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NON CI AZZECCANO - Noticine a margine del Consiglio Comunale

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Sono magari segnali poco rilevanti  nell’economia complessiva di un consiglio comunale, ma sono espressione di una poco accorta strategia amministrativa.


Sono due gli scorci  comportamentali che durante la seduta dello scarso 30 giugno ci hanno strappato un sorriso sconsolato.


 


* Nei mesi scorsi la minoranza ha insistentemente perorato la causa della riattribuzione del contributo comunale all’associazione Esom, come riconoscimento e sostegno nei confronti dell’attività socio educativa che questa associazione svolge a favore delle famiglie disagiate.


L’auspicio era che con l’avanzo di amministrazione si colmasse questa lacuna.


Con la relativa variazione di bilancio all’ordine del giorno, peraltro apprezzabile per vari stanziamenti qualitativamente utili alla città e meritevole di unanime approvazione,  si sarebbe agevolmente  potuto rimediare.


Nel  momento in cui i consiglieri di minoranza hanno richiesto di motivare la reiterata esclusione,  si è percepito un vago senso di smarrimento nei componenti della giunta: dopo un vago palleggiante ammiccamento, è toccato al Sindaco abbozzare seduta stante una risicata rispostina. Tagli per tutte le associazioni per questioni di economia.


Anche la Lega Nord ha fatto eco: il bilancio dell’Esom è ok, quindi nessuna necessità.


Però tutti d’accordo che se si trovasse qualche mille euro…Ma nell’avanzo di amministrazione non c’erano già  un po’ di mille euro?


Per noi la scelta giusta suonava così. Dobbiamo tirare la cinghia visti i tempi. Tutti siamo chiamati a una quota di sacrificio. Se il 100% risulta oneroso, ci si poteva assestare su un 70, 60…via un 50%. Un segnale di solidarietà, di vicinanza in sintonia col ruolo di “Sindaco di tutti” (vi ricordate l’esordio nel primo Consiglio Comunale?) per un lavoro meritevole al servizio della città. Come è avvenuto per altre associazioni. E  chiusa lì.


 


 * Essendosi nei giorni scorsi aperto un dibattito in città sul futuro dell’area Acetati, la minoranza consiliare ha chiesto all’inizio di seduta di inserire  tra i punti in discussione anche un ordine del giorno con cui si chiedeva l’impegno dell’Amministrazione  a  sollecitare  Proprietà e Arpa per conoscere l’effettiva condizione ambientale dei  siti e per incominciare a inquadrare il grosso e condizionante problema della bonifica, come prerogativa  indispensabile per qualsiasi ipotesi di futuro utilizzo dell’area.


Una richiesta totalmente e assolutamente indirizzata a far luce su un problema reale della città.


Non c’era neanche bisogno di pensarci su. Un tema di responsabilità collettiva, al di sopra delle parti.


Troppo semplice.


Poiché la richiesta è arrivata dalla minoranza, che dava nell’occasione un segnale di costruttiva propositività, l’ordine del giorno è stato respinto.


Anche qui ci siamo gustati lo scenario. Tentativi malriusciti di giustificare la non ammissibilità della proposta, diffusi atteggiamenti di noncurante imbarazzo per la consapevolezza della delicatezza dell’argomento proposto,  maggioranza divergente grazie ad alcune sensibilità più spontaneamente eque.


Non è la prima volta che il Consiglio Comunale non  riesce a pronunciarsi in modo unanime su una questione di così forte significato cittadino: riedizione di dinamiche già andate in onda lo scorso anno quando si trattava di esprimere solidarietà ai lavoratori che stavano perdendo il  posto.




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