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Auguri

Un messaggio di auguri anche attraverso il ricordo del Natale di una volta, vissuto con semplice intensità, che ci è stato inviato da un amico originario di Unchio che oggi vive a Novara.


Immagine 1


NATAL 


La mattina di Natale ci si trovava davanti alla chiesa in attesa d’entrare per la messa.


Domanda: “Deh (tra bimbi non ci si chiamava per nome), se ta purtà ul Bambin ?”


Risposta: “Trii aranz e quatar mandarìn” oppure “ trii aranz, quatar mandarìn e un poo da spagnulètt”


Giocattoli? Non ci passava neanche per la mente.


Eppure anche allora il 25 dicembre era una giornata diversa dalle altre.


Intanto in preparazione c’era la “novena” ed era un’ occasione per uscire di casa alla sera. Ogni tanto, il prete intonava un ritornello e noi bambini ci davamo dentro a cantare a più non posso in un latino addomesticato: “Regent venturo domino, venite ad  oremus…”


Non solo, ma già nelle domeniche di dicembre si intonava un inno invocante la venuta del Bambino. Era un canto che ci sembrava straziante, quasi un grido di dolore: il titolo del brano era “Bambinello”.


 


Il ritornello recitava:


 


Bambinello bello bello


Vieni vieni e non tardar


La tua immagin è  vaga e bella


Mio dolcissimo bambino


Come il vespro mattutino


Del Messia tu sei il Signor.


 


Poi finalmente a Natale c’era (segue)






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