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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

TICKETS

di Carlo Bava 


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Nei giorni scorsi sulle pagine dei giornali si è discusso molto di esenzione Tickets, con prese di posizione e pareri diversi. Ma perché a Verbania se ne sta parlando?


Il 28 settembre la Commissione Servizi alle persone veniva interpellata per venire a conoscenza del nuovo regolamento comunale per l'esenzione dai tickets sanitari . Il precedente regolamento sarebbe scaduto due giorni dopo.

La nuova normativa proposta dalla giunta attraverso il suo assessore prevedeva lo stravolgimento della procedura voluta dalle precedenti amministrazioni. Da strumento che permetteva, alle persone in condizioni di povertà, di non pagare la partecipazione alla spesa sanitaria, si passava al regime di rimborso: prima paghi e poi il Comune ti restituisce i soldi.


Ma, considerati gli attuali livelli di partecipazione richiesti (con ticket e super-ticket regionale è un attimo trovarsi ben oltre i cento euro per pochi esami !!!!), ha senso che chi per definizione è indigente, da vocabolario "privo dell' indispensabile per vivere", debba prima riuscire a pagare e poi essere rimborsato? A fronte delle posizioni contrarie di tutta la Commissione, e dico TUTTA, l'Assessore che si presentava alla discussione evidentemente impreparata alla gestione della cosa, accettava la proposta di prorogare la vigente esenzione, per evitare un momento di vuoto normativo. Condivideva,anche, la possibilità di creare un gruppo di lavoro "commissariale" che potesse individuare nuovi modi di gestire e capire il problema. Dopo venti giorni fu riconvocata la Commissione che si ritrovò di fronte alla stessa bozza di regolamento, senza che nessun gruppo di lavoro fosse stato creato ufficialmente, e alla persistente necessità di poter censire quanti avessero davvero diritto al beneficio della esenzione. Se la proposta di valutare le eventuali patologie che già potevano essere esentante fu accolta dall'assessore (abbiamo visto è stata anche messa in pratica), alla mia richiesta di poter valutare le autocertificazioni di reddito l'assessore dichiarava l'impossibilità del Comune, ma anche delle forze di polizia tributaria, di poter verificare la reale o meno condizione di Indigenza.


Ritenendo che, se la realtà del problema fosse stata davvero questa, avremmo potuto allora andare tutti a fare tornei di tiro alla fune accettando l'impotenza delle istituzioni di fronte alle autocertificazioni, ho presentato un'interpellanza nel mese di dicembre. Ribadivo al Sindaco la mia percezione di incompetenza e impreparazione dell'assessore di fronte al problema.


Purtroppo un'interpellanza presentata alle due del mattino in una sala consigliare ormai vuota di giornalisti e pubblico,non ha avuto alcuna diffusione, ma soprattutto non ha avuto nessuna risposta congrua e puntuale dell'Assessore. Risultato: siamo a quattro mesi da quel fatidico 28 settembre; abbiamo una proroga che arriverà fino a marzo; abbiamo forse superato il problema dichiarazioni di patologia da parte dei medici ( fino a settimana scorsa non c'era ancora un parere legale ma solo l'assunzione di responsabilità di alcuni sanitari; nessuno mi ha ancora detto se la Finanza possa o meno verificare le autocertificazioni di reddito; nessuna convocazione è arrivata per partecipare a qualsivoglia gruppo di lavoro.


La tempestività non abita qui. Va beh, andremo a teatro.




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