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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

TURISMO

Di Renato Minocci


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L’Italia è il paese dei commissari tecnici di calcio,Verbania è quella degli esperti di turismo. Ogni giorno quando si parla, in città, di temi economici o di svago inevitabilmente si viene a parlare di turismo. Ognuno ha la sua ricetta, bella e pronta, da applicare.E’ un po’ come l’acqua calda peccato che per scaldarla ci vuole il fuoco, che in questo campo è la competenza, l’esperienza, la conoscenza, la professionalità, l’imprenditorialità e per finire l’umiltà di ricalcare a volte modelli analoghi virtuosi. Insomma un sistema di cose che solo una volontà ed una capacità amministrativa riesce a creare. Che in questi anni, per limiti oggettivi e soggettivi spesso sono venuti a mancare. Non essendo diverso dai miei concittadini, cercherò anch’io di sviluppare una riflessione su alcuni temi concernenti il turismo. Verbania è una città a vocazione turistica? Se per vocazione si intende una predisposizione all’accoglienza posso onestamente dire solo parzialmente grazie alla presenza, sul nostro territorio, dei Giardini di Villa Taranto, per l’organizzazione di alcuni momenti di richiamo anche internazionale e per la naturale attività di promozione e gestione degli operatori privati del settore. Per il resto, per darci una risposta,proviamo  a calarci nei panni di un turista, preferibilmente estero, che da noi risiede. Difficoltà nel reperire indicazioni nelle lingue più diffuse, mancanza di servizi, anche igienici (sich !), mancanza di una cultura dell’accoglienza  che fa sentire un ospite come un estraneo più sopportato che gradito.  


Verbania vive turisticamente dalla luce riflessa del Golfo Borromeo e quindi di un’ospitalità indiretta che presenta grossi limiti nella stagionalità fine marzo fine ottobre. Se un giorno, dubito, l’amministrazione Borromeo decidesse di tenere aperto il Palazzo dell’Isola Bella anche Verbania trarrebbe dei benefici perchè i tour operator ed il turista individuale, che ora non hanno ragione di recarsi dalle nostre parti, avrebbero le motivazioni di  soggiorno. Qui sta il punto, escludendo come ipotetica l’ipotesi Borromeo,quali sono le risorse su cui una economia turistica si può reggere? Incentivando l’industria dello svago? Qualcuno ci ha pensato o ci sta pensando e sarebbe bene che se ne discutesse. Oppure valorizzando, “sfruttandolo”, quel patrimonio immenso che è il territorio? Faccio un esempio:


un imprenditore locale, che possiede un albergo in una località non proprio vicina al lago, riesce (segue)





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