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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

DOVE SONO GLI INDIGNATI ?

di Livio Serafini


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In questo storico periodo caratterizzato da un progressivo impoverimento del ceto medio,ci sono gruppi di persone, solitamente molto agitate, che improvvisamente hanno deciso di tacere!
Se si escludono i Sindacati che con un risibile sciopero di tre ore sono scesi in piazza, tacciono gli indignati italiani, mentre negli USA continuano a farsi sociali, i black


bloc,in passato sempre pronti a sfasciare tutto ogni volta che scendono in piazza per qualsiasi motivo,nessuna notizia del popolo viola, praticamente estinti i girotondini, roba da archeologia politica.
Tralasciando l'ipotesi di una massiccia somministrazione di bromuro, di olio di ricino o altri sistemi tranquillizzanti di tipo chimico, si può solo pensare che gli italiani abbiano perso la voglia di reagire o combattere.
Questi sarebbero i discendenti di coloro che hanno dato la vita per sconfiggere lo straniero e creare l'Italia Unita? Non ci posso credere!




3 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di A.P. commento
A.P.
2 Gennaio 2012 - 08:59
 
E\' vero, molti tacciono, pochi parlano..... ma nessuno scende in piazza.

Compresi coloro che pontificano, seduti su una comoda sedia, al caldo di un salotto.... di fronte la computer.

...troppo facile gridare allo scandalo con l\'eco dell\' \"armiamoci e partite\". A volte basterebbe dare l\'esempio, forse.

A buon intenditore....
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Mike
2 Gennaio 2012 - 09:18
 
L\'italiano moderno non ha stranieri da combattere, ne ideali da difendere. Scenderà in piazza solo quando non avrà più pane in tavola o quando non avrà più partite di calcio alla domenica.
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paolo
2 Gennaio 2012 - 15:21
 
Nascosti, delusi, rassegnati ?
Forse adesso il \"nemico\" è ovunque e non è più soltanto a Palazzo Chigi.
Forse la \"paura\" sta ancora una volta prevalendo diffondendosi come la nebbia durante la notte sterilizzando le coscienze.
Forse ciascuno spera ancora in una salvezza individuale e soffia affinché l\'incendio che divampa ovunque spinga le sue fiamme altrove senza insidiare anche la propria casa.
Forse chi è sceso in piazza Ranzoni a settembre, poi il 15 ottobre in piazza delle banche a Intra, o con i sindacati, ed è pronto a tornare in piazza, non ha trovato quella condivisione che si sarebbe atteso, la serrata dei negozi, migliaia (anzichè centinaia) di persone in piazza.
E\' stora antica: quando verrà a mancare il pane incominceranno a volare i sassi.
Ma prima di allora dobbiamo cercare almeno di non essere indifferenti, dopo che per decenni ci siamo fatti fregare delegando, come elettori passivi, clienti, consumatori, come risparmiatori manipolati. Non basta.
Eppure i movimenti non sono inutili, al contrario, e dovremo unire le forze, famiglie, lavoratori, precari, studenti, giovani senza futuro lavorativo, anziani, insomma quel 99% che altrove seguita a chiedere un cambiamento ed una crescita che non è quella auspicata dai \"soliti noti\" e legata ad un modello consumistico che vuole perpetuarsi come unico stile di vita.
Speranza, determinazione, necessità di ritrovare la condivisione su valori per troppo tempo accantonati (amicizia, solidarietà, tolleranza, impegno etico), sarebbero già un buon viatico per percorrere con pienezza questo 2012, senza subirlo. Auguri a tutti.



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