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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN CALESSE

 


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Eravamo tanto amici che sembrava amore. Ballavamo col Corano in mano, sotto grandi tende beduine improvvisate nel cuore di Roma. Fior di ragazze in fila per ore, diligenti e sensuali, ad attendere il sultano: prego, s'accomodi, il patto è pronto: gas e autostrade, il resto è puro show, danzatrici comprese. Ma qualcosa non ha funzionato: com'è dura la retromarcia ora, l'ammissione di ciò ch'era già largamente prevedibile. Qualcuno non ci sta, perderemo capo e collo, ma oramai è troppo tardi: stiamo in mezzo, come sempre, indossando l'eterna maschera del compromesso: da sopra ci spingono in giù, a far guerra, da sotto ci pressano in su, con barconi traboccanti dagli effetti inimmaginabili.


La solita arte italica, smascherata nei suoi più veraci e turpi intenti.




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