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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Un cinema e un albero, in meno

 


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Rientro da un breve viaggio in Spagna con negli occhi ancora la vivacità culturale che caratterizza i centri storici delle cittadine spagnole unita alla bellezza dei loro giardini e parchi, che fioriscono ovunque: scendo dall'autobus all'imbrunire e mi colpisce il vuoto della piazza della mia cittadina sul lago. Di questi tempi fino all'anno scorso, lì sorgeva un cinema che illuminava quell'angolo a quest'ora era pieno di luce, di bambini , di macchine che si fermavano e ripartivano. Adesso è un angolo buio: l'edificio, costruito nel secolo scorso per ospitare un cinema-teatro, verrà abbattuto e al suo posto sorgerà un ennesimo brutto condominio. Guardo il fregio sopra l'ingresso: una maschera, una cetra, una tromba, simboli delle muse che proteggevano le arti: non oggi, non qui.


Noi cittadini ci siamo opposti, abbiamo formato un comitato, firmato petizioni: tutto inutile. Ci hanno risposto che un nuovissimo teatro sorgerà lontano da qui, un progetto faraonico è già in cantiere con costi altissimi, anche per l'ambiente lacustre.


Scendo verso casa, mi manca quella luce che c'era nella piazza: arrivo all'angolo dove c'è la banca popolare col suo posteggio circondato da un muro antico. Anche qui mi colpisce qualche cosa che manca, che non c'è più, hanno abbattuto il robusto e bel frassino che era cresciuto spontaneamente in un angolo del posteggio. Era l'ultimo albero cresciuto spontaneamente nel centro storico. Ed era bello in tutte le stagioni, anche adesso con l'eleganza dei suoi rami spogli alti sopra di noi; era bello d'estate con gli uccelli che facevano ressa la sera fra i suoi rami: ed era bellissimo in primavera. Che vuoi che sia, un albero... si può tranquillamente sacrificare, come si può sacrificare un edificio antico costruito apposta per ospitare l'arte..entrambi sacrificati per logiche economiche, di profitto (il cinema non rende più, rende di più il condominio: e ancora di più costruire il teatro faraonico) o semplicemente utilitariste (un albero: non serve, sporca, è pericoloso).


In comune un cinema e un albero hanno, o meglio avevano, di appartenere all'arte e alla natura: due mondi che oggi, qui nella mia cittadina, sono stati sacrificati alle logiche dell'economia . Arte e natura educano le nostre emozioni per questo sono molto fragili, non obbediscono a logiche così ferree come quelle del profitto e dell'utile, ma al semplice bisogno che abbiamo di idee e di bellezza .


Vorrei che nell'anno che verrà ci siano meno sacrifici di questo genere, meno progetti faraonici e gesti più intelligenti come quello di salvare l'ultimo albero cresciuto spontaneamente in un centro storico, o come quello di restaurare un vecchio cinema che riempiva di luce ad una piazza.


Lorenza Baruffaldi  - Verbania Pallanza




2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Shooting star commento
Shooting star
3 Gennaio 2012 - 01:16
 
Molto probabilmente chi sta cambiando Verbania non ha mai sentito una celebre frase di Francesco De Sanctis: \"[i]La semplicità è la forma della vera grandezza.[/i]\".
Le manie di grandezza stanno dilagando e spuntando come funghi nella nostra città (v. la nuova questura, qualche nuova rotonda) e prossimamente il nuovo centro eventi o teatro insomma quello che sarà! Non interessano piu\' le piccole cose, appunto le cose semplici che animavano ogni parte dei nostri quartieri; si sta tutto concentrando in punti unici desertificando cio\' che rimane nel contorno! Non si tiene piu\' conto alla diversità di possibilità di ogni fascia di età leggendo fra le righe delle scelte dei nostri \"cari\" amministratori :angry-red:
Vedi il profilo di stefano montani bello e ben scritto!
stefano montani
28 Gennaio 2012 - 13:36
 
Condivido parola per parola e poi, lasciatemelo dire, che bello vedere che c\'è ancora in giro qualcuno che sa scrivere bene!



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