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Cinema Sociale: Il Comitato rilancia !!

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Riunione del "Comitato per la difesa e la valorizzazione del Cinema Teatro Sociale di Pallanza"


Venerdì 26 Novembre 2010 – Biblioteca di Villa Olimpia in Via Mazzini a Verbania Pallanza ore 21

 

Si è svolta nella serata di Venerdì 26 u.s. presso la Biblioteca della Villa Olimpia a Pallanza, con inizio alle ore 21, l'annunciata riunione del comitato spontaneo di cittadini, sorto a difesa del Cinema Teatro Sociale, erano presenti una trentina di cittadini, che dapprima sono stati informati da Fabrizio Minetti, componente del Comitato stesso, sugli sviluppi dell'incontro avvenuto in Comune fra gli Amministratori Verbanesi, rappresentati dall'Ass.re Parachini e dall'Ass.re alla cultura Sig.ra Carazzoni, la proprietà del Cinema Teatro, rappresentata dell'ex Assessore ai lavori pubblici del Comune di Verbania Arch. Preti, dai Sigg.ri Schroffernecher e Ottoni in rappresentanza di Cinelandia, Paolo Sulas per il Cineforum, due rappresentanti del Comitato di cittadini e da Ennio Calegari, in qualità di Presidente del Consiglio di Quartiere di Pallanza.


E' emerso subito chiaro a tutti che la proposta della proprietà, di destinare ad uso pubblico una sala con 150 posti è difficilmente accettabile, si tratterebbe del classico contentino, che però non risolverebbe il problema del Cineforum, che con 643 iscritti, si vedrebbe costretto in una simile struttura a programmare ben quattro serate di visione, con un aggravio di costi assolutamente insostenibile.


D'altronde le parole dell'Assessore Parachini, che hanno confermato la non volontà del Comune di Verbania di accollarsi ulteriori spese per questa struttura, preferendo concentrare tutto sul teatro all'Arena, non lasciano molti margini di speranza al fatto che si possa forzare la mano alla proprietà, cercando di ottenere una struttura più consona allo scopo.





7 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di fabio ruta commento
fabio ruta
28 Novembre 2010 - 11:04
 
E\' la scelta che sin dall\'inizio ho caldeggiato. Lanciando la proposta dal gruppo facebook \"Verbania Città Aperta. Verbania Città del bello\". Ora va fatta conoscere e crescere di consenso nella cittadinanza. Evitando che venga letta come una proposta di uno schieramento politico contro l\'altro. Questa opzione infatti è diversa sia dalla ipotesi iniziale del csx che da quella attuale del cdx. Deve essere percepita come una possibile alternativa, rivolta a tutti
Vedi il profilo di Marco Tartari raccogliamo le firme!
Marco Tartari
29 Novembre 2010 - 09:36
 
Mi spiace non essere riuscito a partecipare, ma concordo con la scelta del comitato cittadino.
Ristrutturare il Cinema Sociale permetterebbe di ottenere -a costi ridotti rispetto ai progetti della giunta di destra- una struttura di circa 500 posti e mantenere uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina.

Visto che ormai questa giunta ha sciaguratamente affossato il progetto di costruzione del teatro in piazza F.lli Bandiera, che avrebbe ridato vitalità a Intra ed al quartiere Sassonia, credo che molti cittadini ed iscritti al Partito Democratico concorderanno sul fatto che cementificare il parco di Villa Maioni e la spiaggia dell\'Arena per costruire un mostro di cemento armato da 20milioni di euro NON sia la scelta più opportuna per questa città.


Marco Tartari
Vedi il profilo di Giorgio Scroffernecher Precisazioni utili alla concretezza
Giorgio Scroffernecher
30 Novembre 2010 - 10:43
 
Mi pare sia utile qualche precisazione in merito alla riunione cui sono stato invitato il 17 novembre dall’assessore Parachini, come citato nel pezzo di cui sopra.

- il sottoscritto e Pier Carlo Ottoni non sono rappresentanti di Cinelandia che è azienda di Cantù che, tra il resto, ha in gestione la multisala di Intra. Siamo stati invitati in quanto, rispettivamente, consigliere e presidente di Digima, azienda del Gruppo CO-VER che distribuisce nuove tecnologie e moderni contenuti per sale ‘cinematografiche’ digitali; l’invito era motivato anche dalla sensibilità mostrata con la passata amministrazione, verso la quale abbiamo in diverse occasioni fatto proposte in tema analogo a questo, poi rimaste, purtroppo, senza esiti collaborativi e costruttivi

- alla riunione era presente anche l’architetto Maurizio Forella che ha curato la realizzazione della multisala Cinelandia; questi ha offerto diversi contributi preziosi per ipotizzare un progetto concreto a Pallanza

- il cineforum era ben rappresentato, oltre che da Paolo Sulas, anche da Eugenio D’Andrea

- non ho inteso che la proprietà dell\'immobile ha proposto uno spazio per realizzare una sala da 150 posti, ma che l’amministrazione ha richiesto alla proprietà – che ha, appunto, una libera e legittima titolarità dell’immobile – di concedere uno spazio a uso pubblico in proprietà al Comune nel quadro di una convenzione tutta da costruire

- nel corso della riunione non sono stati fatti riferimenti al teatro come progetto antitetico a questo. L’assessore Parachini ha comunicato che l’amministrazione comunale non può gestire direttamente un ipotetico cinema ex novo a Pallanza, quindi sono indispensabili offerte di responsabilità in tal senso

- tutti i presenti hanno convenuto che è necessario comunque aggiornare i criteri quantitativi e qualitativi di un’ipotetica sala cinema: 150 posti sono corrispondenti, oggi, a una sala medio grande; per questo anche l’organizzazione del cineforum, basilare per una futura sala, va ripensata e armonizzata a questa

- il punto focale, quindi, è lavorare a una sostenibilità del progetto gestionale di una futura sala a Pallanza che merita uno studio economico – che stiamo in via volontaria e collaborativa abbozzando con gli amici del cineforum – in vista di una definizione più precisa di quanto si vuole e si può realizzare in piazza Gramsci.

Per il resto, nel resoconto del vostro blog, mi pare di cogliere una vivace energia oppositiva e immaginativa, certo utili alla democrazia, che meritano però anche di un buon senso progettuale che pure si è molto apprezzato nel corso della riunione in Comune sotto lo stimolo dell’assessore Marco Parachini.

Giorgio Scroffernecher
Vedi il profilo di mirandolina DI che cosa hanno bisogno la città e i cittadini?
mirandolina
30 Novembre 2010 - 14:21
 
Ben vengano i Comitati di cittadini per rivitalizzare pensieri e progetti sulla \'cosa pubblica\' in città!
Mi sembra che emergano alcuni bisogni REALI dei cittadini verbanesi:
1. uno spazio in cui vedere film, non solo commerciali e non solo \'da popcorn\', come testimoniano i 600 iscritti al Cineforum. E\' un bisogno reale, che i cinema commerciali forse non hanno interesse ad intercettare, ma non per questo va messo nel dimenticatoio
2. uno [u]spazio [/u]per il teatro: per vedere teatro senza doversi stipare in due serate alla Sala di S.Anna, per avere meno vincoli di spazio scenico nella scelta degli spettacoli (e quindi accontentare un pubblico più vasto), ma anche per [u]fare [/u]teatro. In città ci sono molte compagnie amatoriali teatrali e gruppi musicali, insommma persone che con la cultura forse non ci mangiano, ma che a modo loro la producono, sognano, si attivano, sperimentano, apprendono.
Forse non abbiamo bisogno di progetti di architetti famosi traslati da un posto all\'altro: ma di spazi adeguati, e commisurati alle esigenze, sicuramente sì. Possiamo, al di là degli schieramenti e delle logiche di politica partitica, parlare du questo?
Vedi il profilo di Asterio Fontana commento
Asterio Fontana
1 Dicembre 2010 - 09:10
 
La posizione del Comitato appare molto \"movimentista\" e quindi di scarso realismo e concretezza.
Irrealistico e velleitario chiedere ad una amministrazione di centrodestra ciò che anche quella di centrosinistra non ha fatto (vedi vicenda VIP), e che giustamente non farebbe e spero non faccia: rinunciare alla realizzazione di un Teatro della Città (ovunque sia) per una soluzione posticcia, colmando un ritardo storico causato da quella \"convivenza\" e \"condivisione\" di spazi, fino a qualche anno fa possibile e praticata, fra attività commerciali ed attività culturali.
\"Convivenza\" e \"condivisione\" di spazi che ha coltivato l\'idea che la città potesse non avere un Teatro pubblico (e quindi non soggetto alle dinamiche del mercato ed alle propensioni comportamentali delle persone, alle mode e quant\'altro).
Penso che Verbania ed il suo territorio possa sostenere economicamente una sala cinematografica per il cinema di qualità (lo dimostrano gli abbonati al Cineforum e la sua lunga tradizione).
Occorre però mettere queste attività al riparo dai ricorrenti corsi e ricorsi economici degli spazi privato presenti in città ovvero dotarsi di uno spazio pubblico non necessariamente ricavato nel nuovo teatro.
Per lavorare concretamente attorno una ipotesi di riutilizzo/recupero pubblico del Cinema Teatro Sociale di Pallanza, credo si debba immaginare, a tutto campo, un recupero urbanistico ed ambientale dell\'intera Piazza Gramsci capaci di creare plusvalenze pubbliche da giocare con la confinante proprietà del Cinema Teatro. L\'operazione dovrebbe necessariamente coinvolgere le prerogative decisionali del Comune in tema di pianificazione, la capacità imprenditoriale private e le aspettative della proprietà.
Il tutto con la precisazione di obiettivi operativi, requisiti funzionali ed ipotesi gestionali (prezioso quindi il contributo di Digima del gruppo CO-VER).
Asterio Fontana
Vedi il profilo di Maurizio Forella concretezza
Maurizio Forella
1 Dicembre 2010 - 10:22
 
Apprezzo come sempre l’intervento di Asterio Fontana che riesce spesso a cogliere le differenze tra gli atteggiamenti politici, le linee di partito, le posizioni preconcette e quello che veramente serve per la città e soprattutto quello che risulta attuabile.
Il comitato nato per la valorizzazione del cinema sociale dovrebbe a mio parere concentrarsi su questo tema e lavorare in tal senso, altrimenti doveva chiamarsi “comitato per la non realizzazione del teatro cittadino”.
Nel caso in particolare c’è l’esigenza di dare risposta immediata ad un privato che ha manifestato la volontà di “valorizzare” l’immobile ora destinato a multisala cinematografica.
Credo che di fondo ci sia un po\' di confusione su cosa la pianificazione cittadina prevede per l\'edificio attuale del Cinema Sociale. La destinazione esistente non è \"Cinema\" (che non esiste così pura) ma \"aree con destinazione prevalentemante terziaria, commerciale, direzionale, di servizio (A.I.T.). Questa destinazione permetterebbe ai proprietari di trasformare da subito l\'immobile in: UFFICI PUBBLICI E PRIVATI, UFFICI COMMERCIALI, SERVIZI DI INTERESSE COLLETTIVO, FUNZIONI AMMINISTRATIVE, CREDITIZIE, ASSICURATIVE, RICREATIVE, CULTURALI, SOCIALI, PROFESSIONALI, ASSOCIATIVE E PER LO SPETTACOLO, COMMERCIO AL DETTAGLIO A ALL\\\'INGROSSO, SERVIZI PUBBLICI E PRIVATI, DEPOSITI, LOCALI DI RISTORO.
Di conseguenza i ragionamenti fatti sul pericolo di un collocamento di funzione residenziale (che allo stato attuale non è possibile se non in piccola parte) devono ragionevolmente essere ampliati alla luce di quanto è già possibile allo stato attuale, senza sottostare a nessuna convenzione con il Comune e senza attendere nessuna variazione di destinazione di Piano.
Quindi, dimenticandosi l\'esproprio proletario, credo che la ragione (per evitare ad esempio che da domani il cinema diventi una concessionaria d\'auto ad esempio) è quella di trattare ed ottenere per la comunità il massimo possibile ma sottolineo: nella ragione e nel fattibile.
Bellissima e condivisibile la prospettiva di Asterio Fontana di ripensare a tutta la piazza, tale prospettiva permetterebbe sicuramente di avere maggior possibilità di ottenere plusvalenze pubbliche, ma tale pianificazione comporta uno sforzo ed una tempistica del tutto diversa da quella urgente per risolvere i problemi contingenti ad esempio relativi al cineforum che a gennaio deve chiudere i battenti.
Allo stato attuale quindi la concretezza si dimostrerebbe dando per scontate due cose:
• La giunta è determinata sulla creazione del nuovo teatro cittadino che sarà realizzato e sarà la struttura che potrà ospitare i “grandi eventi”;
• La proprietà del cinema Sociale è disponibile a trattare con il Comune al fine di convenzionare la cessione di una quota di edificio sistemata al rustico per la realizzazione di uno spazio “sociale”.
Alla luce di queste due cose, bisognerebbe abbandonare richieste non conformi ne agli obiettivi della giunta ma nemmeno conformi alla attuali contingenze economiche, e percorrere strade attuabili per sapere cogliere il massimo da questa “occasione”.
Credo che il massimo in questo momento sia:
• La possibilità di dotare Pallanza di una sala pubblica di medie dimensioni (gli spettacoli su più turni a mio parere sono accettabilissimi) meglio una sala piccola piena che una sala grande vuota;
• La possibilità di mantenere la facciata storica realizzata dal Bottini dell’edificio.
Il lavoro di mediazione tra privato e Comune è attivato, un gruppo di tecnici è al lavoro per percorrere questo scopo, la sfida più grossa è quella di individuare un “gestore” che possa completare ed attrezzare lo spazio e farlo funzionare al di la del “cineforum” che come sappiamo non produce il reddito sufficiente per mantenere questa struttura.
Belle e condivisibili le richieste dei vari comitati, delle persone che scrivono i loro pareri, dei gruppi politici e non…… ma per favore percorriamo la concretezza e non facciamo richieste sempre incentrate su progetti che ri
Vedi il profilo di fabio ruta commento
fabio ruta
4 Dicembre 2010 - 12:59
 
Le obiezioni particolareggiate di Maurizio Forella alla proposta del Comitato vanno sicuramente ascoltate poichè egli possiede una grande competenza tecnica in materia. Ma partono da un presupposto che non mi convince: quello che il Teatro Civico si farà certamente e comunque in zona Arena. Credo invece che una mobilitazione popolare, sorretta da un insieme di forze politiche, comitati di cittadini, associazioni ambientaliste potrebbe avere la forza di bloccare questo progetto. E dunque lo scenario cambierebbe assai. In questo caso si aprirebbe necessariamente una riflessione non solo sulla collocazione del teatro cittadino, ma sulla riqualificazione urbana dell\'intera Città. Ora Piazza Mercato è una inguardabile distesa di parcheggi. Con un edificio pericolante e fatiscente nel mezzo. Il quartiere Sassonia - densamente urbanizzato - avrebbe bisogno invece di una \"Piazza Giardino\", con una significativa presenza di verde pubblico, collegata magari a un progetto di valorizzazione delle adiacenti sponde fluviali (terrazzamenti, percosi ciclopedonali, adeguamento per la pesca sportiva). Visto che il progetto del Teatro in Piazza F.lli Bandiera (comunque la si pensi al riguardo) è definitivamente tramontato è bene riflettere sul futuro di quell\'area: affinchè sia sottratta al rischio di speculazioni e ad un presente di \"cagatoio per piccioni\". L\'area Arena invece potrebbe essere riqualificata attraverso il progetto di \"Lake Park\" che miri a riqualificare anche il parco della biblioteca e l\'area attualmente in concessione demaniale al cantiere nautico (si veda la mia proposta sul gruppo fb \"Verbania Città Aperta. Verbania Città del Bello\". In ultimo il progetto di Teatro Civico a Pallanza rivitalizzarebbe un luogo storico oggi in evidente declino e potrebbe dare il via a un progetto più organico di valorrizzazione di Piazza Gramsci. Trovando certo un accordo - ma non al ribasso e in perdita per la comunità verbanese - con la attuale proprietà. Questo scenario che ho appena tratteggiato potrebbe divenire realistico se si riesce a creare un consenso, il più trasversale possibile, alla proposta del comitato cittadino. Sono del parere che il Partito Democratico per essere credibile nella sua veste di fustigatore degli sprechi debba e possa, in questo contesto, abbandonare la ipotesi storica del teatro Arroyo 1 in P.zza F.lli Bandiera. Il centro-destra, magari su impulso di qualche componente critica (spero che la Lega, da sempre contro il progetto di Teatro perchè costoso, trovi la coerenza di appoggiare la proposta di trasloco al Sociale di Pallanza, meno onerosa dal punto di vista economico) potrebbe frenare sul progetto Arroyo 2 all\'Arena. Ma perchè questo avvenga realmente bisogna che la gente si muova. E in fretta.



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