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riflessioni, informazioni e approfondimenti sulla realtà verbanese

8 marzo Festa della Donna ed Amnesty International

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Amnesty International in occasione dell’8 marzo  2010 ci fornisce l’occasione per rendere “utile” una nostra firma a sostegno delle “troppe” occasioni in  cui i diritti umani vengono meno. Oggigiorno è abbastanza semplice, si aderisce ad una petizione andando sul sito agli indirizzi che vi segnalo e apponendo le propria firma dando le proprie generalità. Di seguito vi segnalo i casi che la sessione italiana di Amnesty sosterrà per tutto il mese di marzo.



Giusto un’informazione a Verbania si riunisce mensilmente (solitamente primo venerdì del mese) un gruppo di volontari di Amnesty.



Grazie anna z.



AZIONI ON-LINE (disponibili a partire dall’8 marzo)



Firma e diffondi gli appelli in favore di tre donne vittime di violazioni dei diritti umani!







Nepal - Rita Mahato, consulente sanitaria del Centro di riabilitazione per donne (Worec) nel distretto di Siraha, ha ricevuto minacce a causa del suo lavoro di assistenza legale e medica alle donne che hanno subito violenza. Nonostante le minacce, continua a portare avanti il suo lavoro in favore delle donne.


http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2746



 



Iran - Somayeh Rashidi, studentessa di 24 anni e attivista per i diritti delle donne, è detenuta nella prigione di Evin dal 19 dicembre 2009, giorno del suo arresto. Si ritiene che sia detenuta a causa del suo impegno in favore dei diritti delle donne. Le è stato impedito di incontrare la famiglia e il suo avvocato. La Campagna per l’uguaglianza, conosciuta anche come la Campagna per un milione di firme - di cui Somayeh fa parte, è un’iniziativa popolare per i diritti delle donne. È stata lanciata nel 2006 con l’obiettivo di raccogliere un milione di firme di iraniani, per chiedere la riforma della legislazione che discrimina le donne. http://www.amnesty.it/arresto_iran_diritti_donne.html



 



Repubblica popolare cinese - Mao Hengfeng è stata in prigione molte volte per il suo lavoro in difesa dei diritti riproduttivi delle donne. E' stata ripetutamente torturata e continuamente minacciata. Non sono mai state svolte indagini approfondite sulle minacce e sulle torture subite. Nonostante tutto, Mao Hengfeng continua a portare avanti il suo lavoro.



http://www.amnesty.it/cina_Hengfeng_diritti_riproduttivi.html



 





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