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RECUPERO URBANISTICO E QUALITA' DI VITA

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Un evento di dimensioni modeste, ma dall’ampio significato offre qualche spunto di riflessione di carattere urbanistico. Martedì  9 agosto a Cossogno verranno inaugurate le case sociali frutto del recupero di immobili fatiscenti nel centro storico. E’ un segnale, un esempio di una possibile direzione di politica urbanistica che ci si augura possa prendere piede anche nel nostro e in tanti altri comuni.


A fronte di decenni di sfruttamento espansivo del territorio e di promozione di Peep formato alveare, a fronte di nuclei urbani di vecchia formazione che ci stanno cadendo addosso con conseguente sparizione di aree verdi da un lato e aumento della fatiscenza dall’altro, sarebbe ora di invertire la rotta e incominciare a veleggiare verso filosofie architettoniche alternative, ripensando finalmente a revisioni strutturali per far rivivere intere porzioni urbane ora in condizioni di abbandono e di morte sociale.


“Necessita intraprendere la strada per disegnare la Nuova Verbania attraverso operazioni e interventi che valorizzino l’ identità dei luoghi e della città” si puntualizza nel programma elettorale del Sindaco, assieme ad altre considerazioni esaltanti di eccellenza urbanistica (valorizzazione del policentrismo, interruzione dello spreco del suolo, impegno nei confronti dei centri storici minori, schedatura del patrimonio edilizio esistente  per avviare Piani particolareggiati di tutela e valorizzazione e  via, via di questo passo…)


C’è tutto  nelle intenzioni, ma stiamo aspettando un inizio di decollo di tali prospettive.


Al momento invece nulla si fiuta di tutto ciò,  anzi continuiamo a ingoiare lo stridore delle ultime varianti urbanistiche rinnegatrici.


Ma tornando al dunque,  chi scrive, ad esempio, vive in una frazione che si è proprio evoluta  nella contraddizione sopra espressa: centro storico derelitto, aree verdi limitrofe ingoiate dai casermoni. Con tutte le conseguenze socio-esistenziali immaginabili. Diversi tentativi di attirare l’attenzione su queste trasformazioni e sulla necessità di revisione sono stati fatti fino a tempi recenti, ma le logiche politico-palazzinare sono state ineluttabili e le volontà di cambiare registro sono, ahimè, fiacche.


L’attuale crisi economica ed edilizia potrebbe segnare una battuta di riflessione rispetto alle frenetiche inquietudini edificatorie e permettere una boccata di lungimiranza  innovativa.


E allora ci aspetteremmo per Trobaso (ma non solo) uno di quegli studi mirati che potesse smuovere operazioni riqualificanti e rivitalizzanti di cui ciò che sta avvenendo a Cossogno è un esempio indicativo.


A onor del vero, un segno in questa direzione è l’acquisto da parte del Comune dell’ immobile in Piazza Repubblica che in parte verrà demolito per snellire la viabilità in via Cubani e in parte sarà destinato ad interventi di housing sociale, ma intanto vogliamo vederne le realizzazioni quanto prima, inoltre auspichiamo la riproduzione di simili procedure all’interno di una programmazione strutturata  e incentivante che possa riportare in paese visioni di decoro e  condizioni di vivibilità.


Lo scorso 16 luglio, leggevamo nelle pagine locali di  un quotidiano  un resoconto relativo alla rinata vitalità del paese di Cavandone dove sono stati attuati interventi di riqualificazione urbana, le  vecchie abitazioni sono state recuperate, la gente è ritornata ad abitare, si organizzano eventi culturali. Certo ha dalla sua una posizione paesaggistica invidiabile, ma nel tempo il paese è stato anche al centro di obiettivi programmatici e amministrativi. Così come Cossogno.


 




1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di dall\'olmo come sopra
dall\'olmo
16 Agosto 2011 - 09:06
 
Bene ciò che accade a Cossogno ,ma andiamo per la città e annotiamo alcune evidenze che sono sotto gli occhi di tutti e quindi anche degli amministratori.In vis S.Fabiano al n° 59 è stata ristrutturata una casa fatiscente creando accoglienza turistica :l\'accesso ,pubblico,non è nemmeno paragonabile all\'accesso di una stalla
non parliamo dell\'affaccio che si apre sul retro
di una casa in S.Fabiano!!!!!!!!!!!!!!!!Le favelas sono............più caratteristiche.Proseguiamo in piazza Castello
dove una casa d\'angolo parla da sola per decadenza e trascuratezza conservando i segni di una autentica storia locale a fronte di una lapide che sciorina falsità sulla storia di quel sito.Continuiamo con l\'isolato di fronte all\'ufficio postale dove un intero isolato ,di proprietà di un\'intera famiglia resta intatto nella sua decadenza che peggiora ogni giorno nell\'indifferenza generale.Vero che si tratta di proprietà private...................ma l\'amministratore del condominio........dovrebbe
farsene carico nel rispetto dei Condomini che in quel contesto abitano e vorrebbero vedere il miglioramento del luogo in cui vivono



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