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L'ARTE DI PERDER TEMPO

 


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Lo spunto deriva da una constatazione dei rappresentanti dei Popolari per l'Italia di Domani: "È il momento di dire basta ai rimpasti e cominciare a lavorare per la città": condivisibile messaggio di saggia concretezza.


Vi è un limite però.

Data la tipologia del rimpasto e ammesso che si voglia partire davvero subito in questa direzione, ci vorrà ancora un pochino di tempo per il rodaggio.


Tra competenze di nuova assunzione e altre rimescolate, per quanto in gamba siano i nostri assessori, nutriamo qualche dubbio che siano già polifunzionalmente " imparati." Glielo vogliamo concedere un momento per guardarsi attorno, acquisire una minima familiarità di settore e (re)ingranare la marcia?


Un pugnetto di ore che, aggiunto a tutte quelle che immaginiamo impiegate in trattative affannose, vista la lunga attesa, cumula sul pacchetto orario sottratto al servizio effettivo per la città.


Questo ci crea un po' di ansia, che aumenta se ci misuriamo con un ricorrente tormentone che ci ha perseguitato professionalmente e che detiene però un significato determinante quale è la continuità didattica: dove il carosello di docenti è una costante, la gestione della classe diventa un'impresa, al contrario, se il parametro viene rispettato le cose funzionano.


Ecco che il programma va via spedito, l'interazione con gli alunni si potenzia, il controllo disciplinare trae vantaggio, si crea una proficua condizione operativa i cui risultati arrivano sulla distanza, tassellino su tassellino. Non a caso le migliori soddisfazioni si raccolgono alla fine di un ciclo di lavoro unitario quando si conclude un programma che ci ha appassionato e ha fatto appassionare e inoltre sono maturati gratificanti rapporti umani.


Il paragone può risultare un po' forzato, ma anche un povero amministratore non avrà diritto di lavorare in santa pace per la sua città e portarsi avanti i suoi obiettivi senza essere continuamente sballottato dai calcoli e dai giochetti di parte? Che non sono finiti se il Sindaco ha ventilato un' ulteriore futura variazione a favore del Pid.


Una tra le perplessità che più ci preoccupano riguarda l'avvicendamento all'Ambiente, proprio nel momento in cui si stava riprendendo il percorso dell'inserimento di Verbania nel Parco della Valgrande. Una strategica opportunità per il futuro della nostra città per cui ci aspetteremmo passi intensivi, susseguenti, trepidanti per accelerare il raggiungimento di una meta già fin troppo ritardata: la valorizzazione e il rilancio del nostro territorio, che in questo momento si conferma essere il bene più prezioso di cui disponiamo.


Immaginiamo la delusione dell'ex assessore Airoldi che aveva appena rivendicato questo punto di merito, una sua creatura che lui non vedrà crescere, ammesso che cresca, emergendo dal calderone delle dichiarazioni d'intenti.


Intanto un invito ai rappresentanti del Pid: assumano una posizione coraggiosa! Cosa significa soffrire in maggioranza con un "NI" ? Se hanno le idee per lavorare per il bene della città, suvvia una botta di risolutezza!




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