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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - COMITATO SALUTE VCO

Immagine 1Comunicato stampa del 12.10.11


La comunità provinciale si è sfaldata sulla Sanità. Siamo ormai a "ognuno per sé e Dio per tutti".



Politici e amministratori locali, invece di convogliare le proteste verso una soluzione condivisa, hanno preferito - anche contro ogni logica - cavalcare la protesta o rifugiarsi a difesa di una propria visione del problema, oggi chiaramente superata dagli eventi. L'Amministrazione regionale, il cui progetto di "riordino" della Sanità piemontese persegue in realtà lo scientifico smantellamento del comparto, ha potuto così sfuggire alle proprie responsabilità e, approfittando di queste divisioni, ha avuto buon gioco a insistere sullo smantellamento dei due nosocomi, intimando ai Direttori generali di rispettare le famigerate tabelle del piano di riordino, fino a qualche mese fa sottovalutate, se non negate nella loro validità. E così, la tanto celebrata vittoria sul Punto nascite che ha colpevolmente contribuito a sviare l'attenzione sul nocciolo del problema, rischia di essere solo una "vittoria di Pirro". Sul piano istituzionale, i deboli tentativi del Presidente della Provincia e del Sindaco di Verbania sono caduti nel vuoto per i calcoli di bottega e le divisioni interne dei partiti. Che fare ora? La Regione ormai si sente autorizzata a decidere come vuole, ma noi vogliamo fare un nuovo tentativo per ragionare. Siamo sempre convinti che l'Ospedale unico plurisede - a conduzione dipartimentale - rappresenti la miglior soluzione per le necessità del VCO: una soluzione certo un poco più dispendiosa, ma che può fornire un dignitoso servizio in questo vasto territorio montano. La pari dignità fra i due ospedali si realizza attraverso la presenza del DEA in entrambi i nosocomi, con quel che comporta in termini di strutture e specialità a monte. La ristrutturazione del Castelli e le nuove sale operatorie al S.Biagio vanno in quella direzione. Ma quale è la situazione oggi? La ristrutturazione al Castelli è in corso, al S.Biagio sono già disponibili cinque sale operatorie super tecnologiche; incomprensibile non utilizzarle, perché ne caratterizzano la vocazione chirurgica: una sede naturale per una chirurgia programmata e specialistica, che però richiede la disponibilità di un'area di degenza adeguata. Sembra che al Castelli debbano concentrarsi le specialità mediche da affiancare a Cardiologia e Oncologia (a cui manca, però, una chirurgia dedicata); la logica porta a concludere che sia più razionale collocare lì Emodinamica, in quanto baricentrica al territorio e più vicina a Novara in caso di complicazioni (visto che l'urgenza si gioca sul filo dei minuti). Una chirurgia al Castelli giustificherebbe l'esistenza del DEA, che altrimenti si perderebbe, con tanti saluti alla pari dignità; infatti, un DEA suddiviso fra due ospedali distanti 45 km. (soluzione ottimale per l'Assessore), è una stupidaggine che, per decenza, non andrebbe propagandata (i cittadini farebbero bene a non bersela). Sui privati, che qualcuno considera salvifici, è bene riflettere. Il pubblico cerca il pareggio entrate/spese. Il privato persegue un legittimo guadagno e la sua esistenza economica è, comunque, garantita da soldi pubblici; quindi, si dedica solo ad attività lucrative,quali la diagnostica, la riabilitazione e la chirurgia programmata nelle varie specialità. Ciò che non è programmabile resta in carico al pubblico, perché non genera profitti. Una struttura costosa come il DEA, in cui la programmazione non è possibile, va tenuta in efficienza, anche in presenza di accessi insufficienti. Quindi, il privato si prende, sempre e comunque, la polpa e l'osso resta in carico al pubblico, al quale (essendogli negato il profitto) non resta che tagliare i servizi per raggiungere il pareggio di bilancio. Se, poi, qualche sognatore pensa che la soluzione ottimale sia il S.Biagio-ospedale provinciale, è bene che si svegli, perché un ospedale così periferico, lontano da centri di eccellenza più attrezzati, non avrà attrattiva né per i medici specialisti esperti né per i malati e dovrà fare i conti con una mobilità passiva, che si riverserà su ospedali più vicini o più efficienti, provocando la morte naturale dell'ospedale ossolano. Il VCO non ha alternative: o si unisce e ragiona SUBITO, per trovare una soluzione mediata e condivisa, o perde tutto.




1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di tania e la psichiatria?
tania
17 Ottobre 2011 - 19:26
 
Mi presento (sono una paziente dei forse lei non se lei immagina neppure quanti)numerosissimi pazienti psichiatrici di tutto il v.c.o..
Lei dice che i tagli sono necessari,condivido ma perchè andare a tagliare su strutture per alcuni forse superflue? Ma lo sa che per esempio io come molti altri siamo stati senza psichiatra tutta l\'estate perchè ha dovuto lavorare a domodossola? Lo sa che la maggior parte di noi ha bisogno di un colloquio alla settimana? E se si aggiunge una crisi? e adesso stanno facendo a turno altri dottori per coprire i turni di domodossola.E la beffa?
Vogliono chiudere definitivamente l\'ambulatorio psichiatrico di domodossola. Sa cosa significa per un paziente ossolano non avere un supporto vicino?
Non sto certo accusando lei, lei forse parlava in generale o forse non è proprio conoscienza di questi fatti.
La rigrazio anticipatamente dell\'interesse.
Tania Lomazzi



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