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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

IMPARIAMO A CONOSCERCI - Conoscere l’ISLAM





Venerdì 16 Dicembre u.s. alle ore 20,15, è iniziato un Corso di introduzione alla cultura ed alla fede Islamica, tenuto dall’Associazione SIRAJE (piccola luce), presso la Sala Pestalozzi di Verbania Intra in Corso Mameli 19, presso la Chiesa Evangelica.

Il Corso (libero e gratuito), che  si prefigge lo scopo di far conoscere ai non Musulmani i principali dettami della religione Islamica oltre a favorire l’incontro fra diverse culture e religioni e la comprensione reciproca, è tenuto da quattro relatori: il Dott. Massimo Tessitori, il Sig. Abdelhadi Fizazi, la Sig.ra Alice Moretti e il Sig. Abdelrhani Takhim.

Erano presenti 22 persone alla prima serata, nel corso della quale si è parlato del primo pilastro della fede, “la confessione di fede”; la relazione principale è stata illustrata dal Dott. Tessitori, una interessantissima chiacchierata di quasi un’ora, a cui ha fatto seguito un vivace dibattito, improntato sulle tante domande poste da un pubblico molto attento e curioso.

Il corso proseguirà nei prossimi due mesi con altre tre serate a tema, nei giorni 13 Gennaio (la preghiera),  27 Gennaio (il Ramadan) e 10 Febbraio 2012 (l’elemosina e il pellegrinaggio), sempre nella stessa sede ed alla stessa ora. Noi crediamo che sia una bellissima occasione per conoscere e conoscerci e per mettere in atto veramente il processo di integrazione che è imprescindibile  nell’attuale momento storico.

A tale proposito citiamo un proverbio messicano, molto esemplificativo, che recita:

“Conoscere significa trovare un sentiero che abbia un cuore”

P.S. info al numero 329/2213817





6 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di STOATTENTO Non mi piace
STOATTENTO
18 Dicembre 2011 - 23:01
 
Meglio sarebbe che ognuno si dedicasse alle regole della propria religione, rispettando però le regole dello stato che lo ospita. Cosa che non avviene da parte dell\'Islam. Non riesco a digerire la sottoconsiderazione che i musulmani hanno per le loro donne, che, sempre velate e sempre dietro ai loro uomini, come fossero dei cagnolini al guinzaglio, debbono subire violenze e sopraffazioni umilianti da parte di mariti, padri, fratelli, e persino figli. E gli Imam tendono a trasportare dai loro paesi la Shariah, con tutte le oscure leggi che impone. Poi un\'ultima cosa : loro non vogliono integrarsi. Vogliono silenziosamente conquistare socialmente l\'Occidente, come avevano fatto per diversi secoli, arrivando a conquistare territori sino all\'Inghilterra. Non dimentichiamolo. E cerchiamo di salvare la nostra cultura, e di mantenerla, non di lasciarla cancellare da altre troppo diverse, come purtroppo sta accadendo già da tempo.
Ieri mio nipotino ha recitato all\'asilo con i compagni. Ma sapete dove ? : all\'aperto, quasi sotto zero, perchè alcuni compagni erano musulmani e le scolaresche non potevano utilizzare il salone parrocchiale lì vicino, per non avere contestazioni da parte dei genitori islamici. Auguri e Buon Natale.
Vedi il profilo di Marco Sconfienza Conoscere per capire
Marco Sconfienza
19 Dicembre 2011 - 08:55
 
Caro lettore, informarsi per cercare di capire gli altri, come in questo caso un\'altra religione, innanzitutto non significa sposare nulla, (io in particolare non sono credente) ma solo cercare di conoscere un altro punto di vista.
Tutto qui, Lei non se la sente? liberissimo di farlo e di pensarla come vuole, il suo commento anche se di rifiuto non fa altro che confermare la libertà di tutti e la laicità delo stato che io considero un grande valore (anche se in Italia più volte messa in discussione).
Credo che il rifiuto aprioristico verso un\'altra cultura significhi solamente poca disponibilità al dialogo, con esso si arriva ai risultati di questi giorni, ognuno deve rispettare l\'altro, questo è basilare in qualsiasi tentativo di integrazione, poi mi lasci dire giudicare gli altri non predispone certo a questo.
Vedi il profilo di pongi rispetto e umanità
pongi
19 Dicembre 2011 - 09:57
 
Il proverbio messicano è valido x tutti,ma soprattutto x chi nel nostro paese cerca ospitalità e quando lo ha trovata ,perde questa riconoscenza.Condivido pienamente il commento precedente \"stoattento\".Auguri.
Vedi il profilo di moroboshi commento
moroboshi
19 Dicembre 2011 - 11:46
 
Ricordando che questo è (o meglio dovrebbe essere) non è che i cattolici si comportino molto meglio quanto al non rispettare gli altri o a pretendere prilegi per se\'. Vedi
http://www.icostidellachiesa.it/
Vedi il profilo di Shooting star \"virtute e conoscenza\"
Shooting star
20 Dicembre 2011 - 15:43
 
Il mio commento non vuol essere specificatamente di parte oppure a vantaggio di qualcosa o qualcuno. Vorrei solamente esprimere leggendo questo articolo e questi commenti quello che mi balza all\'occhio.
Innanzitutto son contenta di essere tornata a leggere uno di questi articoli di Marco dedicati all\'integrazione e alla conoscenza di una cultura che fa parte del nostro pianeta. :D (colgo l\'occasione per richiederne presto altri nella pubblicazione :love: )
Senza ombra di dubbio e razionalmente parlando non puo\' che essere piu\' che positiva un\'attenzione particolare a chi si relaziona ogni giorno con noi; dandoci un po\' del proprio mondo, della propria cultura e del proprio vissuto. :D
Pero\' leggendo i successivo commenti, in particolare del signor \"STOATTENTO\" che non si firma nemmeno con un nome bensi\' preferisce correre ai ripari; noto un po\' di presunzione.
Certo se a Lei non piace la regione islamica, beh sono problemi suoi (anche se mi sembra un preconcetto abbastanza estremista senza possibilità di cambiamento di opinione).
Una domanda mi sorge spontanea pero\': ma noi cattolici; o musulmani; o cinesi; o di qualunque religione si stia parlando; siamo tutti santi? ;) Si puo\' fare di tutta un\'erba un fascio? ;) Accendendo il tg sentiamo notizie di cronaca riguardanti persone esclusivamente non cattoliche? ;)
Sono la prima a condannare atti impropri, di violenza o ingiusti se necessario di qualunque religione si stia trattando; ma perchè voler giudicare a tutti i costi in questo modo usanze e tradizioni di un popolo che a Lei personalmente cosa ha fatto poi di male?
Mi riferisco in particolare a commentare un articolo di questo tenore, che sprona solamente ad una conoscenza di un popolo, all\'integrazione giornaliera con esso e di arricchimento personale che non puo\' essere che positivo. :D
Ho l\'impressione che forti parole andrebbero indirizzate a fatti che ne hanno il motivo non ad una segnalazione culturale e sociale come quella fatta da Marco. Non trovo una mancanza di rispetto di quanto accaduto anche a Suo nipote. Se vi è un rispetto reciproco perchè non accontentarsi tutti un po\' a vicenda.
Ben venga un corso come questo, con la speranza che a Verbania ne sorgano ogni giorno di piu\'! Non puo\' che essere un fatto positivo e di apertura mentale da parte di noi cittadini e da parte dell\'amministrazione organizzarsi in tal senso.
Vorrei citare un proverbio italiano abbastanza indicato: \"[i]A chi non vuol credere sono inutili tutte le prove[/i]\".
Vedi il profilo di Francesca Cozzi Sto attenta all\'altro
Francesca Cozzi
20 Dicembre 2011 - 16:00
 
Commento innanzitutto per ringraziare Marco che ha scritto qui il programma del corso \"Conoscere l\'Islam\" promosso dall\'associazione Siraje di cui faccio parte anch\'io. Ti ringrazio perchè anche questa occasione di scambio di idee e di dialogo è importante.
Potrei raccontare molte cose per spiegare l\'origine di questa iniziativa, ma credo che la cosa pincipale sia dire che è nata da una conoscenza reciproca e da una sincera amicizia che in lunghi anni è cresciuta fra persone di origine italiana e immigrate, di religione cristiana e musulmana.
Alla base di tutto c\'è la fiducia: abbiamo voluto fare insieme una piccola iniziativa per facilitare il dialogo, perchè abbiamo imparato molto dopo che ci siamo aperti gli uni agli altri.
Senza pretesa di risolvere tutti i problemi, pensiamo che la soluzione comincia dall\'incontrarsi.
Invito tutti a venire ad ascoltare, a chiede, a confrontarsi. L\'unica condizione è il rispetto reciproco.
Con amicizia.





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