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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Scorci ferroviari

 


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Questa mattina, dopo qualche tempo di assenza per lavoro, sono rientrato a Verbania con il treno e, sceso alla stazione, mi sono messo in attesa del pullman di linea per Intra.


Accanto a me vi erano altri viaggiatori e, come succede in questi casi, ho avuto modo di ascoltare le loro lamentele sulle discrepanze tra gli orari dei treni e quelli pubblicati sugli appositi libretti, ma anche sugli orari degli autobus riportati sulle varie locandine esposte alle fermate che non sarebbero aggiornati.

In quel momento non ho potuto fare a meno di pensare che l'attuale Sindaco aveva indetto addirittura un Consiglio Comunale straordinario in stazione Sabato 9 Gennaio 2010 "per tentare di dare una risposta concreta ai tanti problemi che da tempo affliggono i pendolari della tratta Milano-Domodossola, in quest'ultimo periodo ancor più penalizzata dall'ulteriore soppressione di fermate locali" come per l'occasione era stato riportato dai media.


Durante il percorso verso Intra, nella mente mi riaffioravano alcuni scorci mediatici sulla questione del servizio ferroviario e dei pendolari.


Il 21 aprile 2010 il solerte addetto stampa comunale emetteva un comunicato in cui, oltre a rimarcare il fatto di avere come Sindaco un parlamentare, comunicava alla cittadinanza lo stanziamento di 300.000 euro per la riqualificazione dello scalo ferroviario.


Mi è rimasta poi impressa la notizia del successivo settembre 2010 che comunicava l'intenzione di affittare i treni per i pendolari tramite un accordo dell'amministrazione verbanese con la Arenaways; l'inaugurazione delle tratte private, pagate dal Comune di Verbania, sarebbe avvenuta il 27 settembre 2010.


Una vera chicca invece quella dello sblocco da parte del Ministero della Difesa della servitù militare gravante su parte dell'area dello scalo di Fondotoce: con un altro comunicato stampa l'onorevole Sindaco si congratulava con l'on. Crosetto e l'on. Cattaneo per la solerzia dimostrata intervenendo a favore della sistemazione dell'area penalizzata dal cantiere per il costruendo Movicentro.


Attualmente detto cantiere è fermo, si mormora a causa di crediti non riscossi da parte dell'impresa esecutrice e in evidente sofferenza di liquidità.


Nel frattempo permane di viva attualità il "casus stationis" con tutte le sue magagne, nonostante le declamate opportunità romane.


Mi sono detto che come cittadino, insieme agli altri miei concittadini, vorrei delle risposte visibili e non solo delle enunciazioni propagandistiche.


 




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