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GASSIFICARE COSA?

 

Pyromex Italia (http://www.pyromex.it/) si presenta al visitatore del sito come un'azienda svizzera che fabbrica gassificatori di rifiuti. La taglia proposta nel sito è quella di 1 tonnellata di rifiuti/ora, pari a circa 8.000 tonn/anno, quantità corrispondente alla produzione di rifiuti urbani indifferenziati di una popolazione di circa 15.000 persone (o di 30.000 persone, se la raccolta differenziata viaggia intorno al 50%). L'impianto avrebbe una potenza elettrica di 1 MWe. L'azienda assicura che l'impianto non solo non emette né fumi né altre sostanze nocive, ma produce anche energia elettrica. Anche gli inceneritori usuali, tipo quello di Mergozzo, fanno la stessa cosa, seppure mediante la tecnologia della combustione invece di quella della gassificazione. Al di là delle dichiarazioni roboanti, che richiamano alla memoria quelle di Thermoselect, che era un gassificatore di rifiuti ante litteram, si può immaginare che i gassificatori Pyromex possano funzionare dignitosamente se alimentati con rifiuto urbano omogeneo (tipo cdr, combustibile da rifiuto), molto meno bene se alimentati con rifiuto urbano indifferenziato, proprio per i limiti stessi della gassificazione. Pyromex attualmente nel VCO si propone a proprie spese come gassificatore di cippato di legna, con un piccolo impianto "vetrina" da 200 kWe, da piazzare a breve nei capannoni Tubor a Santino. La piccola taglia sottrae l'impianto dalla trafila autorizzatoria provinciale. Ci si chiede il senso di questa "vetrina". Vetrina per chi? Chi verrebbe proprio a Santino, per vedere e acquistare un altro impianto similare? E perché a legna e non a rifiuti urbani? Nasce un sospetto. Poiché il privato non può per legge incenerire o gassificare in proprio i rifiuti urbani, Pyromex forse mostra la propria capacità tecnologica con la legna (la sostanza legnosa non è molto differente da carta, plastica, ecc. contenuta nei rifiuti urbani), ben sapendo che l'inceneritore di Mergozzo è obsoleto e la sua chiusura è prossima. La "vetrina" quindi potrebbe essere tale per gli enti pubblici, che puntino gli occhi su Pyromex, in vista di una sostituzione d'impianto. L'affare in questo caso sarebbe ben più corposo e demandato alla pianificazione dei rifiuti provinciali, che per il momento non ha ancora deciso se aderire a un accordo di quadrante (quattro province), di sestante, regionale, o altro. Noi crediamo che l'alto senso civico della popolazione del VCO, che ha spinto la raccolta differenziata a livelli incredibili, meriti una riflessione aperta e corale, concreta e sensata, senza salti tecnologici nel buio.

 

Amelia Alberti
IL CENTRO DEL SOLE, Circolo di Legambiente



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