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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Siamo alla resa dei conti

 


Immagine 1COMUNICATO STAMPA  DELL' 8 MAGGIO 2011


Il cosiddetto “piano di rientro” che si sta realizzando nella sanità pubblica piemontese, fatto di blocco delle assunzioni, diminuzione dei servizi (chi non crede vada a vedere le liste di attesa) sta coinvolgendo, inevitabilmente anche la sanità privata presente nel VCO. La spia di questo enorme problema sociale, sta nella minaccia di licenziamento di 90 dipendenti dell’Eremo di Miazzina. Non sappiamo ancora quanti esuberi denuncerà la “Sacra Famiglia” e l’Auxologico, ma c’è da aspettarsi il peggio.


Questa mina vagante trova impreparati non solo gli amministratori locali, ma la stessa Regione che di questa situazione è indirettamente responsabile.


Si sta cercando di correre ai ripari con improbabili “cabine di regia” che per la chiusura di Acetati ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.


La soluzione più accreditata però è quella di trasferire ai privati alcuni servizi che oggi il pubblico non riesce più ad erogare a causa della mancanza di personale indotto dal blocco delle assunzioni. Di qui la “pensata” di privatizzare il Castelli.


Il risultato sarebbe che il Privato non licenzierebbe.


Già oggi il Privato viene pagato con denari pubblici per i servizi resi alla comunità e che il Pubblico non è in grado, o non vuole erogare. Non c’è già oggi alcun risparmio perché sempre di soldi pubblici si tratta. Allora che fare?


La cosa più semplice da fare, ci sembra quella di trasferire il personale eccedente del Privato, alle strutture pubbliche. Il vantaggio per i cittadini, sarebbe quello di un miglior funzionamento dei servizi, del mantenimento dei servizi nell’area pubblica, senza aggravio di costi, per la comunità, ma soprattutto contribuirebbe efficacemente alla soluzione di un problema esplosivo sul piano dell’occupazione.


 


Rebecchi, Lo Duca, Bolognesi


 




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