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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

VOCAZIONE E TERRITORIO

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E' lecito pensare che in un periodo come quello che noi stiamo attraversando, che vede anche la nostra città in grande sofferenza a causa della crisi di un modello economico in esaurimento, ognuno di noi sia stimolato ad immaginare un futuro e a contemplare progetti alternativi finalizzati al recupero di un certo benessere e a rivitalizzare il nostro territorio.


Tra le proposte che sono state diffuse negli ultimi tempi, si distingue quella che ha ipotizzato la realizzazione di un parco acquatico nell'area Acetati, di un'arena naturale sul lungolago di Pallanza e, ancora più osé, di una discoteca galleggiante sul lago.

Per carità, le opinioni altrui, soprattutto se animate da una spontanea volontà di offrire contributi per arricchire il dibattito su un tema vitale per la città, sono tutte rispettabili.


Se vogliamo invece entrare nella specificità delle proposte in rapporto alle caratteristiche del nostro territorio, potremmo fare alcune considerazioni.


Si può partire dal fatto che Verbania ha l'indiscussa e invidiabile fortuna di essere inserita in una cornice ambientale di grande pregio in cui natura e paesaggio si configurano come due eccezionali ricchezze.


Il lago, i due torrenti, il laghetto di Santino, la Castagnola, la villa Taranto, San Remigio, il Monte Rosso, le colline confinanti e i monti alle spalle con il Parco della Valgrande e i centri storici dell'entroterra, le testimonianze e i manufatti storico-religiosi del passato sono o no un patrimonio caratterizzante? Un condensato di fattori disponibili (tra i tanti altri che la nostra provincia tra l'altro ci riserva) la cui presenza è lì, inerme, in condizioni di involuzione silenziosa, percepiti a malapena e sicuramente non contemplati come delle potenzialità. Sono il nostro territorio, i doni che madre natura ci ha messo a disposizione, un ambiente che storicamente per l'uomo è sempre stato una risorsa, un alleato prezioso sul quale potrebbe essere possibile investire in un momento in cui l'economia dei consumi non ci sostiene più.


Allora perché non ripartire (segue)






3 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Madel Monti Sono d\'accordo
Madel Monti
24 Ottobre 2011 - 08:57
 
Sono perfettamente d\'accordo su quanto ha ipotizzato per il futuro di Verbania Marcella Zorzit. A chi ipotizza di trasformare Verbania un un grandioso luna park vorrei rispondere con un frase di Totò \"ma fi faccia il piacere!!!\"
Madel
Vedi il profilo di Carla Borgomainerio commento
Carla Borgomainerio
25 Ottobre 2011 - 13:19
 
Solo una persona che conosce ed ama il territorio in cui vive può fare un\'analisi così appropriata. Complimenti. Quello che Marcella Zorzit dice così bene è proprio quello che avevo voglia di sentirmi dire! Ci sono gli ingredienti, le risorse, inventiamoci qualcosa. Ho sempre pensato, guardando alle molte iniziative operanti in zona nel campo della florovivaistica, che questa attività potesse diventare un\'eccellenza a 360°, con centro di ricerca, di studio,di sperimentazione, di formazione (professionale ma anche universitaria). L\'Olanda, che non ha il nostro clima, è leader mondiale!
Ma anche la semplice \"cura\" del territorio(le sponde d\'argine, i sentieri di collegamento con l\'entroterra, ecc.ecc.) da parte di iniziative spontanee, con il coinvolgimento di individui e di associazioni di volontariato sarebbe già un bel segno di responsabilità personale. Si potrebbe provare \"...per vedere che effetto che fa!!! Grazie
Vedi il profilo di Silvano Paracchini Ottime idee, ma ne manca una
Silvano Paracchini
26 Ottobre 2011 - 12:56
 
E\' noto ormai che Verbania da zona altamente industrializzata sia passata a zona turistica.Marcella ha dato importanti indicazioni di cosa si dovrebbe valorizzare per rendere sempre più competitiva la zona come interesse turistico. Tuttavia ha tralasciato un particolare, ovvero di quanto si sta estendendo il mercato ciclistico.Chi va in bicicletta come lo scrivente e che  d\'estate percorre lunghi tratti anche con turisti stranieri,la lamentazione di piste ciclabili è unanime.Attenzione però : a Verbania c\'è solo una pista degna di questo nome ed è il tratto Pallanza-Villa Taranto. Il resto sono solo sentieri,poco percorribili con parecchia frequentazione di cani.
Per fare un esempio nel varesotto c\'è una pista che circonda il lago di Monate.
Pensate cosa sarebbe il Verbano Cusio Ossola con una pista attorno al lago d\'Orta o al lago di Mergozzo.Pensate se ci fosse una pista che da Arona arrivasse fino al confine.
All\'estero queste cose si fanno,ma anche da noi, basterebbe fare dei giri in Trentino o in Alto Adige.
Come dice Marcella la zona è di per sè naturalisticamente più che attraente. Chi è preposto la valorizzi tenendo conto anche dei problemi ambientali. La bici non inquina



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