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Prevenzione a quando?

Di Gianmariano Bernardini


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Quello che è successo in Liguria e in Toscana deve fare riflettere gli amministratori sul futuro del territorio che amministrano.


Dopo aver ristretto o addirittura deviato fiumi e ruscelli per costruire ovunque, dopo aver modificato i Piani Regolatori per incrementare le volumetrie, dopo aver eluso una qualisiasi politica di prevenzione perché è meglio far intervenire la Protezione Civile con i volontari dotati di ogni mezzo all’avanguardia che prevenire (da più visibilità sui media), dopo aver trascurato la regolare manutenzione di tombini e caditoie (sul nostro sito è stato più volte trattato l’argomento), è ora di ripensare al territorio.


Nell'attesa che si imbocchi finalmente la direzione della saggezza, si potrebbero nel frattempo adottare subito, o quasi, alcuni accorgimenti. Uno di tipo tecnico può essere la modifica e l'aggiornamento dei parametri di calcolo dei diametri delle fognature, dell’ampiezza di tombini e caditoie, ecc. per consentire l’attuale deflusso delle acque piovane che forse nel totale delle precipitazioni annuali si mantengono pressoché invariate, ma che avvengono con più copiosità e in minor tempo: perciò le fognature devono smaltire con più rapidità  una maggiore quantità di acqua. Non sappiamo se è possibile a livello comunale modificare questi parametri o se le competenze siano regionali o statali, ma il buon senso indicherebbe di procedere in tale direzione. Questa potrebbe essere una buona pratica di  “federalismo” del territorio.


Però non è così.


In questi giorni, in via 42 Martiri, andando verso Fondotoce, sulla destra dopo il distributore è stata costruita una caditoia che raccoglie, prima dell’ingresso sulla statale, le acque di una strada che serve un insediamento residenziale. Bene, questa nuova caditoia ha una larghezza di 20 cm !!! ed è  stata realizzata con un grigliato con fori piccoli per la pendenza della strada.


Magari alla prima pioggia, se non sarà abbondante, reggerà, ma alla seconda  sarà completamente intasata di materiale dilavato e sarà stato un lavoro inutile...si demanderanno le responsabilità tra privato, Comune, Anas... certo è che è stata fatta l’ennesima fesseria.




2 commenti  Aggiungi il tuo

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livio
29 Ottobre 2011 - 12:39
 
I cambiamenti climatici in corso, ci inducono a prevedere stagioni sempre piu\' \"pazze\",grandi caldi ma soprattutto piogge violente ed improvvise, ed è questo secondo aspetto il piu\' preoccupante..il fuoco, il caldo si possono affrontare, l\'acqua no!
Ecco quindi che l\'osservazione e la preoccupazione di Bernardini sono lecite,una buona Amministrazione,di qualsiasi colore politico, dovrebbe, anzi deve tener conto di queste eventualità ed agire di conseguenza per evitare di piangere il morto o proclamare lo stato di calamità.
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paolo
1 Novembre 2011 - 17:09
 
Bernardini dice una cosa giusta. Però non penso che sia necessario aspettare di modificare i parametri per cambiare la situazione. Secondo me tutto dipende dal buon senso pratico di chi progetta e dimensiona i tombini o la fognatura, il quale deve anche tenere conto delle linee di pendenza (sovente si vedono tombini posti in punti più elevati rispetto al piano strada, dovuto anche ad asfaltature errate) oltre a considerare la piovosità caratteristica della nostra zona dove precipitazioni di 100-150 l/m2 non sono eventi rari. Del resto basta vedere la grandezza delle caditoie costruite in anni passati in corso Cobianchi, c.so Cairoli, c.so Mameli, viale Azari per citare le vie piu importanti. Sembrano buche postali: rettangolari, 30 cm x 15 cm circa, inserite nel cordolo stradale, senza un invito, ovvero cunetta, per l\'acqua che se ne scorre via senza entrarvi oppure allaga la strada (vedi corso Mameli lato lago o rotonda del tribunale). Inoltre le fessure sono talemnte piccole che basta un po\' di sabbia e qualche cartaccia o altro per ostruirle. Ma qui entra in campo la manutenzione, praticamente assente.



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