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ESOM: RIPENSIAMOCI

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I gruppi di minoranza hanno riportato alla ribalta la questione della soppressione del contributo economico all’associazione Esom presentando un emendamento al bilancio che verrà discusso nei prossimi giorni in Consiglio Comunale e  che ne propone il ripristino.


Non nutriamo alcun dubbio che l’Esom sia meritevole di sostegno per il servizio reso alla città.


Per rinforzare questa convinzione abbiamo trascorso un’oretta con alcuni operatori che lavorano per l’associazione e altrettanti genitori che fruiscono del loro aiuto.


Il primo dato che possiamo documentare è che l’Esom lavora su due fronti: da un lato fornisce assistenza a famiglie straniere che necessitano soprattutto di supporto di carattere culturale e linguistico, dall’altro a famiglie locali che invece si trovano coinvolte in grossi problemi di disagio e a volte di violenza.


I 25 minori che attualmente frequentano il centro sono divisi per fasce d’età in gruppi di 5 bambini e distribuiti in due turni settimanali  di due ore, dalle 14.30 alle 16.30, dalle 16.30 alle 18.30.


Il programma di lavoro viene stabilito dopo una valutazione psicodiagnostica del contesto e della condizione psicologica in cui si trovano gli assistiti, alla quale seguono colloqui periodici di verifica e di contenimento di  situazioni critiche che si affacciano nel percorso e un diretto contatto con la scuola con la quale si concordano contenuti e interventi.


L’attività, oltre al sostegno di carattere psicologico e didattico, verte anche su momenti di gioco e di laboratorio creativo.


Mustafà, Khaled e Junes sono tre genitori di origine marocchina che hanno perso il lavoro: ex magazziniere uno, ex Acetati e Bialetti gli altri due.


“La crisi si fa sentire,” dichiarano “ noi ci diamo da fare come meglio possiamo, ma non possiamo permetterci di dare ai nostri figli un’assistenza a pagamento”.


“Sono ragazzini svegli, intelligenti e curiosi di sapere” sostiene l’educatrice “frequentano la scuola elementare, ma i genitori non sono in grado di aiutarli per mancanza di competenze linguistiche e conoscitive”.


“La mia bambina ha migliorato la lingua e di conseguenza anche l’interesse per la scuola” aggiunge Junes


Se come alunni non sono in grado di comprendere i messaggi che la scuola comunica perché possiedono scarsa dimestichezza con la nostra lingua, c’è un forte rischio di regressione che incide anche sul comportamento perché i ragazzi si sentono inadeguati.


“Il mio bambino, da quando viene qui, è migliorato e le maestre non reclamano più. Io abito a Zoverallo e per me è un sacrificio portarlo a Intra ogni volta, ma è molto utile”.


I benefici che i figli ricavano frequentando i momenti formativi al Centro ricadono positivamente anche sulla famiglia e costituiscono dei veicoli indiretti  di integrazione:”Noi genitori impariamo dai nostri figli che ogni giorno ci trasmettono parole nuove che hanno imparato”.


Ma il beneficio più importante consiste nel fatto che ai giovani  stranieri che possiedono doti e capacità possono essere offerte le stesse opportunità di poter continuare gli studi, come all’alunna che oggi frequenta un indirizzo linguistico alle superiori.


Forse più complesso è l’affiancamento di famiglie che vivono forti disagi e malesseri  non solo culturali ed economici. In molti casi sono gli stessi genitori a risentire delle faticose condizioni in cui vivono e sarebbero i primi ad aver bisogno di aiuto. I questi casi è difficile contare sulla loro collaborazione che è invece importante per la buona riuscita degli interventi del personale  del Centro.


“Per i bambini che provengono da contesti come questi” ci dicono le educatrici “il nostro lavoro è finalizzato a prevenire l’abbandono scolastico e l’emarginazione”.


Frequentare un ambiente dove possono ricevere attenzioni e stimoli positivi costituisce un’alternativa all’esperienza della “strada” e quindi ai rischi in cui i ragazzi si imbattono quando manca una guida alla loro crescita.


“Molti dei nostri bambini vivono in ambienti dove regna la confusione e il disordine educativo” continua la psicologa “Noi offriamo sprazzi di serenità,di amicizia, ma soprattutto esperienze di regole e di ordine” che sono doni preziosi ricchi di umanità per dei bambini la cui crescita avviene tra  mille difficoltà e che rischiano fortemente di perdere qualsiasi fiducia nella vita.




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