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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Sanità:immobilismo di fronte allo sfascio

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COMUNICATO DEL 12 GIUGNO 2011


Questo cosiddetto “piano di rientro”, presentato ai cittadini come risultato di un approfondito studio da parte di questa Amministrazione regionale, si sta rivelando per quello che è: tecnicamente teso a smantellare scientificamente il sistema, per consegnare successivamente i suoi attuali servizi ai Privati, trascurando completamente gli effetti negativi indotti sui livelli occupazionali del comparto sanitario del territorio.


Mentre la Sanità pubblica risolve (si fa per dire) il problema, non assumendo e non sostituendo chi se ne va, il privato è costretto a licenziare perché la Regione riduce le convenzioni in atto da anni, dimostrando (ancora una volta, se ce ne fosse bisogno) che anche il privato vive di soldi pubblici.


Il mese scorso, sull’onda delle preoccupazioni espresse dal personale dell’Eremo di Miazzina, in merito a un ridimensionamento del personale, a cui aveva dato voce il Sindacato ponendo la questione all’opinione pubblica, era stato chiesto un incontro urgente con il Presidente della Provincia Nobili. Ieri abbiamo scoperto con sorpresa che l’incontro deve ancora avvenire. Stupefacente!


Dopo 40 giorni trascorsi con una situazione occupazionale in peggioramento (hanno, infatti, denunciato esuberi anche l’Auxologico, la Sacra Famiglia e persino il COQ), a una sollecitazione del Sindacato di muoversi rapidamente, il Presidente Nobili risponde “Mi sto confrontando con l’ASL e la Regione”, come se questa fosse una risposta ragionevole dopo  tanta attesa. E’ sconcertante.


Si dimostra così la leggerezza, con la quale si agisce a livello regionale, e l’assoluto traccheggiare dei nostri amministratori locali che, non sapendo che pesci prendere, restano immobili, in attesa di ordini da Torino


Intanto, nell’incertezza generale, fioriscono le idee curiose, come spostare la Ginecologia a Domodossola. Nello sfascio generale, cambiano le maggioranze al potere, ma restano le idee strampalate ed il vizio della demagogia a basso costo. Invece di tirarsi la giacca l’un l’altro, sarebbe meglio muoversi unitariamente e con razionalità costringendo l’Amministrazione regionale piemontese a ridiscutere le sue decisioni. Decisioni che nulla hanno a che fare con le necessità vere dei cittadini e del territorio. Ci vuole un vero piano sanitario.


Cari cittadini dell’intero VCO: se non ci svegliamo, perdiamo tutti tutto!!!


Rebecchi –Lo Duca – Bolognesi




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