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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - "Non è un nostro problema"

 


Immagine 1

 


"Non è un nostro problema": questo è ciò che ci siamo sentiti rispondere ad un incontro avvenuto circa a metà giugno con l'Amministrazione Comunale, rappresentata dal Sindaco e dall'Assessore alla Pubblica Istruzione.


Siamo i genitori di alcuni studenti che frequentano e frequenteranno, a partire da settembre, il corso ad indirizzo musicale della Scuola Media Ranzoni di Trobaso.


Qual è il problema in questione?


A partire da settembre, in conseguenza alla riforma del sistema scolastico conosciuta come "Riforma Gelmini", per tali studenti, nonostante abbiano un orario scolastico che prevede due rientri pomeridiani settimanali obbligatori ed in alcuni casi anche tre, non è prevista la possibilità di usufruire della mensa scolastica in quanto manca il personale docente necessario ad accompagnarli presso la sede della mensa comunale. Cosa che invece accade per gli altri studenti che frequentano il corso a tempo prolungato che pure prevede tre rientri pomeridiani.


La conseguenza di questa "svista" del Governo, che nello stendere la riforma non ha tenuto conto della tipologia di orario di questo corso, è che nei





17 commenti  Aggiungi il tuo

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marco zacchera
3 Settembre 2010 - 08:54
 
non è corretto da parte di queste persone raccontare una\"verità\" così diversa dalla realtà. Se il personale docente NON vuole accompagnare i ragazzi (come peraltro era noto alle famiglie al momento dlel\'iscrizione) c\'è qualche genitore disponibile?
Perchè se non lo sono i docenti e neppure i genitori...
Vedi il profilo di roberto negroni tra verità e realtà
roberto negroni
3 Settembre 2010 - 18:31
 
Questa nota credo meriti una attenzione più accurata di quella riservatagli dal Sindaco nel suo commento. Ho una figlia che quest’anno frequenterà il secondo anno di questo indirizzo, quindi non solo sono parte in causa, pur essendo all’oscuro dell’iniziativa dei genitori che hanno scritto, ma sono quel si dice \"persona informata dei fatti\".
Non è però poi tanto difficile, per chiunque lo voglia, acquisire un’esauriente informazione in proposito; è sufficiente consultare la delibera di Giunta, dell’amministrazione in carica, n° 245 del 5/10/2009, “SERVIZIO DI ACCOMPAGNAMENTO MENSA AD ALUNNI SCUOLA SECONDARIA INFERIORE RANZONI: SPERIMENTAZIONE PER ANNO SCOLASTICO 2009/2010”, con la quale l’amministrazione ha dato l’anno scorso risposta allo stesso problema, da essa si evince che:
• “(...) secondo i nuovi ordinamenti come evidenziato nella comunicazione della Scuola Ranzoni del 28.9.2009, l’organico scolastico non consente la copertura del tempo mensa da parte del personale docente e che, conseguentemente, questa carenza avrebbe impedito l’utilizzo del servizio di refezione scolastica agli alunni frequentanti quei corsi (...)”;
• “(...) l’Amministrazione Comunale ha accettato di farsi carico sperimentalmente per l’anno scolastico 2009/2010 di questo servizio rendendo disponibile il personale necessario ad accompagnare le classi in questione dalle sedi scolastiche di Trobaso e di Pallanza ai refettori della Cucina Centralizzata e di Villa Olimpia” (...);
• “(...) è stato convenuto con la Presidenza della Scuola medesima e con i genitori degli alunni interessati che gli oneri derivanti dal suddetto servizio siano posti a carico delle famiglie, oltre al normale costo per il servizio di refezione scolastica” (...);
• “(...)il costo posto a carico degli alunni viene stabilito in misura forfetaria e cioè non legato al numero dei giorni in cui si usufruirà del servizio (...)”;
• “(...) il costo annuo complessivo di detto servizio verrà posto a carico degli utenti secondo le condizioni già indicate in narrativa, ovvero: € 60,00 per gli alunni della sede di Trobaso, € 87,00 per gli alunni della sede di Pallanza (...)”.
E così è avvenuto durante lo scorso anno scolastico: l’amministrazione municipale si è fatta carico dell’organizzazione del servizio, ricorrendo a personale esterno alla scuola e all’ente comunale, con costi totalmente a carico delle famiglie.
Ora, è pur vero che, anche quest’anno, non tutte le famiglie, la mia tra queste, avranno necessità di ricorrere al servizio mensa, ma è altrettanto vero che ciò non attenua il problema per chi ce l’ha e, soprattutto, che quest’anno il problema riguarderà non due sole ma quattro classi.
Qualcuno dovrebbe spiegare quale senso avrebbe attuare una sperimentazione per far fronte ad un bisogno e fare marcia indietro quando il bisogno è maggiore?, quali sarebbero gli esiti negativi che avrebbero fatto fallire quella sperimentazione?, come potrebbero seguire l’invito del Sindaco a rendersi disponibili proprio quei genitori che richiedono il servizio mensa perché impossibilitati ad essere disponibili?
La delibera citata opportunamente esordiva ricordando che tra i compiti dell’ente comunale vi sono “(...) le funzioni di assistenza scolastica (che) concernono le strutture, i servizi e le attività destinati a facilitare l\'assolvimento dell\'obbligo scolastico (...)” e “(...) che tra gli interventi volti a favorire l\'accesso e la frequenza del sistema scolastico rientrava anche il servizio mensa (...)”, per tutti gli allievi, senza esclusioni. Non voglio perciò credere che il Sindaco di Verbania possa lavarsene le mani buttando lì un vergognoso “questo non è un nostro problema”. Al contrario, credo ben sappia che anche questa è una delle tante questioni che la città l’ha chiamato a dirimere.
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tiziana falcicchio
3 Settembre 2010 - 19:12
 
Sono anch\'io tra i partecipanti all\'incontro con il Sindaco e l\'Assessore alla Pubblica Istruzione e,oltre a condividere pienamente sia quanto esposto dai genitori che hanno scritto che l\'attenta analisi di Roberto Negroni,vorrei solo spendere due parole per ricordare che stiamo parlando di scuola dell\'obbligo e non certo di una \"scuola d\'elite\"come è stata definita dall\'Assessore:la nostra città dovrebbe farsi vanto di essere in grado di offrire ai giovani che lo desiderano la possibilità di ampliare ed arricchire le loro conoscenze con lo studio della musica e non penalizzare chi fa questa scelta negando servizi che sono un diritto.
Mi permetto infine di fare una proposta:perchè non ipotizzare a Verbania la nascita di un \"Liceo coreutico-musicale\"? Tanto, alle superiori,la pausa pranzo i ragazzi se la gesticono da soli!
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tiziana falcicchio
3 Settembre 2010 - 20:00
 
Da inesperta del computer ho sbagliato nell\'esprimere il mio parere:la manina rossa vale 0!!
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emanuela
4 Settembre 2010 - 14:33
 
mi sembra di capire che i genitori devono risolvere i problemi che la scuola e l\'amministrazione comunale non sono in grado di risolvere (o non vogliono risolvere); a questo punto si farebbe meglio a portare tutti gli orari scolastici alla sola frequenza mattutina, così, cari genitori, sarà un problema vostro e si risolverebbero i problemi di soldi che attanagliano la Gelmini e il ministro dell\'economia, senza dimenticare quelli del nostro sindaco, che con lo spauracchio del Milione di euro in meno a bilancio, rinuncia ad offrire un miglior servizio ai suoi cittadini.
Vedi il profilo di casadei bruna affari vostri...
casadei bruna
5 Settembre 2010 - 11:00
 
Il Sindaco di Verbania, in perfetta sintonia col ministro Gelmini, scarica la scuola pubblica, negando agli alunni della scuola dell\'obbligo il servizio di accompagnamento alla mensa scolastica, col pretesto che tale servizio \"non è un problema del Comune\". Con questa decisione viene così cancellata la pur positiva sperimentazione effettuata lo scorso anno. Le soluzioni al problema indicate dal Sindaco contemplano, tra l\'altro, l\'intervento dei genitori oppure degli insegnanti ( questi ultimi dovrebbero fornire la prestazione a titolo di ricompensa per il posto di lavoro?!), scaricando così sul solito volontariato un servizio di competenza delle Istituzioni. Forse non risulta nei programmi di questa Amministrazione la qualità della vita dei verbanesi, tra cui lo stare bene a scuola? Credo che ai problemi dei cittadini elettori, sempre blanditi durante le campagne elettorali, vadano date risposte appropriate anche nel corso del mandato amministrativo. Mi auguro che il Sindaco Zacchera, primo cittadino verbanese, abbia a cuore il buon funzionamento delle attività nella città da Lui amministrata, e sappia trovare al suddetto problema una soluzione più \"istituzionale\".
Vedi il profilo di Raffaele Allevi commento
Raffaele Allevi
5 Settembre 2010 - 14:28
 
Anch\'io condivido le analisi sopra esposte, e ricorderei al Sindaco che ricopre tale carica proprio per cercare di venire incontro alle esigenze di tutti i cittadini.
Il diritto allo studio, la scuola dell\'obbligo, sono tutte frasi che perdono sempre più senso man mano che la controriforma Gelmini viene applicata.
Non sarebbe buon senso da parte degli amministratori comunali cercare di porre rimedio laddove è possibile (e questo mi sembra il caso) ai problemi reali che si creano alle famiglie?
Ironia della sorte, per gli alunni frequentanti le prime classi medie, si apriranno le porte del Bonus Computer, ma per alcuni di loro si chiuderanno quelle della mensa! Che bella pensata.....

P.s. non uso faccine, mani votanti e cose del genere!
Vedi il profilo di Paola commento
Paola
5 Settembre 2010 - 16:41
 
Il servizio mensa e i mezzi di trasporto per raggiungerla, messi a disposizione dal Comune ci sono e funzionano, ma i ragazzi della scuola media Ranzoni, indirizzo musicale, non ne possono usufruire, a differenza dei loro compagni di altri indirizzi, in quanto il problema di trovare qualcuno che li accompagni risulta un problema insormontabile, che a quanto pare non è di competenza ne della Scuola ne del Comune.
Quindi, (richiamando un precedente commento), meglio che consumino un panino, in strada al freddo anche in inverno senza alcuna custodia, in quanto non è assolutamente consentito che rimangano nei locali della scuola o che raggiungano da soli la mensa in bus. Oppure le famiglie dovranno autonomamente organizzarsi per trovare un’altra soluzione.
Non tutto sono fortunati come me ad avere nonni disponibili, per cui mi sento molto vicina alle famiglie che in realtà avranno problemi a gestire questa situazione.
Quotidianamente l’Amministrazione Comunale si trova ad affrontare e risolvere questioni ben più complesse. L’anno scorso la soluzione è stata trovata avviando in modo sperimentale il servizio di accompagnamento alunni alla mensa. Non è possibile proseguire ancora?
Spero che se ne possa ancora parlare trovando una soluzione accettabile.
Vedi il profilo di marco zacchera commento
marco zacchera
5 Settembre 2010 - 22:32
 
Vogliamo ricordare che i genitori - iscrivendo i figli a questa scuola - sapevano del problema ed erano informati (sottoscrivendo un atto) che la mensa non sarebbe stata disponibile? I genitori non vogliono dare una mano per curare (a turno) i loro figli, i docenti neppure (bastava un\'ora per un giorno ogni circa 2 settimane!) quindi \"Ci pensi il comune...\" E vai quindi con Zacchera, la Gelmini ecc.ecc. Un minimo di senso civico o di compartecipazione dei più diretti interessati? No, appunto, \"Ci pensi il comune\" il che è come tanti altri casi dove ci sono buoni propositi purchè i disagi (discariche, inceneritori, servizi, responsabilità, costi) se li prenda qualcun altro.
Perchè non aprire anche un dibattito generale sul \"senso di responsabilità e di appartenenza?\"
Vedi il profilo di Angelica Sassi Assicurazione
Angelica Sassi
6 Settembre 2010 - 07:54
 
Vorrei ricordare che un \"servizio\" di assistenza ai ragazzi implica, per chiunque lo eserciti, anche una responsabilità, in primis di tipo civile, per cui solitamente vengono stipulate apposite assicurazioni.
Quindi iniziative private (dei singoli genitori o dei singoli docenti esternamente alle loro competenze scolastiche) devono essere necessariamente dotate di tali assicurazioni.
Penso che non sia così facile \"organizzarle\" in questa situazione da parte di \"volontari\".
Angelica Sassi
Vedi il profilo di Mario  Realini commento
Mario Realini
6 Settembre 2010 - 09:17
 
Questo commento è talmente chiaro,preciso ed essenziale, che dice tutto del disagio nella scuola.
Vedi il profilo di Anonimo commento
Anonimo
6 Settembre 2010 - 09:51
 
L\'anno scorso a quanto mi risulta nella sperimentazione c\'è stata compartecipazione alla spesa da parte dalle famiglie, che non intendono prendere le distanze dal problema. L\'intervento del Comune ha riguardato l\'organizzazione che andrebbe gestita in modo \"professionale\" e non lasciata al caso o a iniziative spontanee, incluso anche l\'aspetto fondamentale dell\'assicurazione su responsabilità civile, giustamente richiamato in commento precedente.
Vedi il profilo di davide commento
davide
6 Settembre 2010 - 12:20
 
certo che sapevamo al momento dell\'iscrizione che il problema della mensa sarebbe stato \"un problema\", ma chi sceglie questo tipo di indirizzo, lo fa per offrire ai propri figli un\'opportunità in più. Magari ci siamo illusi, visto che l\'anno scorso \"il problema\" è stato risolto, che si sarebbe potuto risolvere anche quest\'anno e ancora non capiamo perché non lo si vuole risolvere.Si tratta di scuola dell\'obbligo e di un corso proposto da una scuola pubblica. Le nostre tasse dovrebbero servire a pagare questo tipo di servizio oppure no? E\' possibile che tra tutte le cooperative che collaborano con il Comune, non ci sia nessuno disposto a farsi di carico di questa responsabilità? I genitori, (visto che a quanto pare le tasse che paghiamo non bastano) contribuiranno alle spese, come già l\'anno scorso. Ma per dirla tutta, con tutta la buona volontà, non credo proprio che spetti a noi genitori assicurare il servizio mensa ai nostri figli. Tra l\'altro, quelli che sono messi peggio sono quelli che frequenteranno il secondo anno, che l\'anno scorso usufruivano del servizio e quest\'anno invece no: cosa avrebbero dovuto fare, cambiare corso? I problemi sono due: la scuola non ha i soldi, il comune vuole risparmiare soldi (150 ragazzini in meno a mensa, sono un bel risparmio)e così si scaricano i problemi sugli utenti, invitandoli ad essere collaborativi. Chi è genitore lo sa benissimo: la collaborazione inizia fino dall\'asilo nido, con l\'acquisto di materiali di consumo e quant\'altro, prosegue alla materna con l\'acquisto anche di carta igienica, alle elementari servivano tende parasole o carta per le fotocopie eccetera, eccetera, eccetera ora ci chiedono o di scegliere un corso che magari ci soddisfa poco e che però ha un orario comodo, oppure di organizzare addirittura un trasferimento da una scuola comunale ad una mensa comunale. Francamente mi sembra pretendere un po\' troppo.
Vedi il profilo di Paola Bacchetta Assicurazione - 2
Paola Bacchetta
6 Settembre 2010 - 12:54
 
Sono uno degli autori (se così si può dire!)della lettera \"non è un nostro problema\". Per quanto rigurda il discorso Assicurazione, devo dire che nella nostra lettera non ne abbiamo fatto cenno perchè era già piuttosto lunga. Nonostante ciò siamo consapevoli che sia un aspetto fondamentale nel non accettare le proposte fatte dall\'amministrazione comunale, che riteniamo poco serie proprio alla luce del fatto che nel caso di sorveglianza effettuata da parte dei genitori si pone un problema di assicurazione e responsabilità, di cui loro dovrebbero essere bene a conoscenza.
Per quanto riguarda il volontariato da parte del personale docente... lascio agli interessati la parola.
Vedi il profilo di Sergio Merletti Proposta costruttiva
Sergio Merletti
6 Settembre 2010 - 15:37
 
Sono un genitore che ha scelto di iscrivere la propria figlia alla prima media indirizzo musicale.
Sono d’accordo con i vari interventi degli altri genitori e ribadisco che noi genitori non pretendiamo che l’Amministrazione comunale si faccia carico della spesa di un servizio di accompagnamento mensa, ma semplicemente si occupi dell’ORGANIZZAZIONE di tale servizio.
Vorrei sottolineare che il Volontariato è una vocazione seria e disinteressata, ma in un campo così delicato come la sorveglianza e l’accompagnamento di minori ad una mensa esterna, le implicazioni e le complicazioni in tema di responsabilità civile non sono secondarie.
A questo punto considerando che la problematica investe almeno 70(!) famiglie mi aspetterei che l’Amministrazione comunale si facesse promotrice di un incontro in cui siano presenti tutti gli attori di questa intricata vicenda, a cominciare dal Dirigente scolastico.
Vedi il profilo di Antonella commento
Antonella
7 Settembre 2010 - 21:09
 
La discussione, mi pare, sottolinei la posizione di coloro che hanno scelto per i propri figli la scuola pubblica e in essa l’indirizzo musicale pensando alla qualità dell’insegnamento per offrire al proprio ragazzo la possibilità di ottenere gratificazioni in ambito scolastico che indiscutibilmente favoriscono l’impegno e, conseguentemente, il profitto. Si sono organizzati per il trasporto, che dalla zona collinare non è agevole, ed ora dovranno “confidare” nella maturità del proprio figlio che, con qualsiasi tempo e temperatura vagherà tra marciapiedi, box auto aperti, bar, parcheggi e spazi, più o meno consoni, con un panino e una bibita perché, è ovvio, che se i genitori di questi ragazzi sperano nella possibilità, per i ragazzi, di pranzare in mensa o in un’aula scolastica, in quel momento saranno certo impegnati per lavoro e non avranno a disposizione nonni o amici che li possano aiutare…. confidando che non “capiti nulla di spiacevole….” e sperando di non sentire il cellulare squillare….
Vedi il profilo di Elena commento
Elena
16 Settembre 2010 - 19:47
 
Si, si apriamolo pure un dibattito sul senso di responsabilità e di appartenenza, di questo appunto si parlava. Mi pare offensivo e poco istituzionale affermare che i genitori che hanno fatto richiesta del supporto al servizio mensa raccontino una verità che non corrisponde alla realtà..C\'è un particolare: i genitori NON POSSONO dare una mano per curare i propri figli (affermare NON VOGLIONO mi sembra grave), in quanto lavorano e sono dunque impossibilitati nell\'ottenere un permesso orario dal proprio principale, con la motivazione \"assistenza mensa del proprio figlio\". Ma come, questa amministrazione non aveva affermato di essere per i cittadini, a sostegno dei lavoratori e per la crescita della città e del suo territorio?



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