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TRASFORMISMI

 


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L'art. 18 della manovra finanziaria dell'anno 2010 (D.L. n.78/2010) stabiliva la partecipazione dei Comuni all'attività di accertamento fiscale e contributivo "consistente, tra l'altro, nella segnalazione all'Agenzia delle Entrate, alla Guardia di Finanza e all'INPS, di elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti". Nella fattispecie, i Comuni erano tenuti, entro 90 giorni dall'entrata in vigore del Decreto, ad istituire un apposito ed idoneo Consiglio Tributario. La manovra finanziaria, peraltro, stabiliva che "la partecipazione dei Comuni all'accertamento fiscale e contributivo è incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 33 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscossi a titolo definitivo nonché delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, a seguito dell'intervento del Comune che abbia contribuito all'accertamento stesso". Diversi Comuni italiani, in particolare il Comune di Milano e molte municipalità lombarde, stipularono in tempi rapidi gli accordi previsti dal decreto con le Agenzie delle Entrate competenti territorialmente.


Lo scorso novembre 2010, preso atto dell'entrata in vigore del decreto in menzione, abbiamo ritenuto opportuno presentare un'apposita interrogazione consiliare, finalizzata a conoscere:

 

- quali decisioni la Giunta avesse già assunto;


- entro quali tempi e con quale composizione si proponeva di istituire il Consiglio Tributario;


- se fossero già stati presi contatti con la locale Agenzia delle Entrate.


Laconica fu la risposta del primo cittadino, durante un Consiglio Comunale autunnale: esiste già una Commissione Tributaria del Comune di Verbania, con tanto di Regolamento, si tratta solo di farla funzionare. In questi giorni, a distanza di meno d'un anno, apprendiamo con soddisfazione, da un organo di stampa locale, che il nostro Comune ha attuato quanto previsto dal D.L. 78/2010: "Comune di Verbania e Agenzie delle Entrate alleati contro gli evasori fiscali. Dando applicazione a una disposizione di legge un protocollo tra i due enti consentirà agli uffici comunali di segnalare a quelli del fisco casi sospetti di potenziali evasori. Per tutte le somme evase che saranno accertate evase su segnalazione del Comune, le casse municipali incamereranno il 50 per cento del dovuto. Altri centri hanno già adottato questo accordo e sono state accertate evasioni per milioni di euro. Di questi tempi un'occasione in più per il Comune per far quadrare i bilanci".


Bene. Nell'ottica di una sana opposizione costruttiva, noi l'avevamo chiesto, nel novembre del 2010, e ci avevano risposto picche. Per il gusto di farlo, forse. Ma si sono ricreduti, ancora una volta.




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