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PROMESSE DA MARINAIO

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Dalla quinta linea strategica del programma elettorale del candidato Sindaco Marco Zacchera, maggio 2009: "...dobbiamo far convergere più ospiti in città sia per avere più concorrenza e quindi prezzi più controllati, ma anche investire creando condizioni. Il commercio va incentivato promuovendo un ritorno al commercio tradizionale...L'Amministrazione deve stanziare più fondi sia per la gestione della crisi economica attuale che per impostare iniziative di duraturo rilancio economico...agevolazioni economiche nel rilascio delle licenze commerciali...".


Promesse, promesse, promesse.


Nel Consiglio Comunale di ieri sera, con molta onestà politica e dignità intellettuale, l'Assessore Stefano Calderoni ha affermato che "urge fare cassa", garantendo gli equilibri di bilancio. E allora avanti ai piccoli ma significativi aumenti che, tra non molto, i cittadini verbanesi si troveranno a dover sopportare: +15% per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (plateatici), con buona pace e soddisfazione dei numerosi turisti che, per buona parte dell'anno, visitano la nostra città. E' facile immaginare che, alla lunga, saranno proprio loro, i tanto desiderati turisti che dovremmo "coccolare" e incentivare affinché ritornino ad alimentare un'economia che può e deve solo espandersi, a pagare il sovrapprezzo previsto dall'aumento del canone d'occupazione: non c'è di che, un'ottima scelta che va proprio nella direzione opposta alla tanto agognata Verbania Capitale dei Laghi Europei. Un piccolo ma significativo messaggio in controtendenza. Vogliamo comprendere che per attrarre e consolidare il turismo bisogna necessariamente calmierare i prezzi? Quanto siamo competitivi in tal senso? Quanto costa consumare una pizza e pernottare in albergo nella nostra città? Quanto incide e può incidere negativamente, sul definitivo decollo turistico, il costo della vita e dei servizi cittadini?


Come se non bastasse, apprendiamo con stupore che l'Amministrazione, che ne ha piena facoltà grazie all'art. 10 del D.L.vo 8/1993, introdurrà pesanti diritti di segreteria per le usuali procedure edilizie: tanto per fare un rapido esempio, la richiesta di un nuovo Permesso di Costruire passerà dagli attuali 50 euro ai prossimi 500 euro. E via così, voce per voce, si snocciolano diritti urbanistici e importi sinora inesistenti che, inevitabilmente, ricadranno sulle spalle dei cittadini. Anche qui a far cassa, sia ben inteso, nonostante la già menzionata facoltà da parte dell'Amministrazione.


Ne prendiamo atto, ma sia chiaro e sia detto a tutti che trattasi di precise scelte politiche. Che vanno in netta controtendenza con le promesse elettorali di non aumentar tasse, o tariffe che dir si voglia, sbandierate sui muri di città, in questi giorni, da manifesti palesemente fasulli e bugiardi.


Ognuna si prenda le proprie responsabilità: chi delle proprie scelte, nel decidere di far quadrare i bilanci rosicchiando dal portafoglio dei cittadini (e dei turisti), chi nell'opporsi a decisioni che non hanno il pregio della lungimiranza. Quella che, in politica, dovrebbe guidare chi governa.




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