha provveduto, bontà sua, il suo collega di partito Cota, che guarda caso è anche Presidente della Regione Piemonte. Ma la cosa ridicola è che questa mozione di sfiducia sarà anche votata in Consiglio comunale.


Ma sono queste le azioni di cui abbiamo bisogno?




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