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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

RITORNI

di Gianmariano Bernardini


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La storia ci insegna che quando si manifestano spiragli di cambiamento, promossi dal basso, immediatamente si scatenano delle reazioni apparentemente inspiegabili, ma che in realtà sono frutto di un disegno (politico?)predefinito.


Ne sono un esempio i fatti che si sono sviluppati nell' immediato dopoguerra quando i Comitati della Resistenza ancora in armi, che volevano spazzare via tutto ciò che avesse ancora sapore di Regime, vennero disarmati dalle istituzioni e nel contempo vennero represse le rivendicazioni e le rivolte delle classi meno abbienti.


Successivamente, con l'attentato del '48 a Palmiro Togliatti si sfiora la guerra civile a causa di un'ondata di ribellioni popolari che tuttavia vennero duramente circoscritte.


Negli anni settanta, mentre il movimento studentesco e operaio contestava il sistema politico - sociale di allora, si sviluppa il fenomeno del terrorismo, le cui matrici sono ancora avvolte nel mistero a distanza di oltre quarant'anni, e le Brigate Rosse scatenano la reazione delle istituzioni con la promulgazione di leggi speciali secondo le quali giovani e operai che legittimamente manifestano vengono equiparati agli eversori.


Nel 2001 assistiamo ai fatti del G8 di Genova le cui conseguenze giudiziarie sono ancora in corso e che hanno visto le forze dell'ordine inermi di fronte ai Black Block salvo poi accanirsi nella caserma di Bolzaneto contro i numerosi manifestanti che lì erano stati trasferiti.


Recentemente si ripresenta lo stesso cliché con i fatti della Val di Susa dove le solite frange estremiste si infiltrano tra i manifestanti facendo degenerare nella violenza una dimostrazione pacifica e scatenando ancora una volta le reazioni risentite della politica.


Arriviamo a sabato scorso a Roma con l'increscioso fenomeno più volte rivisto sui media.


Molti sono i dubbi conseguenti ai fatti ricordati.


In questo paese dove la presenza di servizi segreti deviati, di fenomeni come P2,3,4, di organizzazioni come Gladio, di tragedie irrisolte come quelle di Piazza Fontana e Ustica, di attentati ferroviari e mafiosi, come si fa a valutare con obiettività i fatti di Roma senza porsi inquietanti interrogativi ?


Come mai le varie Forze dell'Ordine, che sollevano a loro volta delle perplessità sulla gestione dell'accaduto, non sono riuscite a bloccare le violenze pur in presenza di indizi evidenti?


Come mai solo dopo l'accaduto si procede ad accurate verifiche dei siti e degli ambienti sospetti?


Come mai manifestazioni analoghe avvenute in varie città del mondo si sono svolte in modo pressoché pacifico e solo in Italia sono degenerate nella violenza e nella distruzione?


Come mai prontamente si invocano leggi speciali di tutela dell'ordine pubblico solo a disastri avvenuti? Non esistono già delle leggi apposite di salvaguardia dell'ordine pubblico che basterebbe applicare rigorosamente?


Come mai nemmeno durante la recente parentesi, seppur breve, di governo di centrosinistra non sono stati aperti gli "armadi" per informare l'opinione pubblica dei tanti, troppi, segreti di stato?


Chissà mai se avremo delle risposte.


Speriamo che il movimento popolare possa essere l'avvio di una sana e pacifica ventata di rinnovamento e che non debba essere frenato da forze esterne e da manipolazioni oscure.




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