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POCHE IDEE IN LIBERTA'

 


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Circola da qualche tempo in rete un simpatico e scarno giornalino elettronico, il cui nome, "Idee in libertà", non rende affatto giustizia ai contenuti ospitati (poche idee, poca libertà di pensiero), redatto dal alcuni esponenti dell'attuale maggioranza.


Confesso d'aver riso di gusto nel leggere, sull'ultimo numero, un articolo di un anonimo articolista che, forse per paura o per viltà, ha giust'appunto omesso volutamente nome e cognome. Se proprio devo giudicare, me lo consenta la poco nutrita redazione, un evidente limite il foglio ce l'ha: mancano le vignette, a corredo o ad apertura dei pezzi. Mai s'è vista, o si rammenta infatti, un giornale di satira politica che non pubblichi vignette colorate: uno sforzo, dunque, carta matita e fantasia per arricchire le tre striminzite paginette virtuali.

Una precisazione, però, l'anonimo amico strumentalizzatore me la deve: i nomi e i cognomi, e le illazioni dunque, li ha fatti lui, certamente non chi scrive: chi scrive ha solo avuto un pregio molto raro: il coraggio delle proprie idee, nell'indicare una delle strade perseguibili per migliorare il sistema, strada più volte richiamata da illustri pensatori del nostro belpaese (è di questi giorni un articolo, apparso su un rinomato quotidiano nazionale", intitolato "La politica dei quarantenni").


Abbiamo la classe politica più vecchia di tutto il continente, e il ricambio generazionale, a qualsiasi livello (e non solo nella politica!), può essere una delle soluzioni, una delle chiavi di volta per migliorare e modernizzare molti sistemi e apparati della nostra società: solamente coinvolgendo attivamente le classi giovanili, rendendole parte attiva del sistema, si eviterà di disperdere importanti energie che, piaccia o non piaccia, saranno poi inevitabilmente chiamate a occupare posti di vertice del sistema stesso.


E' un concetto di destra e di sinistra, mio caro signor Anonimo strumentalizzatore. E' un concetto per il bene del sistema, e Lei, in fondo in fondo, non può negare di saperlo.


La democrazia si fa anche discutendo, e il sistema si migliora anche proponendo: la prossima volta, caro articolista senza coraggio né volto né coda, si firmi, e discuta. Eviterà così di far la figura del coniglio che scorrazza per la rete...




4 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di daniele commento
daniele
17 Aprile 2011 - 21:43
 
Noi ridiamo a crepapelle leggendo le mielose e vuote articolesse del consigliere iraca\': generici appelli ai buoni sentimenti ammantati dal nulla che egli e\' solito esprimere nelle sue concioni consiliari. Come il nulla e\' il PISU alternativo che il consigliere in questione ha avuto la fantasia di costruire...senza aver nemmeno letto i contenuti di quello richiesto dalla Regione. Ma pazienza....c\'e\' chi si confronta con il lavoro amministrativo e chi con il mondo di Walt Disney. Quindi lasciamo il consigliere al mondo delle fiabe che meglio gli si addice rispetto al pulpito immaginario dal quale si atteggia a censore del mondo attingendo a piene mani da wikipedia.
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18 Aprile 2011 - 07:18
 
Gentile sig. Daniele, noto con stupore che la pacatezza, lo stile, l\'educazione e la serenità nella dialettica non le appartengono per nulla.
Se pensa di offendere qualcuno cambi strada: qui, e in Consiglio Comunale, stiamo lavorando per il futuro della nostra Città, e se non la pensa come noi accetti la diversità di pensiero, nel dovuto rispetto delle persone.
Ma forse, per lei e per qualcun altro, la parola \"rispetto\" è ancora tutta da scoprire.
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isadora
19 Aprile 2011 - 17:07
 
rilevo con orrore la costruzione sintattica \"mielose e vuote articolesse\" della risposta all\'articolo del sig. Iraca\'. Volge al femminile la frase usandola per \' sottolineare ed esprimere un significato (secondo il sig.Daniele) dispregiativo. Non oso pensare cosa ci possa essere dietro questa \"scrittura creativa\". Sicuramente non fa ridere per nulla, ma pensare.
Vedi il profilo di claudio zanotti spie lessicali
claudio zanotti
21 Aprile 2011 - 10:05
 
Suggestiva e probabilmente fondata l\'intuizione di isadora sull\'uso del sostantivo \"articolessa\"! Io, che ho ancora una memoria discretamente buona e per mestiere mi occupo di parole, questa \"articolessa\" mi sembra proprio di averla vista comparire in altro commento su altro blog, allora postato in forma non anonima; \"spia lessicale\" interessante, soprattutto se considerata nel più ampio contesto di altri stilemi, rivelatori anch\'essi della \"manina\" che scrive e non si firma. Insomma, le parole che selezioniamo sull\'asse paradigmatico del linguaggio e la loro combinazione sull\'asse sintagmatico dicono di noi e della nostra identità almeno tanto quanto una \"stringa\" di IP.



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