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FUTURO, MEMORIA E IDENTITA'

 


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V'è stata una fase storica in cui la comunità cittadina si è riconosciuta in pregnanti valori comuni: era il periodo della "grande fabbrica", del boom industriale, nel quale forte era il senso d'appartenenza e l'identità comunitaria, grazie al forte connubio che intercorreva con la nascente e crescente industria chimico-tessile. Il declino del mito industriale, del quale siamo rimasti vittima assieme a molte altre aree del Paese, ha determinato, anche per la perdita di diversi luoghi-simbolo e pezzi di storia della città, un graduale indebolimento del senso di appartenenza e del sentimento comunitario: a partire dagli anni settanta, infatti, abbiamo perso e "svenduto" definitivamente le rogge, quel che era rimasto dei castelli di Intra e dei Barbavara, la canonica intrese, il Teatro Sociale e la Piazza Fiumetta, la Piazza d'Armi (con le funzioni aggreganti che svolgeva), le Chiese di S. Marta e S. Giuseppe (inspiegabilmente sempre chiuse e non vissute), la Portazza nella cinta muraria di Pallanza, il vicolo "Scianscin" (vicolo Ciancino, oggi, importante via di comunicazione, un tempo, tra Intra alta e Intra bassa); la città, poi, ha anche smarrito il legame e il rapporto socio-affettivo con alcuni suoi spazi vitali, come, a mò d'esempio, quello che esisteva con il vecchio porto di Intra, ove ci si recava per fare il bucato ed attendere il ritorno dei pescatori.


L'aver perso questi spazi fisici ha contribuito fortemente ad indebolire il senso d'appartenenza e la comunità, da intendersi come un insieme di persone in continua relazione tra loro legate da uno o più "collanti"/valori comuni: fra questi valori, per l'appunto, i luoghi storici persi dalla città negli ultimi quarant'anni.

Progettare la città che verrà è anche provare a ricostruire un senso d'appartenenza e un legame simbiotico-affettivo col proprio territorio, andando dunque a recuperare la memoria smarrita attraverso la riqualificazione, di ciò che rimane, di quegli spazi fisici già menzionati.


E' un percorso lungo e importante, non più rinviabile: perché la storia d'una città è fatta d'uomini e piazze, di forti passioni e memorie, salde, e ben radicate, alla terra che le vive.




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