Banner: 71

riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

BLACK BLOC

di Carlo Bava


Immagine 1


Nei mesi passati, in Italia, ma anche dai banchi del nostro consiglio comunale se ne sono sentite di belle sulla necessità che qualunque cittadino sia identificabile e non celi alla vista degli altri i propri tratti somatici. Voci di personaggi più o meno illustri si sono levate contro l'uso di indumenti che, soprattutto donne, portano per tradizione. Voci che a seconda dell' appartenenza partitica erano caratterizzate da: voglia di alimentare paure nella gente semplice, gettare disprezzo su culture diverse dalla nostra, invitare ad un "sano" razzismo. Qualcuno, addirittura, si sentiva giustificato nelle proprie convinzioni dalla consapevolezza che sotto un burqa si potesse nascondere tranquillamente un mitra. Addirittura le nostre istituzioni governative, che in questo periodo di problemi importanti pare ne abbiano davvero pochi, attraverso la commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato, il 3 agosto 2011, il testo per la nuova legge anti-burqa e anti-niqab. Il tutto "perfezionando" a modo loro una legge già esistente del 1975. Tutto questo preambolo per cercare di capire come mai uno Stato, un Governo, che su certi temi sembra essere così "solido", così deciso nel volere che i cittadini appaiano tutti belli nelle loro facce scoperte, non abbia deciso di applicare la legge in una situazione delicata come quella della manifestazione di Roma.


Peraltro l'articolo di legge mi pare molto chiaro.


Legge 22 maggio 1975, n. 152 Art. 5 "È vietato l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l'uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino".


Altrettanto chiaro, dalla documentazione fotografica e video, appare il contesto o meglio l'oggetto cui avrebbero dovuto indirizzare le proprie attenzioni i tutori della pubblica sicurezza: un manipolo (gli esperti mi passino il termine) di personaggi con caschi e volto coperto attrezzati da sommossa che si muovevano per le strade in assetto militare. Dove erano i dubbi su chi stesse violando la legge? Forse qualche dirigente di prefettura o questura aveva l'imbarazzo se fosse più saggio ordinare di neutralizzare un anonimo vestito di nero con cappuccio, casco, sciarpa sul viso, bottiglia di benzina e manico di piccone, o di braccare ragazzi vestiti naif, coi sandali e la maglietta della pace, ma con cartelli offensivi per il nostro premier?


Per l'ennesima volta c'è da vergognarsi per (segue)






2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di livio commento
livio
22 Ottobre 2011 - 18:48
 
Certe paure sono inconfessabili!
Alessandro Magno catturo\' un pirata che infestava i mari e prima di impiccarlo gli concesse l\'ultima parola.Il pirata disse:Vedi Alessandro,noi due facciamo le stesse cose, solo che io le faccio con trecento uomini e tu con trecentomila.Per questo io sono un pirata e tu un grande Re!
I cinquecento che l\'altra domenica hanno messo \"a ferro e fuoco\"Roma sono oggettivamente dei teppisti, ma se diventassero cinque milioni sarebbero dei rivoluzionari,come è accaduto in tunisia, dove una rivolta violenta ma non armata ha cacciato in due giorni il dittatore Ben Ali\'!
Ed è proprio questo che i politici temono, ma questo vulcano che potrebbe esplodere da un momento all\'altro è un fatto. Un fatto che si misura attraverso la patetica violenza di tutti i discorsi che vorrebbero cancellarlo!
Vedi il profilo di gualtiero Ho la nausea a lungo termine.
gualtiero
23 Ottobre 2011 - 22:01
 
Fare violenza rappresenta passare il confine tra buonsenso e demenza cerebrale, un confine che però è facilmente scavalcabile, soprattutto in una Italia, dove gran parte della popolazione ha un\'arma , nella maggior parte dei casi illegittima, ma anche disponibile. Si pensi alle numerosissime licenze di caccia, al possesso non denunciato di armi da fuoco o da taglio, al traffico criptato ma fluente delle medesime, al fatto che prepararsi una Molotov non è difficile e costa pochissimo. Ed il discorso potrebbe continuare ancora per molto. Questo per definire possibile e probabile una reazione popolare esplosiva, dove la violenza richiama violenza, e dove con la scusa di reagire ad uno stato di indifferenza dello stato di fronte alla precarietà ed allo sconforto della disoccupazione, una certa parte politica potrebbe manovrare(cosa che probabilmente sta accadendo)gruppi di scontenti per rovesciare la costituzione e riportarci nelle condizioni di dittatura. Resta però un altro fatto veramente sconfortante : non esistono alternative valide e convincenti che possano cambiare la situazione italiana. Da una parte e dall\'altra siamo in balìa di personaggi che, a cavallo delle isituzioni, stanno trattando la nostra Italia e gli italiani come pezze da piedi, senza alcuna vergogna e con infinita incompetenza, paradossalmente ed immeritatamente con stipendi e pensioni da nababbi. In conclusione: Ho la nausea a lungo termine.



Aggiungi il tuo commento

Prima di pubblicare un tuo commento assicurati che:

• sia in tema e contribuisca alla discussione
• non abbia contenuto razzista o sessista
• non sia offensivo, calunnioso o diffamante

La redazione si riserva di cancellare qualsiasi contenuto ingiurioso, volgare, illegale o contrario alla policy.

Commenti Se accedi o ti Registri potrai visualizzare il tuo nome e ricevere aggiornamenti quando ci saranno altri commenti



captcha
CAPTCHA: Scrivi il valore visualizzato

×
Ricevi gratuitamente i nostri aggiornamenti