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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - VERBANIA E LA VARIANTE 18

 di Mariano Bolognesi


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La discussione e l’approvazione in consiglio comunale, della variante 18 al Piano regolatore vigente che, per alcuni versi, cambia radicalmente il volto della città, necessita di alcuni commenti.


Nella presentazione delle “osservazioni” l’Assessore competente per l’urbanistica con un esercizio oratorio di alta scuola “democristiana” ha trovato le giustificazioni adeguate per ogni decisione da proporre all’assemblea. La sostanza è che ciò che hanno chiesto i privati, è stato tutto concesso (salvo alcuni aspetti molto marginali).


Per il Cinema Sociale di Pallanza, è stata confermata la sua trasformazione in condominio, con la proposta di conservare la facciata attuale e ricavare una sala ibrida da 150 posti a sedere che non può essere né sala cinematografica, né teatro. L’appassionata difesa del cosiddetto centro polifunzionale all’Arena ha trascurato e ridicolizzato la raccolta di firme (quasi 2500) contro questa soluzione. (i cittadini hanno la memoria lunga) La difesa dello stesso Sindaco apparsa, nei giorni scorsi su un quotidiano locale, a supporto della sua decisione PERSONALE di realizzare la faraonica opera spazzando via l’attuale Arena, rimprovera, ancora una volta alla passata amministrazione, di non aver acquistato il VIP a prezzo di fallimento. Questo rimprovero ogni tanto emerge, quasi che il VIP fosse stato veramente un teatro degno di tale nome.


L’ostinazione su questo argomento fa sorgere spontanea una domanda. Ma se effettivamente il VIP fosse assurto al ruolo di teatro cittadino, il nostro Sindaco si sarebbe ugualmente buttato oggi nel megaprogetto dell’Arena? Da come pone la questione, sembrerebbe che questa tentazione non gli sarebbe venuta. Allora, la domanda è se il teatro cittadino, anziché il VIP, fosse oggi il Sociale di Pallanza, cosa concettualmente cambierebbe, a parte il prezzo d’acquisto?


Per il fatiscente e mai completato parcheggio di via Raffaello Sanzio, è stato fatto un grazioso regalo al proprietario che sul luogo, ora, può realizzare una serie di appartamenti di abitazione, destinandone una irrisoria percentuale all’affitto calmierato.


Sulle piccole deroghe al Piano regolatore chieste da alcuni privati, l’accoglimento non ha trovato ostacoli. Si è fatto osservare che così si creava un pericoloso precedente, si è risposto prontamente, che il precedente si era già verificato, senza specificare il come e il quando, e che quindi si poteva procedere tranquillamente. Ergo: poiché altri hanno sbagliato, mi sento autorizzato a sbagliare anch’io.


Sull’area “Hillebrand” nel suo acrobatico ragionamento ha riconosciuto che certo, il Piano regolatore vigente è un buon piano, ma non è perfetto, e quindi alcuni errori vanno corretti. L’Assessore non poteva certo criticare il Piano Regolatore vigente, visto che lì dentro c’è molto del suo ingegno. Per uscire dall’impasse, si è inventato la storia degli errori, e uno di questi è sicuramente quello di aver dimenticato di cementificare l’ultima area verde privata e vincolata, ancora esistente in una zona strategica della città. Lì dovrebbe sorgere l’ennesimo supermercato, di cui certamente non abbiamo bisogno e che porterà nuovo traffico veicolare, alla faccia della vivibilità cittadina.


Il centro polifunzionale all’arena, così come è stato graziosamente battezzato, rappresenta un azzardo molto rischioso. Noi probabilmente, come dice il Sindaco guardiamo il dito, e non la luna, ma guardando il dito siamo con i piedi per terra, lui se guarda solo la luna forse non lo è, e se l’azzardo non riesce, non perde solo lui, ma perdiamo tutti noi.


Insomma, da qualunque parte la si guardi, questa “variante 18” resta una boiata amministrativa e un grandissimo favore al privato che va contro il bene comune. Più che ad una  “amministrazione degli interessi pubblici”, parrebbe essere di fronte a una “amministrazione degli interessi privati”.  




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