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RIFIUTI: OLTRE L’APPELLO

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Signor Sindaco, bisognerebbe tappezzare  la città con il suo appello ai cittadini sull’esercizio del senso civico e della buona educazione in relazione al problema dei rifiuti che costellano l’ambiente, come coriandoli a carnevale, per stare in tema.


Bisognerebbe ripeterlo tutti i giorni in televisione, sui media, nelle scuole, nei luoghi di incontro, nelle famiglie.


Bisognerebbe tempestare le menti fino alla saturazione sperando che il messaggio entri. Dobbiamo usare lo strumento del lavaggio del cervello di ultima generazione mediatica.


Ma non si rende conto di come hanno ben funzionato sui nostri usi e costumi i modelli dettati dai reality, dai salotti e dagli spot televisivi che ci assillano pluriquotidianamente e che hanno acriticamente omologato il nostro linguaggio,  le  nostre modalità  espressive, i nostri comportamenti ?


Lei ha fatto bene a trasmettere alla città il suo più che condivisibile messaggio perché corrisponde esattamente alla realtà che abbiamo attorno, ma non basta lo sfogo occasionale.


I messaggi positivi devono diventare una costante martellante, una cultura alternativa.


Sembra infatti assurdo che, molte persone, nonostante il tema dei rifiuti sia di attualità planetaria, non abbiano ancora acquisito una sensibilità e interiorizzato un comportamento che dovrebbe essere diventato ormai un’automazione. Anzi, come spesso ci capita di osservare, è istintivamente automatico il gesto di liberarsi al momento  dal fastidio-rifiuto con la massima inconsapevole disinvoltura.


Una città come Verbania merita davvero un’attenzione rigorosamente perseverante in questo settore, una città come Verbania merita nel contempo che i suoi cittadini le riservino un rispetto più riconoscente.


Sicuramente è migliorata di molto la procedura ufficiale della raccolta differenziata dei rifiuti se siamo ai vertici delle statistiche, ma per contro ci pare che effettivamente sia più precaria la condizione di strade, parchi, piazze, vicoli, aiuole, cortili di abitazioni comuni dove impera quella sporcizia che è il frutto di piccole reiterate cattive abitudini quotidiane e notturne.


C’è in questa mancanza di percezione  una forma di indifferenza, uno stato emotivo che peraltro permea in genere le nostre manifestazioni odierne, anche in ambiti più gravi. E per certi aspetti alcuni comportamenti possono anche essere indotti dalla diffusa atmosfera di impunità che ci fanno respirare e da una recondita consapevolezza di poter spadroneggiare liberamente anche nei confronti dell’ambiente.


In ogni caso, anche un semplice appello non guasta.




1 commento  Aggiungi il tuo

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Anonimo
21 Febbraio 2011 - 09:50
 
Ho assistito più di una volta allo svuotamento dei contenitori della carta da parte degli addetti del CONSER, se le carte non vengono opportunamente chiuse dopo ogni ritiro , una parte di queste vengono perse durante i numerosi percorsi in città. Esiste un marchingegno apposito sui mezzi preposti ma richiedono un piccolo margine di tempo in più per utilizzarli e il più delle volte questa azione non viene attuata. Non voglio porre una critica ai nostri operatori del CONSER che peraltro svolgono un lavoro determinante per la collettività e, diciamolo, non così gratificante a livello personale, ma sicuramente tutto è migliorabile.



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