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A PENSAR MALE…

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Nonostante le intenzioni costruttive e una tendenza innata alla buone fede, di questi tempi è difficile rigettare impulsi di disapprovazione.


Nei confronti dell’amministrazione comunale.


Anche solo associando tre momenti della quotidianità istituzionale, sorgono perplessità.


Il primo: consiglio comunale dello scorso 20 dicembre. Ultimi due punti per concludere la discussione sono ordini del giorno della minoranza sulla eliminazione dei contributi annuali all’associazione Esom, che si occupa di minori in difficoltà, e sulla preoccupante situazione legata al futuro del Museo verbanese.


Colpo di scena e di mano: con miliziano cipiglio il consigliere Farah chiede la sospensione della seduta data l’ora tarda. Richiesta approvata.


Il secondo: conferenza dei capigruppo del 26 gennaio. Due ordini del giorno presentati dalla nostra lista vengono esclusi dall’elenco dei punti in discussione del consiglio del 7 febbraio. Ok, si prende atto della benché fragile motivazione: non mettiamo troppa carne al fuoco col rischio di non completare la discussione. Già sui giornali si parla della sperimentazione di Umideo a S. Anna e di sede della squadra nautica di Verbania, ma dovremo aspettare il prossimo consiglio, tatticismo permettendo. Non era mai successo che argomenti presentati nei termini, venissero esclusi: se si vogliono cambiare le regole, meglio parlarne prima.


Il terzo: consiglio comunale dell’altra sera. Calando il solito per fortuna sempre disponibile velo sul clima da “ring”, la maggioranza ha fatto comunque in modo di bloccare la discussione sul Museo depistando  il confronto sul delicato contenuto: il consiglio comunale aperto. Ma che timore ci deve mai essere nello specifico? Non si surriscaldano gli animi se si rimane nel merito delle questioni e  si forniscono spiegazioni scientifiche e reali. Certo quando questo non avviene, la pacatezza scappa…


Per concludere.


Qual è la comunicazione che continuiamo a ricevere?


Da un lato: gestioni passate disastrose, pesanti deficit di bilancio, immobilismi pregressi, opposizione provocatoria…; dall’altro: perizie in atto, decisioni in itinere, progetti rivelati quando sarà il momento, mancate anticipazioni per non rompere la magia, piani di gestione per cui occorre ancora  un confronto…


Ma c’è qualche dato certo su cui poterci orientare o continuiamo a vederci aleggiare sopra le teste tutta questa nebbia fumosa?


E allora tornando a quelle incongruenze cronologiche di cui sopra, come si fa a non pensare che siano intenzionali perché mancano  i supporti tecnici e dialettici o perché c’è imbarazzo di fronte a qualche scelta ideologicizzata?




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