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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

ALPINISTI IN CIABATTE

 di Roberto Negroni


Immagine 1

 


"In montagna si va con gli scarponi", diceva mia nonna, che se ne intendeva. Niente scarpette da ginnastica, niente scarpe da lavoro o della festa: scarponi. Così come quando piove si usa l'ombrello e per mangiare la forchetta; perché ogni attività richiede lo strumento giusto; perché soltanto con lo strumento giusto un'attività si può non solo avviare, ma pure portare decentemente a termine.


Sembra che quest'elementare consapevolezza stenti a trovare permanente collocazione tra gli attuali amministratori di Verbania, che quando piove propendono per il pigiama, spesso mangiano con le mani ed in montagna ci vanno in ciabatte.


Mirabile esempio ne è l'ormai famoso questionario che l'amministrazione invia a 1600 famiglie. Il questionario, come più o meno tutti sanno, è uno strumento della ricerca sociale o sociologica, delle indagini demoscopiche, utilizzato per sondare (sondaggio) una popolazione in merito a questioni problematiche; a quello serve, non ad altro. È una particolare forma di intervista, formalizzata e strutturata al fine di sottoporre un ampio numero di persone ad un colloquio standard, cioè per tutti uguale. Formalizzazione e standardizzazione consentono di ridurre la platea degli intervistati: invece che rivolgersi a tutti, si può ridurre il numero, costruendo un campione ridotto di persone da intervistare che rispetti le caratteristiche principali dell'intera popolazione interessata; realizzando cioè, direbbe un addetto ai lavori, un campione statistico rappresentativo dell'universo. A questo serve un questionario, non ad altro; come l'ombrello serve quando piove e la forchetta quando si mangia, il questionario serve quando si fa un'indagine su campione statistico.


Nei giorni scorsi il Sindaco di Verbania ha solennemente annunciato l'invio di 1600 questionari ad altrettante famiglie, ma non per un'indagine statistica, solo per "sentire il polso della situazione", per raccogliere qualche spunto; cioè infila si gli scarponi, ma non per andare in montagna, per andare in cantina.


Si inviano 1600 questionari, che significa interpellare più del 5% della popolazione residente (non l'11% come riportato dalla stampa) o il 9% dei nuclei familiari, cui poi si aggiungeranno coloro che accoglieranno l'invito, generosamente indirizzato oves et boves, a scaricare e compilare il testo dal portale municipale. Ma perché non comporre un campione statistico della popolazione almeno sulla base di alcune principali variabili (sesso, età, composizione familiare, zona di residenza, ad esempio)? Con quei numeri un campione rappresentativo con un buon grado di affidabilità si può fare tranquillamente e non è certo operazione che richieda luminari della statistica o della matematica. Perché mettere in piedi un'operazione complessa e comunque onerosa, ma che non permetterà di portare a casa alcun risultato apprezzabile, quando con un piccolo sforzo in più si poteva allestire un'operazione metodologicamente corretta e ottenere risultati attendibili?


Qualunque sarà il ritorno di questa operazione, il risultato prodotto non potrà avere né l'affidabilità né l'attendibilità utile ad orientare l'attività amministrativa; vi è anzi il rischio che la possa depistare, perché le risposte riferiranno opinioni o troppo eterogenee e casuali, perché sganciate da ogni intento di rappresentare l'intera popolazione verbanese, o, al contrario, troppo omogenee ed orientate, perché più rappresentative di una parte che di altre. Come vengono infatti scelti quei 1600 nominativi? Pescandoli a caso nel calderone dell'anagrafe comunale o sulla base di un qualsiasi criterio non statisticamente controllato? In entrambi i casi il risultato è fin d'ora certo, checché poi se ne dirà: nessuna concreta utilità ai fini dell'attività amministrativa e per la città.


Senza entrare nel merito dei contenuti del questionario e degli argomenti che affronta (già altri l'hanno fatto), limitandoci agli aspetti di metodo, qualche osservazione merita pure la composizione di quel testo. Comporre un questionario capace di rispondere alle indispensabili esigenze di chiarezza, di informazione esaustiva, di capacità motivazionale e di neutralità espositiva è compito tutt'altro che semplice, perché significa prefigurare il corretto percorso ed il corretto sviluppo di un'intervista, cioè di un colloquio, che però, in casi come questo, avverrà in assenza di uno dei due interlocutori, l'intervistatore. Qui improvvisazione e dilettantismo sono rischi micidiali; malgrado la diffusa sottovalutazione, in questa operazione consapevolezza e conoscenza metodologica sono indispensabili. Il rischio di produrre strumenti insufficienti, inadeguati, disorientanti o distorcenti è davvero elevato. Il questionario scaricabile dal portale comunale è purtroppo l'ennesimo esempio di un deleterio fai da te, che assomma un campionario da manuale di quanto andrebbe accuratamente evitato: insufficienza o parzialità informativa, imprecisione lessicale, ambiguità espositiva, formulazioni suggestive (intenzionalmente o meno orientanti le risposte), grafica ostile, ed una complessiva disomogeneità strutturale. Insomma, se con lo pseudo campione si mettevano gli scarponi per andare in cantina, qui invece per la montagna si parte, ma in ciabatte.


La comunicazione istituzionale, la ricerca di consenso ed il marketing politico sono tutte rispettabilissime attività che hanno i loro canali e, soprattutto, i loro strumenti, così come la ricerca sociale ha i suoi, ma poco o nulla hanno a che fare tra loro e tanto meno con ibridi che, come il mulo, potranno anche ragliare ma sono sterili.


Se è vero che il diavolo si nasconde nei dettagli, questo episodio, tutto sommato secondario nella vita dell'attuale amministrazione, è rivelatore di un buon numero di quei fattori di debolezza e fragilità che frequentemente vengono attribuiti a questa compagine: la tendenza a produrre un fumo non sempre giustificato da un sottostante arrosto, il gusto per sortite rodomontesche prive di concreto seguito, l'ostinazione nel sostenere scelte di cui si stenta a comprendere fondamento ed utilità, un'insicurezza rispetto alle proprie linee di azione ed alle proprie scelte, il ricorso ad un auto riconoscimento di meriti che sembra supplire la consapevolezza di un deficit di leadership di autorevolezza e di risultati, il bisogno di rassicurarsi del permanere di un consenso che scacci l'ombra di crescenti delusioni.




3 commenti  Aggiungi il tuo

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FELICE IRACA'
6 Marzo 2012 - 11:22
 
La mia sensazione è che "non sanno più che pesci prendere"; si "arrampicano sugli specchi", procedono a spot, producono una boutade dietro l'altra. Concordo, è un segno di debolezza, di sfilacciamento interno, fors'anche di "disperazione politica": la disperazione di chi sa d'aver perso 3 anni e la triste consapevolezza di chi vede troppo vicino quel fatidico annunciato 14 aprile 2014 e troppo lontano un'opera esageratamente grande per vedere la luce in così poco tempo.
Sono i primi ad essere coscienti dell'infruttuosità del loro operato: e il questionario ne è solo la lucida cartina di tornasole.
Vedi il profilo di marco zacchera commento
marco zacchera
11 Marzo 2012 - 22:18
 
leggendo le risposte dei cittadini al questionario noto che molti non la pensano come voi e ciò mi conforta.
Certo che vi è una aperta contraddizione tra il vostro chiedere di partecipare e poi il respingere quando lo si propone, il protestare per non ascoltare la città e poi rifiutare quando viene fatto. Non è che qualcuno ha un pò di astioso preconcetto? Perchè comincio a vedere - su queste righe come su VERBANIA '70 (ma siete voi che scopizzaate da Zanotti o è viceversa?) - un livore sempre maggiore: suvvia, siamocosì nervosi nell'opposizone? Ma come mai, se si avvicina il vostro così scontato stratosferico prossimo successo elettorale ?
firmato: Il mulo-sindaco che raglia (però, anche qui, a che livelli siete caduti in basso...)
Vedi il profilo di marco sconfienza L'ennesimo comizio mediatico.....
marco sconfienza
16 Marzo 2012 - 21:31
 
Egr. Sig. Sindaco, ma Lei davvero crede alla validità del formulario?
mi dica innanzitutto con che criterio sono state scelte le famiglie a cui inviarlo mi è sfuggito il particolare....
non Le sembra che alcune domande poste siano incomplete come ad esempio per il bonus bebè, che come Lei ben sa non riguarda TUTTI i nati in Verbania ma ha in sè una discriminante etnica....
ripeto quanto già detto da altri, la stragrande maggioranza delle cose che la sua Amministrazione si arroga di avere fatto non è farina del vostro sacco, ma solo la continuazione di quello già avviato dalla precedente Amministrazione....
Lei lamenta l'iper criticità dell' opposizione, ma non si ricorda quando Lei era opposizione e lanciava sassi nello stagno ad ogni piè sospinto, rammento la battaglia che venne fatta dopo l'introduzione del sacco bianco, (se non erro ben sette interrogazioni in merito!!)che a ragion veduta fu una buona intuizione che ha portato la nostra città ai primi posti per la raccolta differenziata in Italia...
non ricorda come ha trattato gli oltre 3400 firmatari della petizione a favore del Cinema Sociale e contro il colosso dell'Arena? perchè invece di delegittimarli non ha voluto incontrare una loro delegazione? magari indire un Referendum come da Lei auspicato in campagna elettorale, si sarebbe posta così la parola fine dando voce ai cittadini, e tutti si sarebbero adeguati al suo esito sarebbe stata una bella pagina di democrazia,forse allora sarebbe stato il tempo dell'ascolto, non crede?
tralascio le sue ultime battute, come sempre cariche di livore politico verso chi non la pensa come Lei, non mi risulta che alcuno della nostra lista lo abbia apostrofato in un certo modo, personalmente sono per la critica e non per le offese..
sempre lieti di averla come affezionato lettore.........



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