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NUCLEARE IN RETROMARCIA ?

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l ministro per lo sviluppo economico  Romani si è ricreduto rispetto alle dichiarazioni rilasciate sul nucleare nelle ore immediatamente successive alla tragedia giapponese.


“Si va avanti col programma fissato del Governo. La catastrofe verificatasi in Giappone è un evento del tutto eccezionale” aveva dichiarato ripetutamente nel corso di due interviste. Dichiarazioni secche, asettiche, insensibili, senza un cenno, una parola di umana vicinanza al dramma di una popolazione di cui non si sa quali e quanti saranno i risvolti, nella loro imprevedibile drammaticità.


Avevamo avvertito un disagio veramente fastidioso. Possibile che il machiavellismo e la scaltrezza dei politici avesse offuscato ogni sentimento ?


Con la situazione che in Oriente sta diventando sempre più angosciante, non poteva che fare  capolino la decenza e così, ammettendo la sottovalutazione, ci si avvia verso “una pausa di riflessione”  tale  per cui si procederà “di concerto con l’Europa” .


Un freno all’ostentata onnipotenza di questo governo a fronte della prudenza dimostrata a livello europeo e da autorevoli scienziati.


Con la speranza che non si debbano rivelare solo delle affermazioni strategicamente formali.


Nel merito, che l’assoluta eccezionalità degli eventi naturali che hanno colpito il Giappone costituisse l’alibi per procedere imperterriti nel programma nucleare, ci è sembrata una colossale baggianata. Per come stanno andando le cose, di queste eccezionalità ultimamente se ne stanno verificando mica male in un breve lasso di tempo: basta solo ricordare il tremendo tsumani del 2004 in Thailandia, la falla petrolifera che ha distrutto il Golfo del Messico,  l’ondata di incendi che ha colpito a Russia  e il terremoto di Haiti tutti concentrati nello scorso anno.  Ma sì, tutte cosette fuori dall’ordinario.


Meno superficialità, dichiarazioni ponderate e maggior responsabilità vorremmo dagli uomini che ci governano.


Un atto di responsabilità abbiamo chiesto anche l’altra sera nel nostro Consiglio Comunale, trattandosi di approvare un ordine del giorno della minoranza proprio sulla questione del nucleare.


Un ordine del giorno (sostenuto dal consigliere Varini con una relazione la cui sintesi è consultabile a questo link ) che non meritava di essere discusso a così tarda ora con i sintomi della stanchezza,  che ha  visto una maggioranza imbarazzata per non volersi discostare dalle posizioni  politiche e che non si è espressa comunque all’unisono nel momento in cui un gruppo di consiglieri si è dissociato.


P.S. Dal centro alla periferia, in retromarcia di tanto in tanto




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