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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Così è se vi pare


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Poco tempo fa con il quotidiano La Stampa veniva distribuito un elegante fascicolo edito dalla Fondazione Banca di Intra che documentava i lavori a palazzo Viani Dugnani, sede storica del Museo del Paesaggio di Verbania. Di proprietà comunale, l’antico edificio era privo di riscaldamento e in inverno doveva necessariamente rimanere chiuso; con il finanziamento della Fondazione fu possibile realizzare un impianto d’avanguardia sul quale molto è stato scritto. Credo che chiunque abbia sfogliato le pagine del volumetto non abbia potuto fare a meno di rallegrarsi di tanto impegno e di pensare che quel museo fosse motivo di lustro per la Città. Ma dopo pochi giorni sullo stesso quotidiano quel museo viene additato da un famoso esperto come “la Pompei del Piemonte”. Come è possibile?


Proviamo a fare un gioco: pag. 89 del libro. La fotografia mostra una catasta di mobili appoggiata al muro del portico ripresa attraverso la porta trasparente di un locale del museo. Dentro, in deciso contrasto sottolineato dalla azzurra linea di una tenda tirata, una scultura di Arturo Martini.


Pagg. 90, 91. Interno museo: a terra, tra due tele del Litta, la preziosa stuoia dei Giocatori di morra del Ranzoni dietro una vecchia poltrona impolverata come tutto il pavimento.


Pagg. 76,77: sala Ferraguti. L’immenso quadro Alla vanga per due terzi privo di teli protettivi fa bella mostra di sé: anche qui il pavimento è coperto di polvere bianca.


Pagg. 82, 83: interno museo. A destra, sulle luminose pareti, Le lavandaie del Ferraguti e Flora di Sophie Brown divise da una scala appoggiata nell’angolo, mentre la fuga buia delle altre sale si perde nelle profondità del palazzo.


Ed ecco il gioco di ruolo: chiameremo i contendenti Pro e Contro.


 


Pag. 89:


Pro. Si lavora alacremente per svuotare le sale perché (segue) 






2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di claudio zanotti Grazie
claudio zanotti
12 Dicembre 2010 - 20:16
 
Grazie alla prof.ssa Ottolini per questa pagina così bella e così ricca!
Vedi il profilo di mirandolina Pane e rose
mirandolina
15 Dicembre 2010 - 18:00
 
Ha ragione Maria Grazia Ottolini: le immagini possono essere lette in molti modi... sono la non conoscenza della realtà (l\'ignoranza nel senso etimologico del termine...) e i pregiudizi che fanno usare le immagini e le notizie in modo univoco e distorto! Il roseto in disordine perfortuna resta ugualmente bello, ma è una triste metafora dell\'incuria in cui il Museo rischia di cadere, senza più i \'vecchi\' volontari che tanto hanno fatto e senza i \'nuovi\' potenziali finanziatori. Ricominciamo da capo, e da un gruppo di persone a cui il Museo stia VERAMENTE a cuore? Senza nomi tanto roboanti quanto inutili, senza atteggiamenti da \'regolamento di conti\',partendo da quello che si è fatto e che si potrebbe di nuovo e ancora fare?



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