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UN BILANCIO VIRTUALE

 


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E' come quando ti danno la paghetta, da giovane, né più né meno: se la cifra diminuisce drasticamente, da un mese all'altro, devi fare delle scelte dolorose: si rinuncia a qualcosa, e si spende quello che si ha secondo le priorità, personali ovviamente.


Che la giunta verbanese, in tempi di vacche magre, abbia le sue precise priorità, lo si è capito da subito: il bilancio di previsione 2011, infatti, è monopolizzato da un'idea, quella del centro eventi multifunzionale (CEM) da costruire all'Arena. E' proprio attorno a tale intervento che ruota ed è stato costruito il documento finanziario in menzione: per far posto al CEM, molte voci progetti e interventi scompaiono, previste nell'analogo documento dell'anno appena trascorso, altre, invece, subiscono un pesante ridimensionamento.

Per non parlare poi dei voli pindarici immaginati nel programma elettorale del 2009: al che, del tutto lecita, sorge spontanea una domanda: gli estensori del programma volavano alto, ingenuamente, o vendevano fumo, furbescamente?


Il bilancio appena deliberato segna una forte discontinuità politica, presentando numerosi punti di rottura, con il bilancio approvato lo scorso anno: ma se è vero com'è vero che il bilancio è un atto di indirizzo politico, c'è da chiedersi se proprio tale discontinuità non rappresenti l'espressione di una preoccupante "navigazione a vista", priva di quella continuità e lungimiranza politica necessarie che, invece, dettano la rotta di chi ha una precisa idea di città.


Ma passiamo ad analizzare, per sommi capi, il bilancio 2011, illustrando i depennamenti più significativi: la riqualificazione Piazza Adua (Fondotoce), la realizzazione della strada d'argine sul torrente S. Giovanni, la costruzione dell'area camper in V.le Azari, l'eliminazione della rassegna "Editoria e Giardini", la riduzione del contributo alla manifestazione "Letteratura", la redazione del piano del traffico, la riduzione dei fondi per i mercatini di Natale e per le manifestazioni legate al gemellaggio con le altre città, i tagli al car pooling, alla protezione civile ed al neonascituro Museo del Paesaggio, la riduzione degli stanziamenti per i progetti giovanili e per quelli legati ai bambini ("Verbania città dei bambini").


E' un bilancio che rischia di segnare la prematura interruzione di una già complicata e incerta gestazione: quella del progetto "Verbania Capitale dei Laghi Europei": il –23.70% sulla voce turismo, infatti, mal si coniuga con l'ambizioso roboante e fantasioso progetto che tanto sta a cuore a questa Giunta: e allora cos'è questa scatola vuota, se non un logo, un convegno e qualche aiuola a forma di slogan piantata in giro per la città? Se si decide di scommettere sul turismo, perché si cestina la costruzione dell'area camper, perché si riducono le risorse fondi per i mercatini di Natale e per le manifestazioni inerenti il gemellaggio, perché si snobbano importanti rassegne culturali che possono rappresentare uno straordinario veicolo di promozione e marketing turistico? E quali interventi in campo turistico vengono invece messi a bilancio? Presto detto: la riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII e quella del parco Besozzi Benioli, due interventi che non hanno un diretto e immediato feedback sul turismo, come invece l'avrebbero altri progetti, tant'è che nel bilancio di previsione 2010 tali voci erano inseriti in capitoli di spesa più pertinenti, e non nel capitolo dedicato al turismo.


Impariamo poi che la cultura, in questa città, si chiama TECU: scordiamoci altri importanti momenti di crescita, aggregazione ed esportazione del marchio Verbania, e concentriamoci esclusivamente sul programma culturale di comunicazione che, pian pianino, ci preparerà all'arrivo del CEM: che il TECU sia funzionale al CEM lo sanno anche i non addetti ai lavori, giusto a ribadire, qualora ve ne fosse bisogno, come il chiodo fisso del bilancio sia sempre la realizzazione del centro eventi all'Arena.


Ci sono poi progetti il cui destino è affidato al fato: la realizzazione del centro sportivo per la canoa a Suna (700.000 euro), da finanziarsi interamente con l'alienazione di Villa Simonetta. Pur sorvolando sulla necessità/opportunità di vendere un così pregevole ed importante pezzo di storia della nostra città, ci chiediamo cosa accadrà se, come avvenuto nella prima seduta d'asta, nessun acquirente dovesse farsi avanti: ecco perché, unitamente all'interrogativo legato al finanziamento del PISU, questo bilancio più che di previsione ci pare oltremodo "virtuale". E' un bilancio virtuale perché ostaggio di una speranza a venire: ci auguriamo che il nostro Sindaco abbia già "le spalle coperte", altrimenti, da qui ad un mesetto, oltre alle sue paventate dimissioni, assisteremo ad una prima necessaria variazione di un bilancio nato male.




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