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Museo - La risposta a Zacchera di cinque consiglieri


Pubblichiamo la lettera di risposta alla convocazione del Sindaco firmata da cinque dei sei consiglieri eletti dall'Assemblea dei Soci


 


Sulla riunione indetta dal Sindaco per il 12 dicembre 2010 riguardante il Museo del Paesaggio



I Consiglieri che si firmano in calce hanno deciso di non partecipare alla riunione in oggetto per i seguenti motivi:



1.     Il sindaco Zacchera ha offeso i consiglieri nominati dall’assemblea dei Soci e con essi la città (si veda il quotidiano“ La Stampa” dello 07dicembre 2010, Lettera aperta “ Caro Philippe…”). Prima di ogni altra iniziativa “congiunta” queste offese ed illazioni (al confine con la calunnia) vanno ufficialmente  ritirate. Il Vicepresidente Scolari aveva detto, con ragione, “ prima di tutto il rispetto per le persone”, poi si è dimesso.



2.     La sede di una eventuale riunione è il museo del Paesaggio e non il Comune.  La riunione deve essere convocata dall’attuale giunta del museo ed alla stessa riunione diamo la nostra totale disponibilità.



3.     I bilanci del museo sono stati già verificati dai precedenti revisori dei conti ed approvati dall’Assemblea dei Soci. O i revisori sono stati fallaci oppure la loro revisione è valida. Uno dei due precedenti revisori dei conti, Dott. Regis è stato ancora confermato nella carica di revisore dei conti dal nuovo consiglio tramite designazione dei consiglieri nominati dal Sindaco. Non ha quindi senso il super-perito, a meno di sfiduciare (per quattro anni di gestione!) i precedenti revisori.



4.     I cittadini di Verbania riflettano sul fatto che il patrimonio del Museo del Paesaggio - da sempre mantenuto in ordine ed inventariato - ammonta a diversi milioni di euro. Il patrimonio è stato accumulato grazie a donazioni effettuate in apprezzamento della centenaria opera di gestione ed è della cittadinanza; la sua gestione appartiene non già al Comune ma al popolo, cioè all’Assemblea dei Soci, come da Statuto.



5.     Prima di mettere mano allo Statuto che è stato stilato da galantuomini nel 1927 ed è più che mai valido nei suoi principi, occorre prima di tutto salvaguardare i principi stessi e poi certamente adeguare in modo “moderno” le sue parti relative all’operatività. Questa non è operazione da farsi a tamburo battente, ma deve contemplare adeguata e profonda meditazione.



6.     Il Sindaco, se vuole operare per il bene del Museo, surroghi il Presidente ed i consiglieri che si sono dimessi e metta così in grado di pienamente funzionare il Consiglio che è l’unico organo che può definire ed attuare provvedimenti e programmi.



7.     Il Museo deve funzionare, quindi accettiamo certamente il dialogo, ma ribadiamo che, in via preliminare va adempiuto al sacrosanto principio del ”rispetto per le persone” e che pertanto il Sindaco deve ritirare le sue affermazioni di cui al’articolo de “ La Stampa”, già citato, “Caro Philippe…”.





I Consiglieri



Antonio Biganzoli



Barbara Grippa



Gianni Pizzigoni



Roberto Ripamonti



Ubaldo Rodari




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