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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

Il DESTINO DELLE RISORSE REGIONALI

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Una secca sforbiciata e sono saltati i fondi previsti dalla Legge Regionale del 26 dell’ottobre 2009 a favore della promozione e della diffusione del Commercio Equo e Solidale in Piemonte. Non vogliamo qui addentrarci nel merito dell’importanza degli obiettivi che si propongono le associazioni che sono impegnate su questo fronte e che hanno come fulcro quello di valorizzare e ridare dignità al lavoro delle popolazioni del sud del mondo, ma sottolineare la rozzezza di un simile provvedimento da parte della Giunta Cota, in controtendenza tra l’altro con quanto sta avvenendo in altre regioni italiane.


Ma del resto la decisione è coerente con una certa forma di pensiero che in quanto a sensibilità, comprensione e accoglienza nei confronti di realtà diverse lascia il tempo che trova. Inoltre ci chiediamo se, prima di adottare certi nobili provvedimenti, i  ruspanti politici  regionali si prendano la briga di informarsi e documentarsi scrupolosamente sulle realtà che vanno a inficiare.


Certo siamo in regime di tagli, e ci dicono che sono indispensabili per coprire i buchi di bilancio lasciati dalla precedente amministrazione, ma, se anche così fosse, occorrerebbe valutare oculatamente e criticamente gli ambiti di intervento.


Per esempio, proprio nella nostra regione, un ambito di intervento dove sarebbe doveroso intervenire per recuperare risorse è quello fin troppo scandaloso degli stipendi degli amministratori, tra più alti rispetto alle altre regioni non solo italiane, ma sembrerebbe anche rispetto alle equivalenti regioni francesi o ai Länder tedeschi. Stando alle informazioni che girano, guadagnano dai 13 ai 16 mila euro mensili, senza calcolare le camionate di euro per l’ indennità di  fine mandato e le pensioni d’oro. E’ pur vero che nell’ultima seduta del 2010 il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato  la legge che riduce del 10% l’indennità di carica, che è una percentuale irrisoria rispetto alle somme percepite, ma per la serie che “pütòst che nient, l’è méi pütòst”, speriamo che questo sia un primo segnale di moralizzazione del fenomeno. Ma tornando a noi,  questa situazione messa in rapporto ai tagli di cui abbiamo parlato più sopra, è di uno stridore fastidioso.


E allora, forza, governatore Cota, ripristiniamo i fondi per il Commercio Equo e Solidale per sostenere il quale lavorano moltissime persone, anche a livello di volontariato, spirito col quale dovrebbero disporsi anche coloro che entrano in politica, se essa deve essere un servizio. Paghiamolo pure questo servizio, ma anche la sola metà delle tariffe che circolano è sempre un bel percepire, rispetto a tanti altri lavori o professioni dove l’impegno è magari anche superiore.


Una semplice riflessione finale  induce a chiederci come si pone invece di fronte a questa penalizzazione la maggioranza locale che l’anno scorso  ha riconosciuto come benemerita l’associazione “Sottosopra” che si occupa proprio di Commercio Equo e Solidale a Verbania e come si pone il nostro Sindaco sempre impegnato nel mondo del volontariato e quale componente  dell’ Associazione Interparlamentare sorta nel 2004 per sostenere questo tipo di commercio.




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