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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - L'occhio vuole la sua parte

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Da qualche anno per motivi di studio mi sono ritrovata a traghettare ogni giorno da Intra a Laveno e sempre in contesto lacustre, ho vissuto per parecchio tempo in lungo ed in largo sul Lago di Como e su quello di Garda, perciò credo di avere una minima „cultura" delle scelte urbanistiche dei lungolaghi.


Non posso permettermi data la mia incompetenza in materia di trattare argomenti economici, idrogeologici etc.

Ma da giovane verbanese penso di poter esprimere il mio parere a riguardo la scelta di far sorgere un teatro „in riva al lago" (anche se questo ormai CEM - qualunque cosa significhi non si è ancora ben capito - è ormai stato approvato).


Più ci penso e più mi sembra che, da qualunque parte la si voglia vedere, quest'opera faccia acqua da tutte le parti.


Da che mondo è mondo, come si suole vedere sia sui lungolaghi sia sui lungomari (interrompetemi se sbaglio) le strutture che siamo abituati a vedere sono di un impatto visivo semplice, raffinato, abitativo e caratterizzato dalla mancanza di maestosi, datati e artistici complessi.


Arrivando via lago e/o mare nelle località a prevalenza turistica, così come Verbania, quello che ci si aspetta di scorgere è una visione d'insieme che regali un'emozione; un desiderio di scoperta del territorio, qualcosa che invogli le persone a raggiungere il paese o la città per quello che a colpo d'occhio si vede.


Beh, tutto ciò a Verbania sta per cambiare.


La visuale presente attraccando nella nostra bella città è ancora piuttosto piacevole: l'agglomerato di strutture abitative con la cupola della Basilica di San Vittore che sovrasta le stesse, l'Imbarcadero, il porto turistico, le strutture alberghiere, le montagne, il fiume che si immette nel lago e tutto il verde che ci circonda ci fanno ammirare un paesaggio che invita il turista a fermarsi e a scoprire quello che dal lago non si vede.


Ma tra qualche anno non sarà più così. Poichè la presenza di 4 enormi „sassi" (personalmente non mi piace la costruzione) di dimensioni a dir poco polifemiche deturperanno per sempre la visione di cui stiamo parlando.


Sono sempre stata convinta, e penso che le concessioni edilizie si ispirino un po' a questo concetto, del fatto che certe strutture come teatri, centri commerciali, fabbriche, impianti sportivi e tutto ciò che è di grosse dimensioni, di nuova costruzione, non debbano essere messe in visione su un lungo lago, bensì collocate in posizioni strategiche sia per i cittadini sia per i turisti. E per quanto concerne una struttura così focale come il teatro, perlomeno al centro della città.


Vogliamo paragonare la storicità del Tempio Voltiano alla grandiosità di „tre sassi" in riva al lago?


Vogliamo paragonare il Castello Scaligero ad un teatro la cui sala si ribalta (visto l'animato racconto di questa sala ribaltabile e rigirabile del nostro Sindaco alla riunione di presentazione del PISU) o chissà cos'altro in riva al lago?


Vogliamo immaginare il borgo marinaro di Portofino con le sue abitazioni colorate allo spuntare di un gigante di dimensioni spropositate? E così si potrebbe continuare a lungo.


Non mi posso permettere, nuovamente, di esprimere dubbi di natura edificatoria in riva al lago, ma data la zona ad influenza alluvionale e piovosa come lo è la nostra non è che ci toccherà andare a teatro con la zattera?


Siamo anche consapevoli del fatto che strutture artistiche ed architettoniche antiche non ne abbiamo da mettere in mostra; ma stiamo andando a crearne una ridicola solo per qualche mania di grandezza (conosciamo tutti le teorie sulle manie di grandezza dell'uomo di Freud). Così conosciamo anche il fatto che il Titanic doveva finire in prima pagina per la grande impresa che era, ma lo stesso finì in prima pagina per la sua sciagura.


Non resta che augurarci di non finire in prima pagina per il motivo sbagliato.


Roberta Gattellaro




1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Andrew Concordo
Andrew
6 Dicembre 2011 - 20:06
 
Sono d\'accordo con quanto detto da Roberta. Purtroppo Verbania avrebbe potuto avere un teatro in pieno centro ma, per una decisione assai discutibile, è stato rimosso per la costruzione di un condominio. Parlo del vecchio teatro di Intra, che si trovava al posto del vecchio cinema sociale. Ahimè. Tornando al discorso del nuovo teatro, concordo anche io sul fatto che la sua presenza sarebbe meglio gradita in una posizione più centrale rispetto all\'area dove sarà invece costruito il nuovo.



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